Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Forse davvero in pochi conoscono l’ex presidente del Consiglio comunale Peppe Guaiana. Non è un politico abituato a tirare la pietra e nascondere la mano o, ancora peggio, uno che ufficialmente dice una cosa e poi dietro le quinte “tratta” un proprio risultato da mettere in cassa. E’ uno che le cose quando le dice le fa, e soprattutto non è un politico isterico.
La questione è questa. Guaiana, nella qualità di presidente del gruppo misto (con Vassallo, Peralta e Barbara) si è astenuto in tute le votazioni riguardanti le famigerate proposte di decadenza dei consiglieri comunali che sono finiti nel mirino dell’opposizione. Scelta che a Palazzo Cavarretta è stata subito spacciata, dalle parti dell’opposizione, come un possibile inciucio con la maggioranza che sostiene il sindaco Tranchida. E così Guaiana stamattina ha diffuso una nota.
In qualità di Capogruppo del Gruppo Misto (essendo anziano per numero di voti), non per scelta personale ma per quanto previsto dal regolamento, mi sono astenuto sulla votazione relativa alla decadenza.
“Il Gruppo Misto – ricorda – è composto da consiglieri appartenenti a diverse sensibilità politiche: Guaiana e Vassallo (AMO TRAPANI – OPPOSIZIONE ), Peralta e Barbara (TRAPANI AL CENTRO – MAGGIORANZA). Si tratta quindi di un gruppo eterogeneo, nato per regolamento e non per una comune appartenenza politica. Lascio – prosegue Peppe Guaiana – le fantasie politiche agli altri ma come gia’ comunicato sono all’opposizione dell’attuale primo Cittadino Tranchida. Ritengo che il pensiero di ogni consigliere sia legittimo e meriti rispetto, soprattutto su una questione così importante e delicata. La mia astensione è stata una scelta di rispetto delle regole, della democrazia e del pluralismo che caratterizzano il Gruppo Misto”.
Ma la giornata del dopo conferenza dei capigruppo è cominciata con i botti. Il consigliere del gruppo Rigenerazioni Oltre, Toto Braschi, che ne è anche capogruppo, ha annunciato di avere presentato un esposto in Procura presso la sezione di Polizia Giudiziaria. Non ha detto nulla di più sul contenuto della denuncia, si è solo soffermato a dire che sono ben undici gli allegati presentati.
Un caso politico che sta diventando ora dopo ora sempre di più giudiziario. Ancora una volta certa politica si abbandona a inseguire la forza dei numeri, ma con atteggiamenti, ahimè, da guappi di quartiere.