Politica
Trapani – “Prendo atto di quanto dichiarato in Consiglio Comunale da Venturini in merito alla presenza di scarichi abusivi di liquami in via Tunisi. La mia battaglia, insieme ai tanti attivisti del M5S è iniziata nel 2019, tra denunce, lotte in consiglio”.
Francesca Trapani, che nel passato quinquennio fu consigliere comunale per i pentastellati, giustamente rivendica ciò che col suo movimento sosteneva, non ricevendo adeguata attenzione. Non raccontava bugie, all’esito di ciò che si è ascoltato nelle sedute consiliari dedicate allo studio Venturini
“Si tratta di una conferma ufficiale di ciò che ho denunciato per anni – dice Francesca Trapani -attraverso segnalazioni e atti formali, mentre venivo accusata di alimentare allarmismi o di rappresentare situazioni non veritiere, da parte del Sindaco Tranchida che oggi appare come il salvatore di Trapani. Se, come dichiarato, è solo quella parte di abitato a scaricare in quel punto, occorre dirlo con chiarezza tecnica: quel troppopieno deve essere immediatamente chiuso”.
Proposte? “Parallelamente, va riprogettato in maniera organica il sistema di smaltimento delle acque, distinguendo correttamente tra reflui fognari e acque bianche, come dallo stesso si è lasciato intendere. La presenza di refluo grezzo implica una criticità strutturale della rete. Non si tratta di un episodio marginale, ma di un tema che impone una revisione complessiva degli allacci e della pianificazione infrastrutturale dell’area interessata. Ed è una questione anche politica. Perché nessuno ha il coraggio di denunciare gli allacci abusivi? La questione non può essere affrontata in modo parziale o rinviata in attesa di grandi opere. Prima si interviene su ciò che è tecnicamente necessario e urgente; poi si programmano gli interventi di più ampia portata. Resta una considerazione politica: per anni si è scelto di non intervenire, preferendo contestare chi sollevava il problema”.
Francesca Trapani si autoinserisce in una sorta di elenco di persone alle quali Tranchida deve chiedere scusa.
“Oggi che la criticità è stata riconosciuta ufficialmente, è doveroso passare dalle dichiarazioni agli atti amministrativi concreti, con tempi certi e responsabilità definite. E soprattutto chiedere SCUSA. Su temi che riguardano ambiente, salute pubblica e corretta gestione delle reti, serve rigore tecnico e onestà istituzionale. I cittadini meritano trasparenza e soluzioni. Oggi ha vinto la verità. Quella che ho denunciato per anni, anche fuori dal consiglio – mi sono presa , ci siamo presi- come Movimento la nostra rivincita . Almeno in parte. E io penso di meritare scuse pubbliche da questa Amministrazione che per anni è rimasta sorda e inerme accusandomi per questione di comodo quando noi dicevamo solo la VERITÀ!”.
Politica
Palermo – “Incredibile, sarà Simona Vicari a coordinare la cabina di regia per i disastri del ciclone Harry. Qualcuno ricordi a Schifani che è sotto processo per corruzione”. Lo scrive il deputato del M5S all’Ars, Antonio De Luca, dopo l’ultimo incarico affidato dal governatore Schifani a Simona Vicari, ex senatrice ed ex sottosegretario ai Trasporti.
“Se non ci fosse Simona Vicari, evidentemente il governo sentirebbe il bisogno di inventarla, visto che affida a lei un incarico dopo l’altro. Apprendiamo che Schifani l’ha appena nominata coordinatrice della cabina di regia per la gestione dell’emergenza causata dal ciclone Harry, incarico che arriva dopo quelli relativi a infrastrutture ed energia e al più recente relativo alla crisi idrica. A parte che non ci sembra che i risultati finora da lei ottenuti con gli incarichi precedenti siano di assoluto rilievo, ci pare del tutto inopportuno affidare ora un compito così delicato a chi ha pendenza giudiziarie, ma evidentemente l’ex parlamentare ha competenze così grandi e difficilmente rintracciabili a questi latitudini per cui è impossibile per il governo farne a meno” – così conclude il deputato.
