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Pizzolungo (Erice) – Arriva in prime time questa sera su RaiUno, il film liberamente tratto dal libro “Sola con te in un futuro Aprile” scritto da Margherita Asta e dalla giornalista Michela Gargiulo e pubblicato da Fandango, che racconta la strage di Pizzolungo. Una delle pagine più dolorose della storia mafiosa siciliana. Soggetto e sceneggiatura portano la firma di Graziano Diana, Stefano Marcocci e Domenico Tomassetti, con la collaborazione di Fabrizio Coniglio.
La mattina del 2 aprile 1985, a casa Asta, è ora di accompagnare i figli a scuola, spetta a Barbara. Nunzio è già al lavoro. Giuseppe e Salvatore, di sei anni, litigano tra loro e Margherita, che non vuole fare tardi, accetta il passaggio dei genitori di un’amica. Margherita, saluta la mamma e lei risponde distrattamente, dandole appuntamento all’uscita di Scuola. Nel tragitto verso Trapani, Margherita passa davanti alla casa di Carlo Palermo, dove la scorta attende il giudice. Pochi minuti e anche la Scirocco con Barbara, Giuseppe e Salvatore supera la villetta di Palermo mentre questo esce di casa, e sale sulla “132” blindata.
La Scirocco guidata da Barbara Asta è arrivata ad una curva sul mare, quando dietro arriva la 132 del giudice. In una piazzola, sul ciglio della strada, è parcheggiata una Fiat Uno, a cui nessuno fa caso. L’auto del giudice inizia a sorpassare la Scirocco che viene a trovarsi in mezzo, fra la 132 e la Fiat. Le tre auto sono allineate: la Uno parcheggiata a bordo strada, la Scirocco in mezzo e la 132 all’esterno.
Poi un immenso bagliore e un rumore assordante. La Fiat Uno parcheggiata a bordo strada esplode. La Scirocco scompare improvvisamente. La 132 si squarcia.
Barbara, Giuseppe e Salvatore muoiono in quell’istante, nulla verrà trovato dei loro corpi polverizzati dal tritolo. Carlo Palermo esce dall’auto ferito, ma ancora vivo. Attorno solo la devastazione. Sembra Beirut. Il boato si avverte fino a Trapani.
Margherita e suo padre Nunzio rimangono soli con il loro dolore.
“Un Futuro Aprile” racconta la storia di questa ragazzina, che ha saputo con tenacia far in modo che quella strage non venisse dimenticata e che continua ancora oggi a dar voce a sua madre Barbara e ai fratelli Giuseppe e Salvatore, ma anche al padre Nunzio, deceduto poco tempo dopo per il dolore. Racconta Margherita che ormai adulta, incontra Carlo Palermo.
“Provo grande emozione e tanto imbarazzo per questo film. Emozione perchè vedi la tua storia raccontata attraverso gli occhi di altri. E imbarazzo perchè ci sono io in prima persona con due attrici che interpretano me. Credo però che sia importante che questa vicenda venga conosciuta e raccontata e questo film rappresenta un modo per riaccendere i riflettori sulla strage di Pizzolungo, una storia che rischia di essere dimenticata”. “Non è solo la storia di mia madre e dei miei fratelli ma oltre ad essere la storia di Barbara, Giuseppe, Salvatore è anche quella di Carlo Palermo, Nino Ruggirello, Rosario Maggio, Raffaele Di Mercurio e Totò La Porta”. “Questo film – continua Margherita – è importante perchè rappresenta uno strumento fondamentale per costruire una memoria collettiva. Fare memoria, non significa guardare soltanto al passato. Vuol dire anche trovare la forza di impegnarsi nel presente e continuare a guardare al futuro con speranza e non con rassegnazione. In un momento difficile come quello che stiamo vivendo è fondamentale non perdere mai la speranza”.
Le riprese del film, prodotto da Rai Fiction ed Elysia Productions, sono state effettuate tra Trapani, Pizzolungo, sul luogo della strage e gli interni della abitazione che fu di Palermo, ed anche a Valderice.