Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Il presidente del Consiglio comunale, Alberto Mazzeo, ha ceduto a certi diktat. L’opposizione ha battuto i pugni sul tavolo, e non tanto per dire, ed ha contestato che da nove mesi si aspetta l’arrivo in aula consiliare delle cinque proposte deliberative di decadenza dalla carica di altrettanti consiglieri della maggioranza, Patti, Grignano, Vincenzo Guaiana, Parisi, Genco, colpevoli non di disattendere al ruolo, come prevede la norma, ma di essersi sottratti, con un documento politico, a due sedute straordinarie, inframmezzate da una ordinaria, tre in tutto, dedicate alla calda vertenza Pala Shark.
E così giovedì la conferenza dei capigruppo ha calendarizzato la seduta dedicata a discutere queste delibere, sulle quali pesa un “punto interrogativo” enorme, come scritto dal segretario generale Panepinto. La seduta è prevista per il 16 settembre. La capogruppo di “Pd Uniti per Trapani”, Monica Desideri ha contestato ad inserire le proposte deliberative nella stessa seduta: “dobbiamo affrontare singole votazioni, in caso di decadenza anche solo di un consigliere viene a mancare il plenum consiliare”. Una osservazione legata alla norma, ma ad eccezione di Parisi tutti gli altri capigruppo sono stati dissenzienti. Si prevede insomma il 16 settembre una seduta d’aula a rischio sotto tanti punti di vista.
Intanto a Palazzo Cavarretta si è risolto l’inghippo procedurale che riguardava la commissione di inchiesta sul sistema idrico. La proroga chiesta dal presidente Miceli (FdI) è stata approvata a maggioranza, con il voto contrario di Vincenzo Guaiana e Angela Grignano. “La commissione – ha detto Miceli in aula consiliare – proseguirà fino all’11 ottobre”. Miceli ha preannunciato che “una parte della relazione verrà portata in aula, un’altra parte, per quello che si è raccolto, andrà certamente verso altre autorità”. Sul punto ha obiettato l’indipendente Francesco Briale: “se ci sono aspetti particolari e riservati da discutere, il Consiglio può procedere a porte chiuse”. Briale ha paventato che dietro certi comportamenti si cela “un gioco delle parti che fa male alla verità”. “Noi – ha affermato Angela Grignano – non siamo contro la commissione ma semmai come il presidente Miceli ha condotto in 270 giorni questi lavori, rinviando di continuo. Ai cittadini interessano risposte concrete, non le nostre diatribe , quindi, procediamo speditamente, completiamo le audizioni e le acquisizioni e concludiamo questa indagine nel rispetto dei cittadini che aspettano risposte”.