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    Circolo PD Trapani. Miceli (FdI) e la democrazia a geometria variabile: quando le regole diventano un optional
    Redazione17 Settembre 2026 - Politica
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    Trapani – Il Circolo PD Trapani “Angela Bottari” interviene su quanto avvenuto ieri sera all’interno del massimo consesso civico con alcune valutazioni, in particolare si legge nella nota: “alle dichiarazioni del consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli, che, anziché confrontarsi con le norme effettivamente applicabili, ha scelto di alimentare una narrazione fatta di attacchi, delegittimazioni e riferimenti normativi non pertinenti”.

    Ecco la nota dettagliata inviata alla nostra redazione

    Quella di ieri sera in Consiglio comunale è stata una seduta importante non soltanto per l’esito dei procedimenti di decadenza, ma perché ha mostrato ancora una volta quanto sia necessario difendere il rispetto delle regole democratiche da interpretazioni politiche interessate.
    Ci riferiamo, in particolare, alle dichiarazioni del consigliere comunale e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli, che, anziché confrontarsi con le norme effettivamente applicabili, ha scelto di alimentare una narrazione fatta di attacchi, delegittimazioni e riferimenti normativi non pertinenti.
    E la cosa è ancora più preoccupante considerando che Miceli è un avvocato, oltre che un esponente politico che si è candidato a sindaco di Trapani e aspira nuovamente a guidare la città. Le regole, però, non si interpretano a seconda della convenienza politica. Si rispettano.
    Nel caso della decadenza, l’articolo 29 dello Statuto comunale è chiarissimo: la deliberazione deve essere approvata dalla maggioranza assoluta dei presenti. Con 22 presenti servivano dunque 12 voti favorevoli. Ieri sera sono stati espressi 11 voti favorevoli e una scheda bianca. La maggioranza richiesta non è stata raggiunta. Punto. Tutto il resto è propaganda.
    È francamente singolare che chi richiama continuamente il rispetto delle istituzioni scelga poi di mettere in discussione il lavoro degli uffici e dei funzionari pubblici, che noi continuiamo invece a rispettare indipendentemente dalle appartenenze politiche. Chi svolge una funzione pubblica deve essere giudicato per i propri atti e per il rispetto delle procedure, non trascinato dentro lo scontro politico.
    Quello che emerge dalla vicenda è piuttosto la difficoltà di una maggioranza che, pur avendo sulla carta i numeri necessari, non è riuscita a portare a compimento la deliberazione. E allora diventa più facile attaccare, agitare gli animi e cercare un colpevole piuttosto che riconoscere semplicemente ciò che è accaduto in aula.
    Il Partito Democratico continuerà a fare politica in modo diverso: senza odio, senza aggressioni personali, senza manipolare le regole e senza utilizzare le istituzioni come palcoscenico per la propaganda. A Trapani servono confronto e responsabilità. Non democrazia a geometria variabile”.

     

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