Attualità
Porto Empedocle (Agrigento) – “Porto Empedocle si trova oggi esposta a un rischio grave e concreto per la sicurezza delle persone, della navigazione e dell’ambiente marino. Per questa ragione ho inviato una formale segnalazione urgente alla Prefettura di Agrigento, alla Regione Siciliana, al Governo nazionale, alla Capitaneria di Porto e alla Procura della Repubblica. I fatti sono di estrema gravità. La lunga condotta di scarico a mare del dissalatore di Porto Empedocle si è
completamente sollevata dall’ancoraggio al fondale. Una parte del tubo si è spezzata ed è attualmente vagante nelle acque antistanti, mentre una restante parte risulta ancora collegata alla battigia e galleggia pericolosamente in prossimità dell’impianto”.
Lo afferma con una nota il deputato del M5s, Ida Carmina, che poi prosegue.
“Non esiste, allo stato, alcuna ricognizione ufficiale e completa di tutti i segmenti della condotta, con la conseguenza che non è possibile sapere se vi siano altri tronconi alla deriva o ancora parzialmente ancorati al fondale. È stato persino rinvenuto un piccolo manicotto di raccordo sulla spiaggia, elemento che lascia ipotizzare cedimenti strutturali lungo la linea di scarico. Questa situazione rappresenta un pericolo immediato per le imbarcazioni, comprese quelle da pesca e di servizio, e per la sicurezza dell’area portuale. Ma non è solo un problema di navigazione: è anche un potenziale disastro ambientale. Un punto va chiarito con assoluta nettezza: la rottura della condotta NON è stata causata dal ciclone “Harry”.
Il distacco del tubo è avvenuto diversi giorni prima dell’evento meteorologico estremo e non può essere ricondotto a cause di forza maggiore, ma appare invece il risultato di una progettazione o di una realizzazione evidentemente inadeguata.
Il ciclone ha semmai aumentato il rischio, spingendo i segmenti già divelti fino all’area portuale e accrescendo la probabilità di ulteriori rotture e situazioni di pericolo.
Resta inoltre una domanda inquietante, alla quale nessuno ha ancora risposto: il dissalatore sta continuando a operare e, in assenza della condotta, dove vengono scaricati oggi salamoia e reflui? Se vi fossero sversamenti diretti in prossimità della costa, saremmo di fronte a un fatto di eccezionale gravità, in un’area balneabile e di elevato valore ambientale.
Ciò che rende la vicenda ancora più grave è che questo rischio era stato segnalato da tempo. Denunce giornalistiche e comunicazioni formali avevano già acceso i riflettori sulla fragilità della condotta. Ed è la conferma se ce ne fosse bisogno che il sito è assolutamente inidoneo, come più volte ho denunciato. Peraltro si gioca al raddoppio del danno, avendo in prossimità delle festività natalizie, approfittando della “distrazione” della gente, sancito un tradimento preannunciato, rivelando il volto predatorio delle strutture commissariali regionale e nazionale: la trasformazione del dissalatore in centro città da mobile a fisso, con aumento della portata. Oggi quel rischio si è materializzato.
Porto Empedocle non può pagare il prezzo di scelte sbagliate, di superficialità o di controlli mancati. Per questo ho chiesto interventi immediati di messa in sicurezza, una verifica completa dello stato dell’impianto, il recupero di tutti i segmenti della condotta e l’accertamento di ogni responsabilità, a qualsiasi livello e presenterò anche l’ennesima interrogazione parlamentare per chiedere un intervento immediato anche del Governo. La tutela della sicurezza – conclude il deputato – dell’ambiente e della salute pubblica non è negoziabile”.
Cronaca
Palermo – «Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana».
A scriverlo in una nota Totò Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari.
«Ringrazio – aggiunge – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito. Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni».
La decisione dell’ex presidente della Regione Siciliana è maturata dopo le accuse di essere il promotore di un’associazione a delinquere, di corruzione e turbata libertà degli incanti.
Con lui coinvolti nell’inchiesta ci sono l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e altri 16 indagati.
– Le dimissioni di Cuffaro da segretario nazionale della DC? Bene, ma cambia poco. Occorre smantellare il sistema clientelare che sta rubando il futuro alla Sicilia. Piuttosto attendiamo un altro passo indietro, quello di Schifani. Solo allora i siciliani potranno cominciare a sperare di intravedere un filo di luce in fondo al tunnel in cui questo disastroso governo li ha cacciati”.
