Economia
Trapani – “Un plauso alle fiamme gialle, l’operazione che hanno condotto in provincia di Trapani, conferma che serve un contrasto ancora più efficace al lavoro nero, allo sfruttamento nei campi e al caporalato, e azioni mirate a diffondere la cultura della legalità in un settore così strategico per il territorio. Noi siamo pronti a discuterne nel corso del tavolo prefettizio sul settore agricolo attivato”.
Lo affermano i segretari generali di Fai Cisl Palermo Trapani Massimo Santoro, Flai Cgil Trapani Giovanni Di Dia e Uila Uil Trapani Leonardo Falco, commentando l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Marsala, nell’ambito del piano provinciale di contrasto al lavoro sommerso, scoprendo 19 lavoratori irregolari in tre aziende agricole, su 40 lavoratori identificati, 15 sono risultati completamente privi di contratto e di tutele previdenziali e assicurative. Altri 4 lavoratori venivano retribuiti in contanti.
“Purtroppo a Trapani e la sua provincia, le percentuali di lavoro nero in agricoltura superano il 30 per cento, spesso mancano completamente le tutele e questo non solo comporta stipendi bassi e sfruttamento ma anche mancata applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Perché senza l’applicazione dei contratti nazionali, i lavoratori sono completamente allo sbaraglio, senza forme di tutela”.
“Bisogna inoltre fare gli opportuni controlli sulle aziende e accertare la presenza di tutti i requisiti previsti per legge per accedere ai fondi destinati al settore; aziende che non devono applicare i contratti pirata creando una concorrenza sleale con le aziende sane che rispettano le regole, che non devono far superare la soglia massima di ore di lavoro nei campi, che rispettino il decreto sullo stress da calore e che privilegino il lavoro di qualità, sicuro e legale”.