Politica
Alcamo – di Rino Giacalone – Intelligenza artificiale a parte, le polemiche sollevate dal video creato dal generale Vannacci che indossa le vesti di un imperatore/gladiatore romano, con due meloni sotto braccio, col pollice verso per ordinare la morte di due leader dell’opposizione, Schlein (Pd) e Conte (5 Stelle), legati al centro di un’arena, ecco a parte quest’ultima uscita vannacciana, sono note le differenze e le distanze, non solo nella maniera di esporsi politicamente, tra la premier Giorgia Meloni, e Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale. I due a Roma litigano parecchio, da quando in Parlamento Futuro Nazionale vota contro il Governo Meloni, ma in periferia le cose non stanno allo stesso modo. E sorge dubbio se davvero tutta Fratelli d’Italia segua le indicazioni della sua leader.
Veniamo a Trapani meglio ad Alcamo. E’ calato un imbarazzante silenzio dentro Fratelli d’Italia su una vicenda esplosa ad Alcamo. Riassunto delle puntate precedenti. Giuseppe Parrino è un giovanissimo consigliere comunale, eletto con Fratelli d’Italia però è entrato in rotta di collisione con il resto della truppa meloniana. Voci interne a FdI raccontano di un suo deferimento ai probiviri del partito pare per una storia di “tessere false”.
La vecchia politica che trova sempre modo di tornare a galla, se i fatti sono veri. Ma che tra FdI e Parrino c’è stato un corto circuito lo dimostra il fatto che Parrino ha conquistato il “podio”: in provincia di Trapani è il primo consigliere comunale che ha lasciato FdI ed ha aderito a Futuro Nazionale. Ha abbandonato Giorgia Meloni e ha abbracciato il generale Roberto Vannaci. E in platea ad applaudirlo ha trovato parecchi esponenti della destra trapanese. Ma che a prendere la parola è stato il deputato regionale Giuseppe Bica è qualcosa che appare dissonante dallo scenario politico nazionale. Questo perchè l’on. Bica non si è limitato ad un semplice indirizzo di saluto, disinteressato al fatto che Parrino è stato messo davanti ai probbiviri del suo partito, che FdI ha perso un bel bottino di voti ad Alcamo, per l’uscita di Parrino, ma l’on. Bica sarebbe andato oltre, indicando una strada da percorrere insieme.
A Roma Giorgia Meloni deve fronteggiare un avversario dentro la sua stessa area politica, smarcandosi dai toni quasi sovrapponibili al famoso ventennio che usa l’on. Generale imperatore Vannacci, che ha sdoganato modi, espressioni e lessico tipici dei regimi autocratici, e in periferia invece si seguono altre vie. Il duello a destra tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci è il principale asse di scontro della politica italiana, tra Meloni e Vannacci c’è stata una guerra sotterranea che adesso è esplosa, e ad Alcamo cosa succede? L’on. Bica porta Futuro Nazionale dentro il recinto del centrodestra. E forse non è un caso che un summit che era stato convocato per parlare delle amministrative è saltato senza dare il tempo a nessuno di accomodarsi al tavolo.
Parrino la getta sull’amicizia e sulla stima che, ha spiegato, lo ha sempre legato a Bica: d’accordo, può accadere, ma una cosa sono i buoni sentimenti di rispetto, che valgono per tutti e sempre, e però in politica è cosa rara, un’altra cosa è mettersi insieme mentre le indicazioni romane che arrivano da via della Scrofa, dove ha sede Fratelli d’Italia, e soprattutto da Palazzo Chigi, sono altre.
Questo fa pensare che nella destra trapanese sta accadendo altro, e che certi schieramenti presentati come solidi, vere, rocce impossibili da scalfire, forse tali non lo sono proprio.
Se qualcuno da Fratelli d’Italia vuol battere un colpo noi siamo qui.