Lo affermano il coordinatore siciliano del M5S e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola e il capogruppo regionale 5 Stelle Antonio De Luca.
– «Cuffaro si dimette da segretario della Dc. Potremmo dire: era ora. La realtà è che c’era già qualcosa di profondamente malato e sbagliato nell’aver consentito (e in taluni casi corteggiato) uno che è stato in galera per favoreggiamento di mafiosi di ritornare in pompa magna al centro della politica siciliana. Chi era Cuffaro lo sapevamo tutti. Allora forse la verità è che molti cittadini siciliani per avere accesso ai servizi e ad una prospettiva di vita decente, devono ricorrere a questa gentaglia che li vincola elettoralmente. Commissariare la Sicilia ora. Unica soluzione per i siciliani». Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.
Politica
Palermo – «È ufficiale: in Sicilia è finita l’era della corrente turistica, è iniziata quella sportiva. In questa manovra ci sono finanziamenti per campetti di padel e calcetto da un capo all’altro dell’isola. Altro che stop alle mancette, come ipocritamente si è detto da più parti».
Lo afferma il deputato del M5S all’Ars Stefania Campo, commentando la manovra quater in discussione a Sala d’Ercole.
«Da Grotte, Altofonte, Castronovo di Sicilia, a Butera, Aci Castello, Santa Ninfa, Rosolini, San Giovanni La Punta, Paceco, Agrigento e Scillato, sarà un fiorire di campi di padel e calcetto – dice Campo – per non parlare di altre strutture sportive, come piste da skateboard, aree fitness e altro, a Misilmeri, Petralia Sottana, Melilli, Pedara e Casteltermini, per un totale di oltre due milioni di euro. Mentre i problemi relativi alla siccità, ai rifiuti, alle liste d’attesa, all’occupazione e al welfare restano sempre, all’improvviso il primo problema dei deputati di maggioranza diventa quello di incentivare la costruzione di strutture sportive, dimenticando che c’è da amministrare una Regione che ha tante altre priorità e problemi», sottolinea Campo.
«Diventeremo – conclude – un popolo di giocatori, e Schifani gioca pure, ma purtroppo col futuro dei siciliani».
Attualità
Trapani – La vicenda ASACOM a Trapani diventa un banco di prova cruciale: prevale la logica del bilancio o il diritto allo studio e all’inclusione? Con la delibera n. 342/2025 il Comune di Trapani ha ridotto le ore di assistenza ASACOM (assistenza all’autonomia e alla comunicazione), misura che sta già creando forti disagi a famiglie e studenti con disabilità. Un provvedimento che solleva pesanti dubbi di legittimità e che, secondo le associazioni, mina diritti fondamentali.
Il Comune ha giustificato la scelta richiamando il principio di “accomodamento ragionevole”, che vieta oneri eccessivi a carico dell’ente e soprattutto di non sovrapporre insegnanti di sostegno e assistenti ASACOM per non sprecare risorse. Ma questa interpretazione, tra ambiguità di norme, circolari e linee guida regionali, secondo molti osservatori, lascia ai Comuni un potere discrezionale ampio e potenzialmente arbitrario.
«Il rischio – commenta Francesca Trapani, coordinatrice del Gruppo Territorale M5S – è che l’ambiguità normativa diventi un alibi per tagliare servizi essenziali. Il Comune di Trapani, e tutti gli altri comuni del Distretto D5O di cui il capoluogo e capofila, citano a sostegno una sentenza del Consiglio di Stato che riconosce un margine di valutazione agli enti. Ma numerose altre pronunce vanno in direzione opposta: il Piano Educativo Individualizzato, ricordano i giudici, è vincolante e rappresenta un diritto immediatamente esigibile da parte delle famiglie».
«Dietro i numeri ci sono bambini lasciati soli – denuncia Francesca Trapani -: il taglio delle ore di assistenza è un atto grave e discriminatorio, in netto contrasto con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Chiediamo tavoli istituzionali permanenti e garanzie concrete. Nessun bambino deve essere lasciato indietro. Ogni ora tolta equivale a un pezzo di vita negato. I Comuni hanno un obbligo morale e giuridico: garantire l’assistenza, non ridurla».
