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    Trapani: Rito della Lavanda dei piedi. Il vescovo Fragnelli ai piedi dei detenuti
    Presente alla celebrazione anche Margherita Asta
    Redazione2 Aprile 2026 - Attualità
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    Trapani – In una Cattedrale piena di fedeli, conclusa la celebrazione del Giovedì Santo “In coena Domini”, presieduta dal vescovo Pietro Maria Fragnelli, che ha aperto il Triduo pasquale con un gesto carico di significato: la lavanda dei piedi ad alcuni detenuti della Casa circondariale di Trapani. Il vescovo nel corso dell’omelia ha poi ricordato: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarli gli uni agli altri”. Alla celebrazione ha partecipato Margherita Asta con i suoi familiari “Ogni qualvolta un innocente è chiamato a soffrire egli recita la Passione. … Egli è la Passione” , ha detto il vescovo ricordando Barbara Rizzo e i suoi bambini Giuseppe e Salvatore Asta vittime innocenti dell’attentato contro il giudice Carlo Palermo il 2 aprile di quarantuno anni fa a Pizzolungo.

    In Cattedrale questa sera erano presenti anche alcune autorità tra cui il prefetto Daniela Lupo, il presidente del Tribunale Alessandra Camassa, i sindaci di Trapani ed Erice Giacomo Tranchida e Daniela Toscano.

    Il vescovo ha ripreso nella sua riflessione il tema del sangue versato che aveva toccato nella celebrazione del sacro crisma lunedì sera: “I discepoli discendono dalle famiglie che, per uscire dall’Egitto, si concentrarono sull’agnello pasquale mangiato in fretta, dopo che il suo sangue aveva arrossato gli stipiti delle loro case. Il segno del sangue li univa nella speranza di essere “saltati”, risparmiati dalla distruzione, dalla morte. Forse tanti riti, ma nessuna liberazione! La storia sembra aver perso le radici, così che ora essa si rivolta contro. I faraoni che uccidono si spostano dovunque sulla terra, si rivestono nei media di buone intenzioni e perseguono obiettivi di morte. Sempre più il mondo attende l’Agnello che si immola, colui che libera i prigionieri perché li ama e fa sorgere l’alba. – ha detto mons. Fragnelli – Ogni volta, infatti, che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga”. Questa certezza ci riempie il cuore di gratitudine nell’adorazione del Giovedì Santo. Questa cosa è totalmente assente nelle contraffazioni di coloro che propongono la sacralizzazione di oggetti, parole, inchini e gesti non riconducibili al linguaggio della fede in Gesù Cristo, ha aggiunto il vescovo.

    Intanto è iniziata l’adorazione davanti agli altari dell’Eucarestia gli “altari della reposizione”, mentre gli altari vengono spogliati delle tovaglie. Inizia la notte della Passione.

    Domani Venerdì Santo alle ore 12 il vescovo si recherà nella Chiesa di San Pietro per la celebrazione dell’adorazione della croce con l’antico rito della “discesa dalla croce”. Poi in processione con i fedeli raggiungerà la Chiesa del Collegio per dare il via alla Processione dei Misteri del Venerdì Santo.

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