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Trapani – di Rino Giacalone – L’ex sindaco di Trapani, avvocato Girolamo Fazio, ribadisce il ritorno in campo e rivendica l’assenza di ostacoli giuridici. Ma la confisca di 100 mila euro e l’annunciato ricorso in Cassazione, deciso pare lunedì sera dopo un consulto con i suoi avvocati, pongono interrogativi che meritano risposte chiare.
La prescrizione chiude un procedimento penale, ma non necessariamente il dibattito pubblico. Soprattutto quando, come nel caso di Mimmo Fazio, si annuncia una nuova candidatura a sindaco di Trapani dopo una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente il suo percorso politico. Nel video diffuso ieri mattina sui social, viene da dire quasi a reti unificate, stile quello che fece il cavaliere Berlusconi nel 1994, l’ex sindaco sostiene che la sentenza non avrebbe accertato fatti a suo carico, ribadisce l’assenza di ostacoli giuridici alla candidatura e annuncia l’intenzione di impugnare la decisione in Cassazione.
Se la sentenza non ha accertato nulla a suo carico, come sostiene, che cosa vuole impugnare in Cassazione? Quali passaggi della decisione ritiene ingiusti o pregiudizievoli? E perché chiedere un nuovo pronunciamento se l’esito della prescrizione viene presentato come sufficiente a chiudere ogni questione?
Avrebbe potuto tranquillamente opporsi alla prescrizione e continuare la sua difesa nelle aule di Tribunale. Invece no, l’ha accettata tranne poi annunciare ricorso contro. C’è poi la confisca diretta di 100 mila euro, rimasta confermata in appello, mentre è stata revocata la distinta confisca per equivalente collegata alle statuizioni civili. Non sono provvedimenti sovrapponibili, né la confisca equivale automaticamente a una condanna penale definitiva. Ma una misura patrimoniale confermata dalla Corte ha una motivazione giuridica precisa.
Perché, dunque, quei 100 mila euro restano confiscati? Qual è la ragione indicata dai giudici e come si concilia questo dato con la dichiarazione secondo cui la sentenza non avrebbe accertato alcun fatto? È su questo punto, atti alla mano, che sarebbe opportuno fare chiarezza.
La differenza tra prescrizione e assoluzione nel merito non è un cavillo per specialisti. È una distinzione fondamentale che non può essere cancellata dalla comunicazione politica, né utilizzata per suggerire conclusioni che la decisione giudiziaria non contiene.
Fazio ha diritto di candidarsi, se in possesso dei requisiti di legge. E saranno gli elettori a decidere se affidargli nuovamente la guida della città. Ma l’assenza di impedimenti giuridici risponde a una domanda diversa da quella che riguarda la fiducia dei cittadini. Chi invoca franchezza e sincerità dovrebbe essere pronto a confrontarsi anche con le domande scomode. Non basta dichiarare che la strada verso la candidatura è libera: occorre spiegare quali aspetti della vicenda giudiziaria restano contestati e perché.
Trapani non ha bisogno di processi mediatici, ma nemmeno di verità semplificate. Ha bisogno di fatti, chiarezza e risposte verificabili. Prima di chiedere ai trapanesi via social di tornare a fidarsi, Fazio chiarisca due punti: che cosa contesta esattamente in Cassazione e perché la confisca di 100 mila euro è rimasta confermata. Se la sua posizione è così limpida come afferma, rispondere nel merito dovrebbe essere il modo più convincente per dimostrarlo.
Non è una condanna anticipata. È una richiesta di trasparenza. E per chi aspira a diventare nuovamente sindaco, non dovrebbe essere una richiesta difficile da comprendere.