Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Crisi istituzionale e politica. Trapani sta assistendo al contrasto, forte, tra il sindaco, Tranchida, e il presidente del Consiglio comunale, Alberto Mazzeo, ma la spaccatura è pure dentro una maggioranza nata frastagliata e finita peggio, con l’anima centrista di “Trapani Tua”, leggasi onorevole Turano, leghista, che per bocca del presidente Mazzeo ha fatto intendere che è pronta a firmare contro il primo cittadino la mozione di sfiducia sempre paventata, ma mai presentata, dall’opposizione di destra. Poi però Mazzeo ha tirato il freno e spiega “se ci saranno le condizioni politiche”. Tradotto potrebbe voler dire, se Mimmo Turano sarà d’accordo.
Tranchida ha dato del “giuda”, politico”, a Mazzeo, per aver girato le spalle a progetti, come la Brt, il bus rapido, che il primo cittadino carte alla mano ha dimostrato invece che erano stati pienamente approvati. “Il programma elettorale presentato nel 2023 – dicono dal Pd – prevedeva questo intervento, Mazzeo nel 2023 ha sostenuto la rielezione di Tranchida”.
(Alberto Mazzeo – Presidente del Consiglio Comunale)
Lei si vede nei panni di un giuda? “Trapani – risponde Mazzeo – non è stata tradita da me ma da chi ha promesso programmi e visioni mai realizzati. Da chi oggi reagisce con arroganza ad ogni osservazione, mostrando un modo di governare chiuso, autoreferenziale e intollerante verso ogni forma di critica”.
Ma c’è anche il suo voto sul progetto Btr? “Lo ribadisco con chiarezza, approvare atti di programmazione generale, come il piano triennale delle opere pubbliche o gli strumenti economico-finanziari, non significa condividere l’esecuzione concreta di progetti successivamente stravolti, ridimensionati e sviliti. Brt è un progetto che, nella fase attuativa, è stato radicalmente modificato e impoverito rispetto all’impostazione originaria”.
Lei ha pronunciato la parolina, magica, sfiducia. “La realtà è sotto gli occhi di tutti: una gestione amministrativa confusa, ritardi cronici, e soprattutto l’incapacità di approvare nei tempi dovuti gli strumenti fondamentali di bilancio. La risposta è una sola: cattiva amministrazione”.
E quindi mandiamo a casa il sindaco? “È arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità, se si creeranno le condizioni politiche, sono pronto a sottoscrivere una mozione di sfiducia”.
Tranchida sostiene che lei è condizionato. “Mi condizionò solo l’on. Turano che mi convinse a sostenere Tranchida, si è però verificato quello che io avevo previsto”.
Dalla maggioranza replica il Pd a difesa di Tranchida e con un chiaro invito a Mazzeo a saper essere conseguente, lasciando la poltrona di presidente di Palazzo Cavarretta. “Se si ritiene conclusa quell’esperienza amministrativa, si abbia il coraggio politico di trarne le conseguenze fino in fondo. Le dimissioni da presidente del Consiglio per cominciare, visto che è frutto della ‘vecchia’ azione di governo e della ‘vecchia’ maggioranza. Ma anche la mozione di sfiducia è uno di questi. Si dica con nettezza che si intende archiviare un programma elettorale che è stato sottoscritto, votato e sostenuto. La città merita chiarezza, non ambiguità”.
Stoccata poi sulle indennità che percepiscono i consiglieri comunali.”Mentre si percepiscono risorse pubbliche per svolgere un ruolo di garanzia e indirizzo, è doveroso evitare che l’azione amministrativa venga ostacolata o piegata a logiche di contrapposizione permanente”.
In questo clima domani l’aula consiliare torna a riunirsi, c’è anche l’atteso conto consuntivo 2024 che dovrebbe liberare risorse utili per il bilancio corrente. Ma sicuramente dal centrodestra si vorrà parlare di altro.