A fianco delle famiglie e delle associazioni anche il deputato regionale trapanese del M5S, Cristina Ciminnisi, che attacca duramente il Governo regionale: «Lo avevamo detto già detto prima della approvazione della manovra di agosto: gli stanziamenti erano insufficienti. Oggi, purtroppo, la realtà conferma i nostri timori: l’anno scolastico è stato avviato tra tagli, disagi e incertezze per centinaia di famiglie e bambini con disabilità. Non è discrezionalità: è una scelta politica precisa. Il Governo regionale non può continuare a voltarsi dall’altra parte. Con la manovra quater, in discussione in questi giorni, deve assumersi le proprie responsabilità e garantire le risorse necessarie a coprire il servizio in tutti i Comuni siciliani: o si stanziano i fondi necessari o sarà chiaro che conti e bilanci valgono più dei diritti. È inaccettabile che un diritto fondamentale, come quello all’inclusione scolastica, venga messo in discussione per mere questioni di bilancio
Politica
Palermo – “Mentre la provincia di Trapani e la Sicilia bruciano, il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare resta in silenzio o si limita a dichiarazioni di facciata. Eppure Nello Musumeci, da ex Presidente della Regione Siciliana, conosce benissimo la drammaticità del fenomeno degli incendi che ogni estate, con puntualità criminale, devasta il nostro territorio. Eppure, oggi da Ministro, non ha fatto nulla – o comunque non abbastanza – per mettere in campo una strategia seria e strutturata di prevenzione e risposta rapida. I cittadini siciliani non meritano questo abbandono”.
Lo dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Ida Carmina, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione a risposta scritta alla Camera dei Deputati indirizzata proprio al Ministro Musumeci.
“Negli ultimi giorni – prosegue Carmina – la provincia di Trapani in particolare , ma tutta la Sicilia sono stati travolti da un fronte di fuoco vastissimo, che ha distrutto ettari di vegetazione, colpito aree naturalistiche di pregio, messo in pericolo i centri abitati e costretto all’evacuazione intere famiglie. Non si tratta di eventi eccezionali ma di fenomeni ampiamente annunciati, che si ripetono con tragica regolarità, e che contribuiscono ogni anno all’avanzare della desertificazione della Sicilia”.
E poi prosegue. “Di fronte a questo disastro, chiedo al Governo di dichiarare immediatamente lo stato di emergenza nazionale, affinché si possa procedere non solo con le misure urgenti di contenimento, ma anche con il ristoro economico per i cittadini e le attività produttive colpite e il ripristino ambientale e della biodiversità nelle aree devastate dal fuoco. Non possiamo più rincorrere l’emergenza senza una visione – conclude la deputata M5S –. Il Governo ha il dovere morale e politico di agire adesso. Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite e voglio ribadire che porterò avanti questa battaglia in Parlamento con determinazione. La Sicilia non deve più essere lasciata sola davanti alle fiamme. Il M5s c’è e sarà in prima linea”.
Politica
Paceco – Quanto avvenuto lunedì 21 luglio nel corso del consiglio comunale di Paceco, regala un quadro alquanto penoso e disgustoso di certa politica. Le dichiarazioni del consigliere comunale Salvatore Ricciardi fatte nel corso dell’assemblea consiliare di Paceco, continuano a sollevare polemiche da ogni parte. Ed arrivano nel frattempo attestati di solidarietà al deputato regionale Cristina Ciminnisi e al sindaco della città Aldo Grammatico entrambi espressione del M5S.
Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Trapani e Paceco esprime piena solidarietà al sindaco di Paceco, Aldo Grammatico, e all’onorevole Cristina Ciminnisi, destinatari di un attacco verbale inaccettabile durante l’ultima seduta del Consiglio comunale da parte del consigliere Salvatore Ricciardi.
