Cronaca
Palermo – A dieci anni dall’approvazione della legge 199 del 29 ottobre 2016 contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, la Sicilia chiede un rafforzamento dei controlli, maggiori interventi di prevenzione e un impegno concreto da parte delle istituzioni e delle imprese per tutelare i diritti dei lavoratori agricoli.
A rilanciare l’appello sono Emanuele Ronzoni, commissario straordinario della Uil Sicilia, ed Enzo Savarino, segretario generale della Uila Sicilia, che sottolineano come, nonostante i progressi normativi e l’attività investigativa, il fenomeno dello sfruttamento nei campi sia ancora lontano dall’essere sconfitto.
«La legge anticaporalato rappresenta una conquista di civiltà raggiunta grazie alla mobilitazione del sindacato, particolarmente diffusa e determinata in Sicilia. Dieci anni dopo, quelle norme meritano di avere piena efficacia e di raggiungere l’obiettivo: sradicare la malapianta dello sfruttamento», affermano Ronzoni e Savarino.
Per i due rappresentanti sindacali, la cosiddetta mafia dei campi continua ad alimentarsi attraverso omertà, disperazione, lavoro irregolare e interessi criminali. Per contrastarla, non bastano le norme: occorrono controlli più efficaci, prevenzione e investimenti capaci di garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose. In particolare, viene evidenziata la necessità di un piano per gli alloggi e i trasporti destinati ai braccianti, affinché lavoratrici e lavoratori possano operare in condizioni di sicurezza e rispetto della propria dignità.
Nel decennale della legge, Ronzoni e Savarino rendono omaggio alle vittime dello sfruttamento e riconoscono il lavoro svolto finora dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, sollecitando al tempo stesso una maggiore partecipazione della società civile.
«È necessario creare le condizioni per garantire un’occupazione dignitosa, libera e sicura a ogni bracciante, a partire dai lavoratori migranti, risorsa indispensabile per l’agricoltura siciliana e nazionale, ma troppo spesso ostaggio di chi sfrutta il lavoro», sottolineano.
Tra le priorità indicate dal sindacato c’è anche il potenziamento degli Ispettorati regionali del Lavoro, che, secondo Uil e Uila, soffrono di una grave carenza di personale e necessitano di risorse adeguate per assicurare controlli più capillari ed efficaci.
L’appello si rivolge anche ai consumatori, invitati a scegliere prodotti provenienti da filiere certificate e rispettose della legalità. Parallelamente, Uil e Uila confermano l’intenzione di intensificare la collaborazione con le imprese sane, soprattutto attraverso gli enti bilaterali del settore agricolo.
«Questa battaglia di civiltà non è finita», concludono Ronzoni e Savarino, ribadendo la necessità di un impegno condiviso per contrastare il caporalato e assicurare diritti, sicurezza e dignità a tutti i lavoratori agricoli.