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    Tra killer politici e fuffa, la crisi della politica
    Trapani, Tranchida e Patti contro Mazzeo , si va verso una seduta calda
    Rino Giacalone11 Settembre 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – Il presidente del Consiglio comunale al centro della bufera politica a proposito delle cinque proposte deliberative per la decadenza da consiglieri degli esponenti della maggioranza, Parisi, Patti, Grignano, Genco e Vincenzo Guaiana, alla coalizione che lo ha messo sotto accusa sulla gestione “fuori da ogni norma” e al sindaco Tranchida secondo cui si è dinanzi a un “killeraggio politico”, risponde dicendo che “è solo fuffa”.

    Il presidente Mazzeo deve prendere atto che oggi appare solo, nessuno dall’opposizione ha speso una parola per sostenerlo. Alla maggioranza di governo che ha chiesto il “voto palese” su queste delibere, in discussione a Palazzo Cavarretta il prossimo 16 settembre, Mazzeo un po’ a bassa voce replica: “io applicherò il regolamento che prevede il voto segreto, se verrà formalizzata la richiesta del voto palese in aula, chiederò parere al segretario generale”.

    E poi continua: “c’è chi ha solo voglia di mistificare la realtà, la procedura è legittima, sostenuta da un parere del dipartimento regionale Autonomie Locali che demanda all’aula la responsabilità, il procedimento è stato regolare, le proposte sono passate dalla conferenza dei capigruppo”.

    A Mazzeo si contesta il suo voto a favore proprio in conferenza dei capigruppo, lui reclama la possibilità di poter scindere la carica di presidente da quella di consigliere: “io ho votato come consigliere, delegato dal mio capogruppo, Giovanni Carpinteri”. Ed è su questo punto che la dem Marzia Patti torna ad attaccarlo: “Innanzitutto il regolamento prevede il voto palese, non sono in discussione questioni che attendono le persone, non lo dice la consigliera Patti, ma la giurisprudenza, ci troviamo dinnanzi ad una valutazione della giustificabilità delle nostre assenze, e non considerazioni sulla persona. E poi il voto palese già c’è stato in conferenza dei capigruppo. Fa sorridere poi la giustificazione sul suo voto, per delega del capogruppo Carpinteri lo stesso che ha firmato con noi il documento a giustificare le assenze dai famigerati consigli straordinari, salvato però dal procedimento di decadenza dopo che è diventato con Mazzeo membro dell’opposizione. C’è qualcosa che proprio non quadra. C’è qualcosa che va al di là della questione decadenze”.

    “Si sta usando – dice Tranchida – uno strumento che punisce il consigliere che si disinteressa alla carica, e questo non è il caso, faccio notare che consigli straordinari oggetto delle assenze, regolarmente giustificate, non sono sedute valide ai fini deliberativi. E’ chiaro che si calpesta una norma per far pressioni sull’amministrazione”.

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