Politica
Trapani – Il Movimento Civico Amo Trapani, con i consiglieri Giuseppe Guaiana e Santo Vassallo, replica alle accuse emerse dopo la seduta di ieri sulla decadenza della consigliera Patti.
Il voto segreto è stato richiesto dai 12 componenti dell’opposizione, ad esclusione dei consiglieri di Amo Trapani.
Dallo scrutinio, stando ai dati emersi in aula, tra quei 12 risulterebbe una scheda bianca. Eppure veniamo attaccati proprio noi, l’unico gruppo che ha votato a viso aperto, mentre si tace sul probabile franco tiratore all’interno del proprio schieramento. È il più vecchio dei diversivi: indicare la casa del vicino per nascondere le crepe della propria.
Poi si è toccato il punto più basso della serata: in pubblica assise è stata resa nota una conversazione privata su WhatsApp tra Miceli e Guaiana. Una scelta che lascia sconcertati sul piano istituzionale.
«Fare politica significa confrontarsi sulle idee e sulle scelte per la città, non prendere di mira le persone» dichiara Guaiana. «Portare in aula una chat privata è la resa della politica: quando mancano le risposte, si cerca la gogna. Vista la risonanza mediatica della vicenda, sto valutando di rivolgermi al Garante per la protezione dei dati personali».
Davanti alla cittadinanza è andato in scena un triste spettacolo: un’opposizione che invoca l’anonimato e non sa spiegare i propri numeri, insieme a messaggi privati esibiti come prove.
«Ieri Trapani ha visto due modi di fare politica: chi ha votato a viso aperto e chi si è nascosto dietro l’urna segreta e le chat private. I cittadini sapranno giudicare».