Politica
Trapani – di Rino Giacalone -Tore Fileccia, vice capo gruppo “Sud chiama Nord, Trapani 2028” ha chiesto il rinvio della seduta di Palazzo Cavarretta prevista per lunedì. I lavori dovrebbero proseguire con la trattazione delle proposte deliberative sulla decadenza dei consiglieri Parisi, Genco, Grignano e Vincenzo Guaiana. E l’esito è incerto dopo che nella seduta interminabile di mercoledì, la prima delle proposte riguardante la dem Marzia Patti è stata respinta non avendo ottenuto i 12 voti occorrenti. L’opposizione aveva i numeri, ma all’esito del voto ne è mancato uno. Più che guardare al proprio interno, chi ha “tradito” tra i consiglieri dei gruppi FdI, “Trapani Tua Bene Comune” e “Sud chiama Nord, Trapani 2028”, i leader dell’opposizione, Miceli e Fileccia, hanno deciso di “investire” gli astenuti, Giuseppe Guaiana, Vassallo e Briale, attribuendo responsabilità in particolare a Guaiana. Indicato come “stampella” della maggioranza di governo che sostiene il sindaco Tranchida.
La scena però porta a pensare che forse quella scheda bianca spuntata dall’urna è stata preordinata. La decadenza della Patti avrebbe avuto come conseguenza un ricorso al Tar, una vittoria in quella sede avrebbe comportato un danno da attribuire ai responsabili, e sebbene il voto sia stato segreto, sarebbe stato facile dare nome e cognome ai 12 votanti. L’astensione, che è stata la strada scelta dalla maggioranza, ha infatti reso vana la scelta del voto segreto. Il velo della segretezza sarebbe volato via. Da qui quindi la scheda bianca infilata nell’urna e poi la “rivolta” contro l’ex presidente Guaiana, come “arma di distrazione”. Fileccia: “c’è chi fa opposizione a parole”. Replica Guaiana: “C’è chi preferisce dall’altra parte le ambiguità. Evidentemente poi, qualche consigliere comunale conosce molto meglio il regolamento di Facebook di quanto conosca – o voglia applicare – quello del Consiglio comunale”. Adesso si vogliono forse rimischiare le carte. L’opposizione contesta il segretario generale Panepinto sul calcolo del quorum, e dice di volere procedere al Tar. Fileccia cita una frase che avrebbe pronunciato il segretario generale Panepinto, “ho più nemici qua che di là”, che detta così può solo dimostrare le tensioni che da un anno scuotono l’aula consiliare.
E poi si vuole cancellare il “dietro le quinte” di quest’anno, citato dalla consigliera Grignano che ha raccontato di retroscena gravi, fatti di offese personali. Fileccia vuole ribaltare le cose a proprio favore e parla di attacchi e aggressioni subiti, riferendosi ad un intervento in aula del sindaco Tranchida. Ma in questi mesi gli attacchi, le parole dette fuori dall’aula, l’infamante sussurrare non è stata certo opera dei consiglieri della maggioranza. L’ex presidente Guaiana lo ha detto chiaramente in aula, il suo non è un soccorso a Tranchida, ma un intervento a ridare dignità all’aula consiliare, le offese alle persone non è esercizio lecito di qualsiasi azione politica. Il rinvio della seduta di lunedì per Fileccia è inevitabile “per avere forniti dalla presidenza del Consiglio tutti i necessari chiarimenti sulla piena regolarità e validità della procedura adottata. Non chiedo scorciatoie – dice – Chiedo chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole. Lo chiedo palesemente, non segretamente”.
“Questa non è politica. Questa è una persecuzione personale – replica la capogruppo Pd Uniti per Trapani, Monica Desideri – i chiarimenti sono già stati forniti in aula, ora si cercano escamotage per continuare ad avere un Consiglio comunale teatro di battaglie personali, calpestando il ruolo istituzionale. Se non è convinto del voto impugni lui le delibere al Tar”. Parla anche Giovanni Parisi finito con l’essere accusato di avere inscenato il malore durante la seduta di mercoledì. “Un atto di vigliaccheria” così l’assessore Andrea Genco ha stigmatizzato l’azione condotta a discredito di Parisi. “Continuano – commenta Parisi – a tenerci in ostaggio con una proposta di delibera di decadenza illegittima. La verità è che, se fosse stata legittima, mercoledì l’avrebbero già approvata con 12 voti a favore”.
All’ordine del giorno della sessione consiliare non ci sono soltanto le proposte deliberative per la decadenza di consiglieri della maggioranza, ma ci sono anche atti relativi al Piano urbanistico generale. Le manovre messe in campo è chiaro, puntano a far saltare l’appuntamento dell’aula con questa delibera. L’amministrazione ha già mosso i suoi passi chiedendo la nomina di un commissario ad acta. La partita politica chiaramente si sta spostando su altro.