Politica
Trapani – di Rino Giacalone – A Palazzo Cavarretta giovedì sera si è rinforzato il gruppo misto, che sale a 4, divisi a metà sul sostegno alla Giunta Tranchida.
I consiglieri di Amo Trapani – Giuseppe Guaiana e Santo Vassallo, avversari del sindaco, che hanno perduto per strada Silvestro Mangano passato a Trapani 2028, con Fileccia, Daidone e Tumbarello, si sono aggregati ai pro Tranchida, Toto Braschi e Baldo Accardo. Guaiana è il capogruppo, Braschi il vice.
Miceli (FdI) ha tentato di mettere pace nell’opposizione, che all’interno continua a vedere certuni guardarsi male, come Fileccia e Guaiana, con parole per ringalluzzirla, numeri alla mano, ha messo in evidenza, si è conquistata la maggioranza almeno numerica del consesso. Se sarà capace di essere maggioranza in politica si vedrà ma col caos e senza strategia è difficile riuscirci.
E’ fuori dall’aula che il clima resta focoso. Il sindaco Tranchida è tornato ad attaccare l’assessore regionale all’Istruzione, il leghista, in salsa trapanese, Mimmo Turano. “Il figliol prodigo di un centrodestra che nella verità dei fatti considera fatto da nessuno, che dimentica gli otto anni condivisi con la maggioranza dalla quale si distacca, con capriole politiche per dimostrare che è l’ago della bilancia”.
Tranchida nega di tenere in ostaggio le istituzioni, come Turano sostiene: “I trapanesi sanno bene che io ho servito e cercato di difendere Trapani e la dignità dell’istituzione Comune da ogni violenza e minaccia mentre Turano ed altri, assai deboli di schiena, si sono girati dall’altra parte nell’estate del 2025, difronte alle minacce del patron Antonini”. Per il sindaco azioni da violazioni del codice penale (attacco ad organi politico istituzionali). Ma su questo Turano è chiaro: “Io non sono mai stato innamorato di Antonini, lui si”. Tranchida però rammenta come Turano abbia cercato di tutelare il figlio del Governatore, l’avvocato Schifani, dalla querelle su un contributo concesso al Trapani Calcio.
Sul tavolo Tranchida a proposito di azioni per condizionare il Comune, mette anche la questione della famosa decadenza di otto consiglieri della maggioranza, sponsorizzata per primo dal patron Antonini.
Tranchida ritiene Mazzeo, presidente del Consiglio, ostaggio politico, tenendo la procedura aperta dinanzi al segretario generale che scrive sia cosa da archiviare, e tra le righe analogamente sostiene l’assessorato regionale Autonomie Locali: “Una violenta procedura frutto di criminale visione politica”.
Il sindaco è certo: “sul palcoscenico c’è per opera di Turano una sceneggiatura frutto di un non nobile teatro, che non sarà replicabile neanche se cambia il Valerio protagonista”. Il “Valerio” pare essere il prefetto Valenti sempre più in corsa nel 2028 per Palazzo D’Alì. Pronto a fare il salto dai Palazzi dell’alta Politica a quelli delle Istituzioi locali. E che pare si tiene a distanza da certi scenari. Con i quali tenta di non battere il grugno resistendo a certi corteggiamenti. Insomma, sono tutti oramai in aperta campagna elettorale.