• Realtà Virtuose: Il CAI di Erice, dieci anni di presenza sul territorio e amore per la natura
    Roberto Valenti7 Novembre 2026 - Attualità
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    Più di 200 soci e una passione che sa di amore per la natura e per il benessere. Si potrebbe riassumere in questa breve frase la presenza del CAI (Club Alpino Italiano) sul nostro territorio: dieci anni di camminate, progetti, formazione, gite, eventi e soprattutto del riscoprire ogni giorno la gioia dello stare insieme.

    Era il 2016 quando fu inaugurato il primo presidio territoriale e oggi la sezione conta circa 230 soci. Tantissime le iniziative portate avanti in questi anni, anche molto importanti sul piano sociale: come la cura dei sentieri fino ad arrivare all’escursionismo accessibile a tutti. Poi, il progetto più ambizioso: inaugurare nel versante orientale della Montagna, a Erice, a circa 700 metri di quota, una baita rifugio, che accoglie non solo la sede del CAI, ma anche chi decide di intraprendere il Sentiero Italia CAI, che parte proprio da questo immobile. Un lavoro di sistemazione e di cura da parte dei soci che hanno reso possibile l’utilizzazione di questa splendida Baita che il Comune di Erice ha messo a disposizione della sezione.

    Abbiamo voluto fare delle domande al presidente del CAI di Erice Vincenzo Fazio per capire meglio il lavoro svolto da questo gruppo numeroso sul nostro territorio:

    Quando è arrivato il CAI a Erice e quanti soci conta oggi?

    “Il primo presidio è nato il 9 giugno 2016, con il sostegno della Sezione CAI di Palermo. Il 2 marzo 2017 siamo diventati Sottosezione, nell’ambito della Sezione di Petralia Sottana. Il 29 ottobre 2020 il CAI centrale ha riconosciuto la Sezione autonoma di Erice e Agro Ericino. Al decennale dal primo insediamento, celebrato nell’ottobre 2026, contavamo circa 230 soci tutti appassionati di montagna che condividono i valori del CAI. Tra loro ci sono volontari che preparano le escursioni, curano i sentieri, lavorano con le scuole e si occupano dell’accoglienza in baita. È un volontariato autentico, che esprime orgoglio di appartenenza ad una associazione ambientale nazionale, che vanta 163 anni di storia, 370.000 soci in Italia, 3.700 in Sicilia,  ed è fortemente impegnata a diffondere la cultura dell’escursionismo, dell’ alpinismo e la tutela dell’ambiente montano in tutto il paese, con maggiore presenza nelle terre alte”.

    Che cosa ha significato per voi il risultato della baita?

    “Il Comune di Erice nel 2017 ci ha affidato la struttura in convenzione ed i soci hanno contribuito in prima persona a riqualificarla. Nel 2020 è arrivato il riconoscimento come Punto di accoglienza del Sentiero Italia CAI, lungo 8000 km che attraversa tutti gli Appennini , l’arco Alpino, partendo da Trapani fino a Trieste, di cui la baita di Erice è il primo punto tappa in Sicilia. La rete dei sentieri istituita localmente dal CAI Erice è di circa 125 km, ed insieme la gestione della baita e la rete sentieristica hanno contribuito fortemente allo sviluppo del turismo escursionistico ad Erice, sui monti di Trapani, sviluppando questo nuovo importante segmento nella destinazione west Sicily. La baita rifugio del CAI Erice offre 15 posti letto ed è diventata anche un luogo per corsi di formazione, incontri e meeting culturali, scambi e gemellaggi con altre sezioni, come quelle di Pantelleria, di Alba e Milano. È una bella soddisfazione vedere un bene comunale pubblico tornare a vivere grazie al lavoro dei volontari. Ma l’area Natura 2000 di Erice ha ancora un grande potenziale inespresso come meta naturalistica e la rete sentieristica ha necessità di molta cura e manutenzione, che non può essere affrontata col solo volontariato. Come CAI Erice cerchiamo di responsabilizzare su questo potenziale inespresso e sulle necessità di manutenzione gli Enti di competenza”.

    Quali iniziative meritano di essere ricordate?

    “Partirei dalla manutenzione e dalla segnaletica dei sentieri di Monte Erice. Chi trova un bivio ben segnalato vede il risultato di un lavoro che spesso passa inosservato. Ricorderei poi Il Bosco Narrante, realizzato con gli studenti del liceo classico nell’ambito del progetto ERMES di CAI Scuola,  le escursioni di Montagnaterapia, in cui abbiamo coinvolto anche persone in cura oncologica per ridurre il disagio psicofisico della chemioterapia, con il progetto Sentieri di Salute. Alla recente celebrazione del decennale CAI, il Comune ha consegnato alla sezione una nuova Joëlette, la carrozzina da fuoristrada che permette alle persone con mobilità ridotta di partecipare alle escursioni con l’aiuto degli accompagnatori. La stessa recente manifestazione del 2-4 Ottobre, Erice Outdoor e Biodiversità, ha registrato oltre mille presenze in tre giorni, divulgando la cultura della montagna con la mostra regionale sulla Biodiversità e workshop, laboratori su riciclo e riuso e con parete di arrampicata sportiva, coinvolgendo e contagiando residenti, turisti e scuole”.

    Perché è importante avere il CAI nel Trapanese?

    “Perché un sentiero ha bisogno di qualcuno che lo conosca, lo controlli e se ne prenda cura durante tutto l’anno. E serve ad orientare l’esperienza del residente e del turista escursionista che è un target in forte crescita.  Per una scuola, avere il CAI vicino significa poter fare lezione nel bosco con accompagnatori ambientali formati ed esperti naturalisti. Per chi visita Erice significa poter scoprire a piedi anche i versanti della montagna e i percorsi nei comuni dell’Agro Ericino. La conoscenza di questi luoghi serve anche a proteggerli. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare e trasformare i visitatori che accompagniamo in custodi dell’ambiente.  È con questo spirito che partecipiamo, come partner tecnico operativo della Fondazione Ettore Majorana, al progetto sperimentale internazionale WFE  per il monitoraggio e la prevenzione degli incendi boschivi con nuove tecnologie  su Monte Erice, tramite in ns soci esperti di Droni e piattaforme informatiche. Il CAI adesso è anche partner promotore di un importante progetto approvato dal Ministero del Turismo: Gran Tour della Biodiversità in West Sicily.  Che mette in rete 9 Aree Protette della provincia di Trapani per promuoverle in sinergia attraverso itinerari e percorsi segnati dal CAI, con esperienze naturalistiche guidate, laboratori di interpretazione ambientale e di outdoor education, che verranno progettati ed offerti ai Tour Operator specializzati sul mercato internazionale, attraverso educational tour organizzati nelle Aree Protette, un desk Infopoint digitale che sarà installato all’aeroporto di Birgi e con una manifestazione itinerante sul valore della Biodiversità in Sicilia, organizzata in partenariato con 12 comuni, dalla FIPTES di Roma .

    Il futuro degli ecosistemi in cui viviamo immersi, è nelle mani di chi si impegna a frequentarli per conoscerli e tutelarli, diffondendo coscienza ecologica. Questa è la mission del Club Alpino Italiano”.

    Un’altra bella e prolifica realtà del nostro territorio, dunque, che merita di essere raccontata.

     

     

     

     

     

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