Attualità
Marmo ed edilizia trapanese tornano al centro del confronto istituzionale dopo l’intervento del presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che esprime forte preoccupazione per le conseguenze che le modifiche alle norme tecniche di attuazione dei Piani Paesaggistici regionali potrebbero determinare sulle attività produttive del territorio.
Il riferimento è al decreto assessoriale n. 25 dello scorso 10 giugno, emanato dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, che introduce modifiche alle norme di attuazione dei Piani Paesaggistici. Il provvedimento è stato effettivamente pubblicato dalla Regione Siciliana il 10 giugno 2026.
Secondo Quinci, il problema riguarda soprattutto quelle imprese che hanno programmato investimenti e avviato procedure autorizzative sulla base delle norme precedentemente vigenti e che adesso rischierebbero di trovarsi davanti a condizioni differenti.
Il presidente del Libero Consorzio utilizza l’esempio dell’imprenditore che pianifica un’attività, investe risorse, presenta i progetti e chiede le necessarie autorizzazioni, per poi scoprire che il quadro normativo è cambiato durante l’iter.
Una situazione che, secondo Quinci, rischia di pesare in maniera particolare sul comparto marmifero di Custonaci, uno dei settori produttivi storicamente più importanti del territorio trapanese.
Il settore, sottolinea il presidente, deve già confrontarsi con una situazione economica complessa, caratterizzata dalle dinamiche dei mercati internazionali, dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime e da spese di produzione sempre più elevate.
A queste difficoltà si aggiungerebbe ora l’incertezza determinata dalle nuove disposizioni regionali.
Quinci evidenzia inoltre come la questione non riguardi esclusivamente il marmo. Le modifiche introdotte interesserebbero anche il comparto dell’edilizia, incidendo sui criteri relativi all’uso del suolo e sulla valutazione degli interventi urbanistici, infrastrutturali e industriali.
La posizione del presidente non è però contraria al principio di una revisione della disciplina paesaggistica. Quinci definisce infatti condivisibile l’obiettivo di riorganizzare le regole di tutela, ma ritiene necessario arrivare alle nuove disposizioni attraverso un confronto con i territori e con le categorie direttamente interessate.
Sul decreto, la Regione ha fornito nei mesi scorsi una propria lettura, sostenendo che il provvedimento sia finalizzato a uniformare e rendere più chiare le prescrizioni dei diversi Piani paesaggistici e ribadendo la centralità della tutela del paesaggio.
Per il Libero Consorzio Comunale di Trapani la questione avrà spazio anche nell’elaborazione del Piano Strategico provinciale. Imprenditori, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali saranno chiamati a partecipare al confronto sulle prospettive di sviluppo economico del territorio.
«Marmo ed edilizia sono due perni dello sviluppo del nostro territorio», sottolinea Quinci, annunciando la disponibilità del Libero Consorzio a sostenere le istanze che gli operatori hanno già presentato alla Regione.
Da qui la richiesta di aprire una fase di ascolto istituzionale che consenta di conciliare la tutela paesaggistica con la necessità di garantire certezza normativa alle imprese e agli investimenti.
«Credo che sia urgente una fase di ascolto da parte della politica e delle istituzioni – conclude Quinci – perché il futuro dell’attività marmifera e di quella edile sono un patrimonio comune che va difeso. Mi auguro che ci siano volontà di dialogo e capacità di mediazione».