Ricciardi ha pronunciato frasi gravi e intollerabili rivolte al sindaco Grammatico e all’on. Ciminnisi, definendoli “buoni solo per fare passerella” e riferendosi all’on. Ciminnisi con disprezzo come “quella con il rossetto rosso sgargiante e cchi s’annaca”. Un attacco volgare, sessista, che squalifica prima di tutto chi lo pronuncia. Non è la prima volta che Ricciardi oltrepassa ogni limite di decoro. Il suo stile aggressivo e fuori controllo è diventato un’abitudine tossica all’interno del dibattito pubblico locale. Ma stavolta Ricciardi si è superato, usando espressioni che puntano a spogliare di dignità e a ridicolizzare una rappresentante delle istituzioni, con un sottotesto misogino e sessista che riteniamo inaccettabile, nel meschino tentativo di sminuirne il valore. Un atto indegno di chi in Consiglio Comunale rappresenta il voto di uomini e donne. Il Movimento 5 Stelle condanna con fermezza ogni forma di sessismo, volgarità e violenza verbale in politica. Chi siede in Consiglio comunale ha il dovere di onorare il proprio ruolo, non di trasformarlo in uno sfogo personale o in un’arena da taverna. Le istituzioni meritano rispetto. I cittadini meritano rispetto. E soprattutto, le donne che fanno politica con competenza e passione come l’on. Ciminnisi, meritano rispetto. Il Movimento 5 Stelle continuerà a denunciare con forza ogni forma di violenza verbale e degrado politico. Non arretriamo di un millimetro. La politica, quella vera, si fa con le idee, non con gli insulti.
In riferimento ai gravi episodi verificatisi durante la seduta del Consiglio Comunale di Paceco, tenutasi lunedì 21 luglio, desidero esprimere – a nome di Fratelli d’Italia e in qualità di Coordinatore Comunale – piena e convinta solidarietà all’Onorevole Cristina Ciminnisi per le espressioni inaccettabili a lei rivolte.
Il nostro partito ha sempre posto al centro del proprio agire il rispetto per la persona e, in particolare, per le donne, condannando senza esitazioni ogni forma di violenza, verbale o fisica. Valori che continuiamo a difendere con coerenza, anche quando il contesto politico diventa acceso o divisivo.
È doveroso precisare, come già chiarito dal nostro coordinatore provinciale Maurizio Miceli, che il consigliere Salvatore Ricciardi non risulta in alcun modo tesserato né affiliato a Fratelli d’Italia. Qualsiasi tentativo di attribuire responsabilità politiche al nostro partito è, pertanto, del tutto infondato.
Dispiace constatare che alcune forze politiche abbiano scelto di strumentalizzare l’accaduto per fini polemici, cercando di coinvolgere Fratelli d’Italia in una vicenda con cui non abbiamo alcun legame. Questi atteggiamenti non solo distorcono la realtà, ma contribuiscono ad alimentare un clima di ostilità e contrapposizione che la politica dovrebbe invece sforzarsi di superare, promuovendo senso di responsabilità, rispetto reciproco e dialogo. Rinnoviamo la nostra vicinanza all’Onorevole Ciminnisi e auspichiamo che episodi di tale natura non trovino più spazio nelle istituzioni, che devono restare luoghi di confronto democratico e civile.
“Le critiche costruttive, anche severe, sono il sale della democrazia, ma queste non possono mai andare oltre i confini della sana dialettica politica per sfociare in frasi inaccettabili dai chiarissimi connotati sessisti, che vanno condannate senza se e senza ma. Pertanto chiediamo al consigliere comunale di Paceco, Ricciardi, di chiedere scusa alla nostra collega Cristina Ciminnisi, cui va la nostra piena e convinta solidarietà, e quella del gruppo M5S all’Ars”.
Lo affermano il coordinatore regionale siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, e il capogruppo Cinque Stelle all’Ars, Antonio De Luca.
“Affermare che una deputata faccia politica sfoggiando rossetto rosso e annacandosi nelle passerelle è inaccettabile perfino nei bar e nelle peggiori bettole del Paese, figurarsi nelle aule istituzionali come il consiglio comunale di Paceco. Se queste frasi miravano a frenare l’azione di Cristina, Ricciardi sappia comunque che ha sbagliato bersaglio: non è la misoginia urlata che può certamente frenare la sua azione di donna libera”.
Politica
Palermo – “Schifani venga in aula a riferire sulle inchieste che riguardano il presidente dell’Ars Galvagno e l’assessore regionale al Turismo Amata o faremo le barricate”.
Lo dicono Pd e M5S dal sit-in organizzato davanti Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione, per dire “basta al sistema clientelare che da tempo caratterizza la gestione dei fondi regionali”.
