Politica
Trapani – Regionali, il sindaco di Taormina presenta le “truppe” trapanesi di Sud chiama Nord. Aderisce il presidente del Libero consorzio sindaco di Mazara. Lo segue il primo cittadino di Valderice ed anche Michele Gandolfo, consigliere comunale Marsala.
Cateno De Luca in marcia per candidarsi a governatore della Sicilia, sta presentando a Palermo in questo momento l’organizzazione del suo partito “Sud chiama Nord” nella provincia di Trapani. Il primo nome è quello di Salvatore Quinci, sindaco di Mazara e presidente del Libero consorzio, l’ex provincia regionale. Quinci dopo tentennamenti ed essersi guardato in giro, ha scelto l’adesione alla formazione politica di Cateno De Luca.
Adesione anche da Francesco Stabile, sindaco di Valderice, fresco di divorzio dal suo partito di sempre, Forza Italia. Tra i nomi ci sono anche quelli di Catia Bucaria, ex presidente del Consiglio comunale di Trapani e dell’ex assessore provinciale (quando presidente era la marsalese Giulia Adamo) Livio Daidone. Nomi questi che si assommano a quelli di Claudia La Barbera, Sonia Tumbarello e Salvatore Daidone che siedono in Consiglio comunale a Trapani. Adesione anche da Marsala, da parte del consigliere super preferenze Gaspare Di Girolamo.
Ritengo doveroso, e corretto politicamente, motivare la mia adesione, e del gruppo che rappresento, al progetto di Sud Chiama Nord. La considero una scelta in linea ed in piena sintonia con la mia esperienza di Sindaco e di Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani. A spingermi verso questa nuova fase sono i pilastri ideali e programmatici del Movimento e del suo leader, onorevole Cateno De Luca.
La sfida del Governo di Liberazione, fuori dagli schemi, e contro i vecchi schemi, mi rimanda e mi consente di ricordare la genesi del mio impegno politico ed amministrativo. Le mie due elezioni al Comune, e quella alla Provincia, hanno scardinato un sistema consunto, che puntava a riproporre metodi e soluzioni ormai in crisi irreversibile. Il civismo valorizzato da De Luca è il civismo che abbiamo portato avanti in questi anni, riuscendo anche a smascherare i finti civismi di facciata, costruiti da forze politiche in difficoltà e senza credibilità. Si tratta del civismo che ci ha consentito, al Libero Consorzio, in poco più di un anno, di avviare il Piano Strategico, d’istituire la Polizia provinciale, di costruire tavoli permanenti per affrontare le emergenze di settore: l’elenco potrebbe andare avanti. De Luca ha definito il progetto riformista e progressista, perché aperto al cambiamento. In questi anni, da parte nostra, abbiamo indicato un nuovo modo di fare politica e soprattutto di amministrare. Siamo stati in grado di farlo perché abbiamo realmente coinvolto i territori.
Non basta dire questa è la mia terra. Bisogna aggiungere, questa terra mi appartiene. Ma spesso non siamo stati nelle condizioni di poterlo affermare perché abbiamo delegato o subito decisioni altrui. L’appartenenza nasce dalla spinta ad essere protagonisti ed è arrivato il momento di esserlo davvero. Sud Chiama Nord è e si dichiara autonomista. Si tratta di un percorso obbligato. Basta leggere il nostro Statuto per averne conferma. Un solo accenno: la crisi energetica, il caro carburanti e le nostre prerogative statutarie. Credo che s’imponga una riflessione. Con questa scelta si apre dunque una nuova fase, che ci proietta in una dimensione politica più ampia per giocarci la partita dello sviluppo in tutti i tavoli che contano e a tutti i livelli istituzionali. Una nuova fase che non cambia ma consolida il percorso che abbiamo finora seguito. Dialogo, condivisione e confronto continueranno ad essere i nostri punti cardinali per dare concretezza alle nostre idee e risultati ai nostri territori. Lo faremo senza steccati ma anche senza populismi. Senza chiusure pregiudiziali ma con assoluta trasparenza.