Cronaca
Roma – La notizia ha dell’incredibile. Protagonista una donna di Roma e uno youtuber di Castelvetrano. Quest’ultimo avrebbe spillato ben 25 mila euro facendo breccia nel cuore della donna e lo ha fatto facendo il nome del boss deceduto Matteo Messina Denaro. La minaccia: se la donna si fosse rifiutata di erogare il denaro, avrebbe pagato la sua scelta con la vergogna pubblica: le foto intime scattate insieme sarebbero state pubblicate sui portali social. Un revenge porn.
Una conoscenza nata via social tra la donna che vive a Roma e lo youtuber che, a suo dire, avrebbe vissuto per diverso tempo nello stesso edificio in cui il boss trapanese avrebbe creato il suo nascondiglio sicuro per ricevere le amanti e per continuare a condurre una vita nell’ombra.
Una storia vissuta prima a distanza, poi con incontri e infine la proposta di vivere insieme a Roma. Alla fine quella che doveva essere per la donna una nuova storia d’amore dopo alcune relazioni naufragate si è trasformato in un calvario.
«Inizialmente era un uomo sensibile che mi dava tante attenzioni – racconta la donna – poi si è trasformato». Prima ancora di questo cambiamento radicale i racconti dell’uomo «di Matteo Messina Denaro che viveva accanto a casa sua», dei carabinieri che stavano nella zona, i posti di blocco e anche la possibilità di avere un’arma a disposizione.
Intanto arriva la decisione di lui di costruirsi una nuova vita sempre nel Lazio a pochi chilometri di distanza da Roma e la scelta da parte della donna di sporgere denuncia direttamente negli uffici della procura capitolina. Davanti ai carabinieri ha raccontato la sua storia, l’idillio amoroso e la paura di avere ritorsioni visto che l’uomo è nato a Castelvetrano.
L’indagine è ancora nella fase preliminare ma gli avvocati della donna Stefano Rossi e Giacinto Canzona evidenziano che «la violenza morale e psicologica su una donna è l’anticamera e il preludio della violenza fisica e in Italia, purtroppo, il fatto che l’omertà non sia di per sé reato favorisce il proliferare del fenomeno mafioso in forme sempre più subdole e pericolose».