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Poggioreale – La città simbolo del terremoto del Belice riapre ai visitatori. La cerimonia domani 10 giugno alle 18, alla presenza del ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, il presidente della Regione Renato Schifani e gli assessori Turano (Pubblica Istruzione), Aricò (Infrastrutture), Savarino (Territorio e Ambiente) e Scarpinato (Beni culturali e identità siciliana).
Il paese della Valle del Belice, rimasto in parte integro dopo il terremoto del 1968, torna a rianimarsi grazie a un progetto di cosiddetta «rigenerazione urbana» finanziato con 1 milione e 600 mila euro di fondi PNRR del Ministero della Cultura (Misura M1C3), rispettando, tra le altre cose, il crono programma indicato nel “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”
“Per capire come fosse un paese del Belìce prima del terremoto bisogna recarsi a Poggioreale dove il tempo sembra sia sia fermato in quella tragica notte del 13 gennaio 1968. Ogni casa, ogni palazzo, le scuole, il teatro, raccontano storie di uomini e di una comunità. E’ un viaggio nella storia. Una esperienza che trasmette emozioni uniche”. “Aprire la Poggioreale storica ai visitatori – aggiunge Palermo – è un primo traguardo.La sfida adesso è il restauro conservativo di ciò che il terremoto non ha danneggiato. Il piano c’è e lo ha redatto l’Ufficio Tecnico del Comune diretto da Giovanni Cirrito con la collaborazione di uno dei più importanti architetti italiani, Lelio Oriano Di Zio (suo il progetto dell’albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo, voluto da Daniele Kihlgren). Abbiamo anche delle interlocuzioni avviate con soggetti privati e anche con molti nostri concittadini emigrati in Australia ,dove oggi vivono circa 3 mila poggiorealesi, che hanno manifestato l’interesse a recuperare degli immobili”.
Nel corso della cerimonia sarà inaugurato il museo multimediale di Casa Agosta (da poco ultimati i lavori di restauro conservativo), il palazzo nobiliare posto all’ingresso del vecchio abitato che farà anche da centro di accoglienza per i visitatori; subito dopo la presentazione di una suggestiva installazione multimediale che trasformerà lo spazio circostante con proiezioni, mapping e illuminazioni artistiche che rievocheranno la storia di Poggioreale e dei suoi cittadini.
Mariano Pace, invece, decano dei giornalisti del Belìce, declamerà una struggente poesia in dialetto dal titolo “Lu tirrimotu”, scritta dal poggiorealese Vincenzo Avvenevole, emigrato in Australia nel 1968 e mai più ritornato.
Il 10 giugno sarà anche la giornata inaugurale del festival “iART”, diretto da Lucenzo Tambuzzo: tre giorni di concerti, mostre, installazioni multimediali, incontri con scrittori e musicisti, performance di arte, luci e spettacoli di fuoco; venerdì 12 giugno nella Piazza principale di Poggioreale Nuova l’atteso concerto di Roy Paci e gli Aretuska, una delle band più energiche della scena musicale italiana.