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    Alla piazza della Città il nome del sindaco Aldo Bassi
    Trapani, l'omaggio al primo cittadino che affronto' gli anni difficili
    Rino Giacalone27 Agosto 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – Piazza Municipio da oggi pomeriggio porterà il nome dell’on. Aldo Bassi. Una scelta dell’amministrazione comunale che non è solo omaggio ad uno dei principali protagonisti della politica nazionale dal dopo guerra sino agli anni ’80, ma certamente il sindaco – Bassi è stato primo cittadino di Trapani e anche Custonaci, poi per quattro legislature deputato della Dc alla Camera, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con i presidenti Andreotti e Cossiga – che più di altri, senza tergiversare, si è occupato della crisi idrica della città. Sarebbe stato interessante ascoltarlo oggi, davanti ad una crisi idrica perenne, dopo gli sforzi compiuti, i traguardi tagliati. Fu lui da primo cittadino a presiedere la seduta d’aula che il 26 febbraio 1960 approvò la convenzione con la società Idrotecnica per avviare ricerche idriche in quel di Bresciana, territorio di Castelvetrano, seguendo l’intuito ed il progetto dell’allora dirigente dell’ufficio acquedotti, ingegnere Franco Lombardo. L’acqua a Trapani oggi continua ad arrivare da quei pozzi.

    Quello di oggi è l’omaggio della città ad un politico che ha sempre guardato all’interesse della comunità innanzitutto senza pensare a piazzare bandierine. L’importante era, come si direbbe oggi, fare rete, con il concorso anche di avversari politici, sulla carta, e aiutare un territorio a crescere. Aldo Bassi è stato certamente tra i principali protagonisti di una stagione politica difficile, lui fu tra le migliori espressioni della classe dirigente istituzionale. E non solo a Trapani. Aldo Moro, il presidente della Dc ammazzato dalle Br nel 1978, fu un suo riferimento, costante. Era così vicino a Moro, che, quando sul giornale della Dc, “Il Popolo”, comparivano articoli con la firma Aldo Bassi, molti, dentro la Dc, ma anche fuori, pensavano che fosse un pseudonimo che Moro utilizzava, tanto i pensieri dei due erano sovrapponibili, e il leader moroteo, si racconta, doveva spiegare che Aldo Bassi esisteva in carne ed ossa, giovane politico della Dc trapanese, a Montecitorio già dal 1963. Resterà deputato sino al 1983.

    Oggi pomeriggio a Palazzo D’Alì diverse saranno le personalità chiamate a ricordarlo, a cominciare dal deputato Pd Dario Safina e dall’ex assessore Fabio Bongiovanni, che si sono intestati la proposta, condivisa dall’amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida, di dedicare a lui la piazza dove si affacciano Palazzo D’Alì, il Municipio cittadino e le Poste centrali, e a seguire gli ex deputati Pumilia, Giuliana, La Placa, l’ex assessore provinciale Genovese. A scorrere i nomi c’è da essere certi che per tanti sarà occasione per fare un utile ripasso su come bisognerebbe far politica, rifuggendo dalla moda odierna della autoreferenzialità. Ma anche occasione per cercare di scoprire perché ad un certo punto Trapani è rimasta quasi priva di menti dirigenti davvero capaci. Passato Bassi è vero che arrivarono altri sindaci, arrivò anche l’era della politica invischiata con la massoneria, quella dei cosiddetti “bilanci paralleli”, dei sindaci che negavano l’esistenza della mafia e spendevano risorse per dare incarichi che non avrebbero mai portati a nulla. Oggi c’è una città che grazie alla capacità di amministratori e funzionari, ad intercettare risorse finanziarie vere, si sta ricostruendo, ma invece di guardare al bello che rinasce c’è chi pensa ad obiettare per partito preso. Aldo Bassi non avrebbe fatto mai parte di questo corso di cornacchie.

    La politica degli anni difficili fu il titolo che Aldo Bassi diede ad un suo libro. Se fosse ancora in vita, è scomparso nel 2004, quando aveva 84 anni, probabilmente avrebbe fatto una nuova appendice, perché gli anni difficili non sono certo finiti in archivio. Però quel libro contiene riferimenti che sembrano di oggi. Lui in quel testo, del 1981, ha parecchio insistito “sul tema del confronto sul patto costituzionale”, confronto che “non si è mai concretamente perseguito”, eppure già dieci anni dopo da quello scritto si sono accese iniziative per riscrivere la Costituzione, per fortuna gli italiani sono stati più lungimiranti, respingendo le proposte. Le parole che Aldo Bassi ha lasciato scritte sono attuali anche perché riguardano un tema irrisolto, le responsabilità di chi amministra e governa, il rapporto tra partiti e società. Occorre riportare tante cose nelle giuste sedi, e non pensare a fare le conviviali nei bar per decidere il futuro del territorio.

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