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    La partita a scacchi
    Trapani, Palazzo Cavarretta: la consigliera La Barbera riscopre il centrodestra e lascia la maggioranza
    Rino Giacalone6 Giugno 2026 - Politica
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  • claudia la barberaPolitica

    Trapani – di Rino Giacalone – A Palazzo Cavarretta ancora novità tra i seggi consiliari. L’opposizione ha raggiunto quota 13, la coalizione di governo adesso conta 10 consiglieri, resta senza collocazione un solo consiglieri, Ciccio Briale.
    L’ultima seduta consiliare ha infatti registrato l’uscita della consigliera Claudia La Barbera dal gruppo “Trapani al centro” che ha come riferimento l’assessore Peppe La Porta.

    E’ stata nominata coordinatrice comunale di “Sud chiama Nord”, il movimento politico del sindaco di Taormina e deputato regionale Cateno De Luca. Contemporaneamente ha comunicato l’adesione al gruppo Trapani 2028, che ha aggiunto alla sua denominazione anche “Sud chiama Nord”, il più incaponito contro il sindaco Tranchida. Con De Luca si schierano oltre che la consigliera La Barbera anche Salvatore Daidone e Sonia Tumbarello, gli altri componenti del gruppo sono Tore Fileccia (Futuro) e Silvestro Mangano (ex Amo Trapani di Guaiana e che per adesso non ha aderito ad alcun partito o movimento).

    Il cambio di casacca della La Barbera non è una novità. Il suo è un ritorno nel centrodestra: esordì in politica nel 2017 candidandosi al fianco dell’ex sindaco Fazio, poi aderì a Forza Italia e fu eletta in aula nel 2018, candidata alle regionali 2023 con l’Mpa di Lombardo e Papania, nello stesso anno passò col fronte opposto, candidata nella lista civica di La Porta e quindi a sostegno di Tranchida. Spesso silenziosa, in aula giuoved’ ha parlato a lungo, spiegando le ragioni della rottura contro Tranchida e Giunta. Sullo sfondo però i posizionamenti, quasi da partita a scacchi. A Palazzo Cavarretta da qualche tempo sembra di assistere a movimenti da scacchiera, tanti a cercare lo “scacco matto”, ma il sindaco ha detto chiaramente che le strategie d’aula non sono coa sua, ma potrebbero essere interesse per certi versi dell’autorità giudiziaria.
    Le mosse che si fanno in aula è chiaro che sono in vista della discussione delle proposte di decadenza avanzate per nove consiglieri, tra questi due dell’ex maggioranza, Carpinteri e La Barbera.

    Qualcuno cerca paracadute per evitare danni. Il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo ha convocato per il 9 giugno i capigruppo: in sede di conferenza vuole proporre di calendarizzare il voto dell’aula sul controverso argomento. Ma la cosa non è semplice: se per l’opposizione far decadere i sette consiglieri di maggioranza significa ghiotta occasione per colpire la Giunta, sul tavolo di Mazzeo ci sono due pareri, quello del segretario generale Panepinto che ha messo nero su bianco l’assenza di fondate ragioni per sostenere le proposte di decadenza e poi la nota, che non è nè un parere nè una consulenza, del Dipartimento regionale Autonomie Locali che ha descritto in generale le procedure da seguirsi, senza entrare nel merito semmai ribadendo che l’unico titolato a dar parere è solo e soltanto il vertice apicale del Comune, Panepinto.

    Dai consiglieri della maggioranza intanto c’è stata una nota chiara indirizzata a Mazzeo, il comportamento se seguito sino in fondo costituisce azione che colpisce la rappresentanza elettorale e istituzionale, un voto a favore delle decadenze aprirebbe un contenzioso amministrativo molto doloroso per l’istituzione e la politica.

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