Cronaca
Trapani – «Quanto accaduto poco fa alla Casa Circondariale di Trapani non è una semplice aggressione: è un vigliacco tentato omicidio, premeditato e consumato con ferocia inaudita». Lo dichiara con fermezza Mimmo Nicotra, Presidente Nazionale del CON.SI.PE. (Confederazione Sindacati Penitenziari).
Secondo le prime ricostruzioni che giungono dal campo, al Reparto Mediterraneo del carcere di Trapani, un Ispettore di Polizia Penitenziaria è stato investito alla testa da un getto d’olio bollente gettato volontariamente dall’alto mentre transitava al piano inferiore. L’agente è rimasto gravemente ustionato, è stato trasportato d’urgenza in ospedale con serie lesioni.
«Siamo di fronte all’ennesimo atto di una vera e propria guerra dichiarata contro la Polizia Penitenziaria – incalza Nicotra –. La Sicilia è ormai una polveriera a cielo aperto. Solo pochissimi giorni fa abbiamo assistito alla gravissima rivolta di Siracusa-Cavadonna, con detenuti saliti sui tetti, sezioni devastate, telecamere distrutte e colleghi costretti a lanciarsi da metri d’altezza o aggrediti violentemente per contenere la furia dei rivoltosi, con decine di poliziotti finiti in ospedale».
«Tra Siracusa e Trapani il copione è tragicamente lo stesso: assoluta impunità per chi delinque dietro le sbarre, organici ridotti all’osso, assenza di schermature e barriere protettive, e gestione fallimentare della sicurezza interna da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Non si può continuare a consentire che all’interno delle sezioni detentive circolino strumenti e fornelli usati come armi da guerra improprie contro i nostri uomini!».
Il Presidente del CON.SI.PE. lancia un ultimatum al Ministero della Giustizia e ai vertici del D.A.P.:Trasferimento immediato fuori regione del responsabile dell’agguato di Trapani e applicazione del regime speciale ex art. 14-bis O.P., con procedimenti penali per tentato omicidio aggravato.
Sfollamento urgente e massiccio degli istituti siciliani, a partire da Cavadonna e Trapani, ormai al collasso per sovraffollamento e carenza di personale.Misure strutturali immediate: divieto e sequestro di recipienti e materiali atti a contenere e riscaldare liquidi ustionanti nelle sezioni detentive a rischio e installazione urgente di reti e paratie antilancio.Ispezione ministeriale immediata per verificare la catena di comando e le falle di sicurezza nei penitenziari siciliani.
«Se da Roma e dal Provveditorato Regionale non arriveranno risposte immediate e atti tangibili entro le prossime ore – conclude Nicotra –, il CON.SI.PE. proclamerà lo stato di agitazione nazionale e promuoverà clamorose iniziative di protesta a tutela della vita e della dignità dei colleghi. La Polizia Penitenziaria non farà più da scudo umano all’inerzia dello Stato».