“Dire che la gestione dei fondi per il turismo e per la cultura è poco trasparente è un eufemismo. I soldi della Regione Siciliana vengono usati in maniera assolutamente personale, padronale e clientelare. Noi vogliamo dire veramente basta, perché purtroppo questo governo Schifani ci sta umiliando di fronte all’Italia intera” dice Valentina Chinnici, deputato regionale del Pd che parla a nome del partito perché il segretario regionale, Antony Barbagallo, è a Roma per l’elezione delle autorità portuali siciliane.
“Non chiediamo le dimissioni di Galvagno e Amata, perché siamo garantisti e attendiamo prima di capire se ci sarà un rinvio a giudizio dei protagonisti di queste vicende, ma intanto stiamo aspettando certamente un atto di umiltà da parte di chi ci governa, infatti, quello dai giornali è assolutamente imbarazzante” aggiunge.
“Siamo qui per confrontarci con i colleghi del partito democratico e con gli altri colleghi dell’Assemblea Regionale siciliana perché siamo pronti a bloccare l’aula se il Presidente Schifani non viene all’Ars a rispondere alle nostre richieste” dice Nuccio Di Paola, coordinatore del M5S Sicilia.
Sono circa una cinquantina i deputati e consiglieri comunali che stanno manifestando con le bandiere di partito.
“Questo è un tema che poniamo ormai da mesi ma, perché quello del turismo ricordo che non è un problema che nasce con See Sicily, ma c’è anche Cannes su cui abbiamo fatto un’interrogazione parlamentare nel gennaio del 2023 e continuiamo a ritenere che il governatore non può esimersi da quello che sono le sue responsabilità” afferma Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Ars. (fonte Ansa)
Cronaca
Roma – Sarebbe conclusa l’indagine del tribunale dei ministri sulla mancata consegna del generale libico Najeem Osama Almasri alla Corte penale internazionale da parte del governo italiano.
Una conclusione che porterà alle decisioni: archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio per uno o più membri del governo finiti sotto inchiesta, dalla premier Giorgia Meloni, al sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano, al ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell’Interno Matteo Piantedosi, per favoreggiamento, peculato, e — il solo Guardasigilli — omissione d’atti d’ufficio.
Nelle carte, si legge sul Corriere, c’è il riscontro che fin dal primo pomeriggio di domenica la capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, sapeva ciò che stava avvenendo, e diede le indicazioni ai magistrati del Dipartimento degli affari di Giustizia di parlarsi con cautela.
Nel primo pomeriggio di quel giorno, ricostruisce il quotidiano, quando Almasri era stato fermato da poche ore dalla Digos di Torino, l’allora capo del Dag, Luigi Birritteri (poi dimessosi e rientrato in ruolo), scrisse a Bartolozzi una mail per indicare la mancanza dell’autorizzazione all’arresto del ricercato, attivandosi per trovare il modo di convalidare il fermo e procedere alla consegna di Almarsi.
Bartolozzi rispose di essere già informata. Raccomandando prudenza: «Massimo riserboe cautela» nel passaggio delle informazioni, e utilizzo di Signal.
Della stessa mail parla anche La Repubblica nella quale viene sottolineato che “Il dato è cruciale perché dimostra come l’Italia abbia avuto tutto il tempo di riparare all’errore procedurale segnalato dalla Corte di appello di Roma, sulla mancata trasmissione del ministero della Giustizia. E di non averlo voluto fare per una precisa scelta politica. Di più: smentisce il ministro Nordio che aveva detto che soltanto il lunedì 20 gennaio l’ufficio era stato avvisato dell’arresto del criminale libico”.
Pd, Avs e M5s tornano all’attacco sul caso Nordio e chiedono le dimissioni del Guardasigilli. ‘Apprendiamo da fonti di stampa che il ministro Nordio avrebbe detto il falso nel corso dell’informativa urgente al Parlamento sul caso Almasri’, ‘non puo’ rimanere nel proprio ruolo un secondo di piu”, dice la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani. ‘È inaccettabile che un ministro travisi i fatti e inganni il Parlamento: chi mente deve assumersene la responsabilita’ e lasciare l’incarico’, le fa eco Marco Grimaldi di Avs. ‘Nordio non ha piu’ alcuna credibilita’ e autorevolezza per rimanere al suo posto’, dice il M5s. ANSA