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    Mazzeo presenta la sfiducia a Tranchida
    Trapani, ora servono le firme e poi i 15 voti in aula. "I 26 punti della contestazione politica" .Tranchida : "in aula libertà compromesse"
    Rino Giacalone29 Luglio 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – La mozione di sfiducia al sindaco Giacomo Tranchida c’è. L’annuncio arriva dalla carica più importante del Consiglio comunale, dal presidente Alberto Mazzeo. D’altra parte lui l’aveva preannunciata dicendo che l’avrebbe presentata entro il mese.

    Adesso, dopo la sua conferma, c’è curiosità di poterla leggere. “La mozione di sfiducia tocca ben 26 punti”, conferma Mazzeo.

    Tra spizzichi e bocconi qualcosa però siamo riusciti a leggerla, e a prima vista sembra essere la summa degli interventi che in aula, da ultimo nella sessione appena conclusa, ha fatto l’opposizione contestando la relazione di mandato appena presentata dal sindaco Giacomo Tranchida.

    Non c’è un tema toccato dalla minoranza che non sia dentro queste pagine, dalla gestione finanziaria all’utilizzo delle risorse, dalla Zes alla viabilità, dalla mancanza di organico alla gestione urbana, dal servizio idrico alla rete fognaria, dal centro storico al canile comunale.

    Quello che abbiamo potuto leggere è un’analisi dettagliata, un Comune non in regola con i bilanci, le proteste del centro storico, il degrado urbano, il disagio sociale, la distribuzione idrica, la tutela dei monumenti, pure “la fuga dei giovani”, tutti argomenti rispetto ai quali l’amministrazione ha sempre replicato. Mostrando spesso di avere ragione, come per esempio sulla Zes, un appalto che non è del Comune e i cui fondi sono stati revocati dalla stessa unità di missione presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

    La mozione di sfiducia appare solo un atto politico dell’opposizione, sorretto dalla forza dei numeri.

    “La prima firma sarà la mia” dice Mazzeo, a sigillare quel patto oramai da tempo rotto con Tranchida, del quale e’ stato alleato dal 2018 al 2023. “La firmo come semplice consigliere comunale”, ma non gli sarà certo agevole scindersi, politicamente, in due, per essere semplice consigliere dovrebbe lasciare lo scranno più alto di Palazzo Cavarretta. Ma questo nella sua agenda non c’è.

    Poi per essere presentata serviranno altre nove firme, numeri che almeno su questo fronte l’opposizione possiede. La mozione per essere approvata però ha bisogno in aula di quindici voti, e lì, pare, per l’opposizione le cose non sono così scontate. Le frizioni dentro questa parte dell’aula sono conosciute come le contraddizioni.

    Il clima politico al pari di quello metereologico è caldo. Lo ha dimostrato da ultima la seduta del 20 luglio con la relazione del sindaco. Miceli (FdI) ha fatto l’elenco degli insuccessi, rivendicando il ruolo di una opposizione che “parla con i cittadini”, ma calcando la mano, e non da gentleman, con l’assessora Rosalia D’Alì.

    Tranchida non le ha mandate a dire, ed ha ricordato, parlando anche con Mazzeo, di “libertà compromesse” e di comportamenti tesi “a condizionare e tenere in ostaggio i consiglieri comunali”.

    Dalla maggioranza la dem Marzia Patti ha insistentemente chiesto la presentazione della mozione di sfiducia “gli insuccessi -ha detto – appartengono a chi ha pure perduto le elezioni nel 2023, la sfiducia vuole essere solo la rivincita non contro Tranchida ma contro la città che  lo ha rieletto”.

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