Attualità
Trapani – Ormai le voci dei sopravvissuti si fanno sempre più rare, rendendo urgenti nuove forme di testimonianza. L’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau segna un passaggio cruciale nella trasmissione della memoria dell’Olocausto. Anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci ha voluto ricordare questo giorno. Un invito il suo ad esercitare la “memoria”.
“La memoria è più che mai presente. Gli errori del passato riemergono con nuove forme, nuova sostanza, e ci pongono di fronte alla nostra incapacità di averli compresi e superati per il dolore e la morte che hanno causato. Una società che corre verso la violenza non può occuparsi dei più deboli. E non può difendere e valorizzare le differenze. Omologa, invece, e punta a normalizzare ed a ghettizzare le minoranze. Una società che parla con la lingua delle armi, della sopraffazione, che impone la forza indebolisce i simboli ed il significato del Giorno della Memoria. Non possiamo e non dobbiamo fermarci soltanto a ricordare la Shoah. Serve un salto di qualità nelle nostre riflessioni. Abbiamo il diritto-dovere di costruire un nuovo patto sociale che sia frutto e sintesi di libertà, di rispetto e di dialogo. La storia è complessa e non va piegata sulle esigenze della cronaca. Deve invece esserne argine. Le categorie di vittima e di carnefice non sono standardizzate, le dinamiche del tempo non consentono di tracciarne una netta linea di confine. C’è un solo antidoto, una sola alternativa: la democrazia. Con i suoi ideali universali, con le sue procedure equilibrate e condivise, con i suoi poteri legittimati dalla loro stessa separazione. L’Olocausto è storia ma anche monito per il futuro. Il Giorno della Memoria è un ricordo solenne che ci chiama a raccolta per costruire processi di Pace con un nuovo umanesimo”.
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Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto. Questa data è stata scelta perché il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, simbolo della Shoah. Il Giorno della Memoria è dedicato al ricordo dei milioni di ebrei, oltre a rom, sinti, disabili, oppositori politici, omosessuali e altre vittime perseguitate e sterminate dal regime nazista e dai suoi alleati. L’obiettivo della giornata è quello di mantenere viva la memoria storica affinché tragedie simili non si ripetano mai più, promuovendo la riflessione sui valori di libertà, giustizia e rispetto per tutte le persone.
In questa giornata voggliamo parlarvi di Liliana Segre che è una figura emblematica del nostro tempo, una donna che ha trasformato un passato di sofferenza in un messaggio universale di pace, tolleranza e memoria.
Nata a Milano il 10 settembre 1930, Liliana aveva solo 13 anni quando fu deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Il suo numero di matricola, 75190, inciso sulla pelle, è diventato un simbolo indelebile di una tragedia collettiva che ancora oggi risuona nelle coscienze di chi vuole comprendere e ricordare.
Sopravvissuta agli orrori della Shoah, Liliana ha fatto della sua esperienza un potente strumento di testimonianza. Per anni, il dolore le ha impedito di parlare, ma dal 1990 ha deciso di condividere la sua storia, guidata dalla consapevolezza che la memoria è l’antidoto più efficace contro l’odio e l’indifferenza. Le sue parole, cariche di emozione e dignità, sono rivolte soprattutto ai giovani, ai quali ricorda l’importanza di resistere a ogni forma di discriminazione e razzismo.
Nel 2018, Liliana Segre è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un riconoscimento al suo impegno civile e morale. In questa veste, continua a lottare contro l’odio, promuovendo iniziative per il dialogo e la comprensione reciproca. La sua voce non si limita a narrare il passato, ma si erge come monito per costruire un futuro migliore.
Il Giorno della Memoria, istituito il 27 gennaio, data della liberazione del campo di Auschwitz nel 1945, è un momento cruciale per ricordare le vittime dell’Olocausto e riflettere sui pericoli della negazione e del revisionismo storico. In questa giornata, le parole di Liliana Segre assumono un significato ancora più profondo. La sua testimonianza ci invita a non voltare lo sguardo di fronte alle ingiustizie, a coltivare la memoria come patrimonio collettivo e a educare le nuove generazioni alla responsabilità e alla solidarietà.
“Non sono una persona straordinaria, sono solo una donna che ha scelto di vivere,” ha dichiarato Liliana Segre in diverse occasioni. Eppure, il suo coraggio, la sua resilienza e la sua capacità di trasformare il dolore in una lezione universale la rendono un esempio straordinario di umanità.
Il Giorno della Memoria è anche un appello a mantenere viva la consapevolezza storica per contrastare i nuovi volti dell’intolleranza. Liliana Segre, con la sua vita e le sue parole, è una luce che illumina questo cammino, ricordandoci che la memoria è il ponte tra il passato e il futuro.
leggi il racconto di Liliana segre Matricola-75190
Tratto da Memoranda. Strumenti per la giornata della memoria, a cura di D. Novara, edizioni la meridiana,Molfetta, 2003