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    “Non sono ostaggio di nessuno”
    Mazzeo replica a Tranchida e difende il suo ruolo
    Rino Giacalone5 Giugno 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone – “Le dichiarazioni del sindaco mi rattristano più che offendermi”. Risponde così il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo a Tranchida che, a proposito della conduzione dei lavori d’aula, lo ha indicato quale “ostaggio di qualcuno e non solo dell’opposizione”.

    “Mi lasci dire una cosa: quando un amministratore attribuisce sistematicamente agli altri la responsabilità delle difficoltà politiche e amministrative che incontra, finisce per non assumersi mai la responsabilità delle proprie scelte. Parlare di ricatti, ostaggi o condizionamenti è una rappresentazione che respingo con fermezza. Io non sono ostaggio di nessuno e non tengo in ostaggio nessuno”.

    Però la questione decadenze di nove consiglieri, per assenze ingiustificate, sembra essere spaccato infelice. Nonostante due pareri troncanti, restano nel limbo. A Palazzo Cavarretta dicono che lei è un “temporeggiatore”

    “Le procedure seguite non sono mie scelte personali né un capriccio politico. Si tratta di procedimenti previsti dalla legge e dallo Statuto, rispetto ai quali il Presidente del Consiglio ha il dovere di garantire il corretto svolgimento. Chi sostiene il contrario probabilmente vorrebbe che le regole si applicassero a giorni alterni”.

    Dica la verità: si è pentito di fare il Presidente di questo Consiglio rissoso?

    “Assolutamente no. È certamente un Consiglio Comunale complesso, spesso agitato e talvolta litigioso. Tuttavia continuo a considerare questo incarico un grande onore. Palazzo Cavarretta non è un luogo qualsiasi. È stato la sede del Senato cittadino e rappresenta ancora oggi il luogo della democrazia locale. Il Consiglio Comunale è l’organo che rappresenta l’intera comunità trapanese e merita rispetto. Proprio per questo ho sempre cercato di garantire il massimo pluralismo, il rispetto delle minoranze, la trasparenza delle sedute e il coinvolgimento dei cittadini, anche attraverso le dirette streaming e gli strumenti di comunicazione che consentono ai trapanesi di seguire i lavori dell’Aula. Certo, qualche volta avrei preferito maggiore senso delle istituzioni da parte di tutti, ma non mi sono mai pentito della scelta fatta.

    Dalla maggioranza all’opposizione. Ma in opposizione non mi pare che si stia poi così bene politicamente.

    “Io non ragiono in termini di collocazione personale. La vera domanda è un’altra: cosa è accaduto alla maggioranza che ha vinto le elezioni? La frattura non l’ha determinata il Presidente del Consiglio Comunale. La frattura è stata determinata da scelte politiche e amministrative del Sindaco. Penso, ad esempio, alla vicenda della nomina dell’assessore Poma. Un’eccellente figura che, peraltro, era stata proposta anche da noi e che avevamo valutato positivamente. Ma quella scelta è stata gestita in modo tale da produrre profonde divisioni all’interno della lista Trapani Tua e della maggioranza. Non si può creare una frattura politica e poi accusare altri di averla provocata.

    Abbiamo l’impressione che lei abbia deciso di rompere con Tranchida ancora prima che Turano fosse d’accordo. È una rottura politica dalla quale non si torna indietro? Perché?

    “Non mi interessa alimentare il racconto delle tifoserie. Non ho mai impostato la mia attività istituzionale sulla base dei rapporti personali. Quando ritengo che alcune scelte siano sbagliate lo dico apertamente. Quando ritengo che alcune procedure non siano corrette lo segnalo. Quando il Consiglio Comunale viene mortificato nelle sue prerogative lo difendo. La questione non riguarda Alberto Mazzeo contro Giacomo Tranchida. La questione riguarda il rispetto delle istituzioni. Negli ultimi tempi il Sindaco ha partecipato raramente ai lavori del Consiglio Comunale. Eppure il confronto politico dovrebbe svolgersi principalmente nell’Aula consiliare, non attraverso comunicati, interviste o post sui social. Io credo che il Sindaco dovrebbe tornare a confrontarsi con il Consiglio Comunale, perché lì risiede la rappresentanza dell’intera città.

    Lei è stato assessore al Bilancio. Rimpiange quel ruolo?

    “Fare l’assessore al Bilancio è certamente una funzione centrale e prestigiosa. Quando ho ricoperto quell’incarico ho lavorato intensamente e credo di aver ottenuto risultati importanti, portando all’approvazione tutti i bilanci previsti e lasciando, al momento della mia elezione a Presidente del Consiglio il 27 gennaio 2025, una situazione amministrativa ordinata. Da allora, però, dobbiamo prendere atto che si sono accumulati ritardi significativi. Il rendiconto 2024 è stato approvato con oltre un anno di ritardo rispetto alla naturale scadenza e altri strumenti finanziari risultano ancora in arretrato. La domanda che i cittadini dovrebbero porsi è semplice: perché Trapani continua ad accumulare ritardi sui bilanci mentre molti altri Comuni riescono a rispettare le scadenze? È una domanda legittima che merita una risposta seria.

    Secondo lei siamo già in campagna elettorale?

    “Probabilmente sì. Lo percepiamo dai toni, dalle polemiche e dalla crescente personalizzazione dello scontro politico. Ma io credo che i cittadini molto più interessati ai problemi reali: i bilanci da approvare, i servizi da migliorare, le opere da realizzare, il porto, il decoro urbano, le periferie, il lavoro e lo sviluppo economico. Se qualcuno vuole trasformare ogni questione istituzionale in una campagna elettorale permanente è una sua scelta. Io continuerò a fare il Presidente del Consiglio Comunale, garantendo il rispetto delle regole, delle minoranze e della dignità dell’Aula. Perché le istituzioni passano, le persone cambiano, ma il rispetto delle istituzioni deve rimanere sempre. E da questo principio non intendo arretrare di un millimetro”.

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