• Italia
    Report. Gli affari del vento di Matteo Messina Denaro a Verona: le mani delle mafie sull’eolico
    Quel filo sottile con Vito Nicastri
    Redazione10 Maggio 2026 - Cronaca
  • Condividi Facebook X WhatsApp Messenger
  • Cronaca

    Verona – Un collaboratore di giustizia ha raccontato di avere visto Matteo Messina Denaro nel 2006 a Verona, dove il boss si sarebbe recato per fare affari con l’energia prodotta dalle pale eoliche e chiedere sponde politiche. A raccogliere la testimonianza del pentito è stato il giornalista Walter Molino di Report che ha diffuso un’anticipazione della puntata che andrà in onda questa sera su Rai3 e che rivelerà gli affari inediti di Messina Denaro in Veneto.

    Che cosa ci faceva Matteo Messina Denaro nel 2006 a Verona? È la domanda da cui parte l’inchiesta di Report in onda stasera alle 20:45, che raccoglie per la prima volta davanti alle telecamere il racconto di Domenico Mercurio, collaboratore di giustizia calabrese le cui dichiarazioni sono state ritenute credibili da diverse procure antimafia. Mercurio racconta di avere incontrato a Verona, nel 2006, insieme a Elio Nicito, un uomo che solo in seguito avrebbe riconosciuto come Messina Denaro.

    Secondo il collaboratore, il boss più ricercato d’Italia, era in città per discutere di affari legati agli impianti eolici e di alleanze politiche con Nicito, politico crotonese trapiantato a Verona e all’epoca vicino a Flavio Tosi, che nel 2007 sarebbe stato eletto per la prima volta sindaco della città.

    E proprio al 2006 risalgono le foto che immortalano l’allora primula rossa di Castelvetrano davanti all’Arena in vacanza. Primo piano con gli occhiali da sole. E primo piano senza. Appoggiato alla ringhiera, all’ingresso dell’Arena. Mezzo busto e figura intera. Rilassato e sornione il killer stragista. Camicia bianca, jeans e sneakers. Le otto fotografie – datate 20 maggio 2006 – sono state trovate dal Ros poco dopo l’arresto del boss il 16 gennaio del 2023. Matteo Messina Denaro voleva mostrarsi alla figlia così come era.

    Diverso dall’identikit mostrato allora dagli investigatori che lo cercavano dal 1993.  “Sembrava avessi 86 anni e cinque mesi “- scriveva lo stesso boss. Foto allegate a uno dei tre diari destinati alla figlia Lorenza. Racconti intimi, scritti con una grafia chiara, uno zibaldone di idee raccolte sino all’agosto 2018. Un’accozzaglia di pensieri e frasi lette, spunti letterari e bugie nel tentativo di costruire il rapporto con la figlia che non lo voleva conoscere.

    "® Riproduzione Riservata" - E’ vietata la copia anche parziale senza autorizzazione






  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →
  • Altre Notizie Italia