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    Carcere Pietro Cerulli: olio bollente contro un agente. Situazione incandescente a Siracusa
    Redazione4 Settembre 2026 - Cronaca
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    Trapani – «Quanto accaduto poco fa alla Casa Circondariale di Trapani non è una semplice aggressione: è un vigliacco tentato omicidio, premeditato e consumato con ferocia inaudita». Lo dichiara con fermezza Mimmo Nicotra, Presidente Nazionale del CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari).​

    Secondo le prime ricostruzioni che giungono dal campo, al Reparto Mediterraneo del carcere di Trapani, un Ispettore di Polizia Penitenziaria è stato investito alla testa da un getto d’olio bollente gettato volontariamente dall’alto mentre transitava al piano inferiore. L’agente è rimasto gravemente ustionato, è stato trasportato d’urgenza in ospedale con serie lesioni.

    «Siamo di fronte all’ennesimo atto di una vera e propria guerra dichiarata contro la Polizia Penitenziaria – incalza Nicotra –. La Sicilia è ormai una polveriera a cielo aperto. Solo pochissimi giorni fa abbiamo assistito alla gravissima rivolta di Siracusa-Cavadonna, con detenuti saliti sui tetti, sezioni devastate, telecamere distrutte e colleghi costretti a lanciarsi da metri d’altezza o aggrediti violentemente per contenere la furia dei rivoltosi, con decine di poliziotti finiti in ospedale».

    ​«Tra Siracusa e Trapani il copione è tragicamente lo stesso: assoluta impunità per chi delinque dietro le sbarre, organici ridotti all’osso, assenza di schermature e barriere protettive, e gestione fallimentare della sicurezza interna da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Non si può continuare a consentire che all’interno delle sezioni detentive circolino strumenti e fornelli usati come armi da guerra improprie contro i nostri uomini!».​

    Il Presidente del CON.SI.PE. lancia un ultimatum al Ministero della Giustizia e ai vertici del D.A.P.:​Trasferimento immediato fuori regione del responsabile dell’agguato di Trapani e applicazione del regime speciale ex art. 14-bis O.P., con procedimenti penali per tentato omicidio aggravato.​

    Sfollamento urgente e massiccio degli istituti siciliani, a partire da Cavadonna e Trapani, ormai al collasso per sovraffollamento e carenza di personale.​Misure strutturali immediate: divieto e sequestro di recipienti e materiali atti a contenere e riscaldare liquidi ustionanti nelle sezioni detentive a rischio e installazione urgente di reti e paratie antilancio.​Ispezione ministeriale immediata per verificare la catena di comando e le falle di sicurezza nei penitenziari siciliani.

    ​«Se da Roma e dal Provveditorato Regionale non arriveranno risposte immediate e atti tangibili entro le prossime ore – conclude Nicotra –, il CON.SI.PE. proclamerà lo stato di agitazione nazionale e promuoverà clamorose iniziative di protesta a tutela della vita e della dignità dei colleghi. La Polizia Penitenziaria non farà più da scudo umano all’inerzia dello Stato».

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