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    Pef e Tari, orologi messi indietro
    Trapani, Consiglio comunale: Pef e Tari fermate dalla mancanza di numero legale
    Rino Giacalone28 Ottobre 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – A Palazzo Cavarretta c’è chi è convinto che il consesso civico e la giunta siano giunti agli ultimi giorni. Avete presente il film 2012? Quello sul diluvio universale causato dall’incrocio dei pianeti, dai neutrini del Sole? Ecco quello lì. C’è chi si prepara navi di salvataggio e chi andava girando con i cartelli ad annunciare la fine. A Palazzo Cavarretta se qualche consigliere lo potesse fare quei cartelli li porterebbe in aula. Qualcuno ma non tutti ha già ” comprato” (con i soldi di monopoli ) un posto sulle navi” Valenti” e “Fazio”, ma come nel film non è detto che tutte e due le navi restino in condizione di navigare. L’incidente , politico , può sempre essere dietro l’angolo.

    Sabato è stata indetta una manifestazione sotto il Municipio, Palazzo D’Alì, Fileccia (Trapani 2028) lunedì  sera in aula ha detto che la mozione di sfiducia al sindaco è pronta. Le opposizioni hanno in tasca le dieci firme necessarie, poi 15 voti in aula. Lunedì sera intanto è stata approvata la delibera che rimette in ordine il bilancio, come richiesto dai revisori dei conti. Approvazione unanime dei 17 presenti. L’opposizione che governa l’aula avendo adesso i numeri dalla sua parte ha alzato una voce arrogante, abbandonando subito i lavori, impedendo la prosecuzione della seduta. Fileccia ha salutato tutti avvertendo che oramai senza l’opposizione in Consiglio comunale non si approva più nulla.

    Viene da chiedersi: nemmeno quelle decadenze che sembravano dover essere la spada fustigatrice contro la maggioranza? Ieri sera la seduta è andata deserta, in aula solo otto consiglieri sserre du maggioranza e l’ex presidente Guaiana. Assente anche il presidente del consesso civico Alberto Mazzeo. Oramai il garante dell ‘opposizione che però ha perso la leadership defli antitranchidiani da quando sostiene che la delibera  sul Pef va approvata e nella borsa tiene una sentenza che gli da’  ragione. Ma l’opposizione gli ga girato le spalle.  Opposizione di parola sul fine lavori. Come a luglio è’ mancato il numero legale, altri che orologi messi indietro di un’ora, qua lo hanno fatto per 4 mesi.

    Restano così al palo le delibere riproposte sul Pef e sulla Tari. Nonostante i revisori siano stati chiari, lasciare non approvate queste due delibere significa aver fatto un lavoro a metà per rimettere ordine alle finanze del Comune. L’irrisorio aumento Tari per l’opposizione è improponibile, e c’è chi favoleggia sulla città con la Tari più cara che ci sia. La realtà è altra, nel 2018 in media (una famiglia di 4 persone per una casa di 100 metri quadrati) si pagavano circa 700 euro l’anno, adesso siano a 549 euro. “Ci sono responsabilità precise – ha detto il sindaco Tranchida – che siamo pronti a prenderci, male però qualcuno fa a pensare che in aula consiliare non ha cittadinanza il dovere della responsabilità”.

    Miceli (FdI) dall’opposizione ha replicato che “il riequilibrio di bilancio non ha davvero ordinato i conti” e ha puntato il dito contro le società partecipate del Comune, Atm in testa, “da lì -ha detto – arriverà il buco di bilancio prossimo venturo”. La verità che si cerca di nascondere dalle parti dell’opposizione, è quella che se lunedì’ sera la delibera che ha rimesso equilibrio al bilancio non veniva approvata, a rischiare di levare le tende era solo e soltanto il Consiglio comunale, sarebbero scattate le procedure per la decadenza. In questo caso i consiglieri tutti sarebbero andati a casa, ma non l’amministrazione. Domani seduta straordinaria dedicata alla atavica crisi idrica cittadina.

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