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    Fileccia: “Trapani merita altro. Per questo non ho intenzione di fermarmi”
    Redazione18 Settembre 2026 - Politica
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    Trapani – Dopo la seduta fiume del consiglio comunale del capoluogo arriva una nota anche del consigliere Salvatore Fileccia che chiarisce la sua posizione, la sua delusione, la sua amarezza per lo svolgimento dei lavori d’aula, ma alla fine sottolinea: “Sono qui assumendomi ogni responsabilità politica delle mie posizioni e delle mie battaglie”.

    Ecco cosa scrive…
    “Esco dalla seduta del Consiglio comunale del 16 settembre con un sentimento di profonda amarezza, ma con una determinazione ancora più forte. Amarezza perché quella seduta ha mostrato, ancora una volta, quanto possa essere distante la politica dei proclami dalla politica dei fatti.
    Ho preso atto, con grande delusione, che una parte di quella che viene raccontata come “opposizione” sembra essere opposizione soltanto a parole. Penso, in particolare, al comparto di Amo Trapani, protagonista ormai di una perenne rappresentazione politica nella quale la trama sembra cambiare soltanto nei dettagli, mentre il copione resta sempre lo stesso. Per anni abbiamo ascoltato Giuseppe Guaiana presentarsi come oppositore. Oggi, invece, assistiamo a interlocuzioni e accordi che, nei fatti, finiscono per garantire una sponda ai consiglieri della maggioranza interessati dai procedimenti di decadenza.

    È una delusione totale, sul piano personale e politico. E credo che dopo vent’anni di politica e di consenso elettorale sia legittimo chiedersi quale sia stato il risultato politico concreto di questo lungo percorso. Entrare nell’aula consiliare non può essere considerato il traguardo della politica: dovrebbe essere il punto di partenza per incidere, costruire e assumersi responsabilità. A mio giudizio, proprio questa incapacità di trasformare il consenso in un progetto politico compiuto rappresenta il limite più evidente di un’esperienza che, nonostante i numerosi consensi raccolti negli anni, non è mai riuscita ad affermarsi pienamente.

    Ma la mia amarezza riguarda anche lo svolgimento dei lavori d’aula.

    Il 16 settembre si è votato sulle modalità di voto e, proprio per questo, ritengo indispensabile fare piena chiarezza su ciò che è accaduto successivamente. Il voto segreto, richiesto e sostenuto come strumento di garanzia, è apparso a molti come un possibile paravento a tutela di alcuni consiglieri. Eppure, dopo una votazione dell’aula sulle modalità di voto, siamo arrivati a una gestione della votazione che, nei fatti, è stata effettuata in forma palese, accompagnata da precise direttive sulla procedura. È necessario verificare se tutto ciò sia avvenuto nel pieno rispetto del Regolamento del Consiglio comunale e delle prerogative dell’aula.

    A rendere ancora più surreale il clima è stata anche una frase pronunciata pubblicamente dal Segretario durante la seduta: «Ho più nemici qua che là». Non entro nel merito delle motivazioni personali di quella frase. Ma credo che un’aula consiliare debba essere il luogo della serenità istituzionale, del rispetto reciproco e dell’imparzialità delle procedure.

    E poi ci sono le aggressioni verbali.

    Durante la seduta ho ricevuto attacchi e aggressioni verbali che considero inaccettabili. Non perché la politica debba essere priva di scontro — lo scontro politico è fisiologico e persino necessario — ma perché il confronto può essere duro senza diventare offensivo. Quando chi amministra una città sceglie l’aggressione personale invece della forza delle argomentazioni, a mio avviso, si abbassa inevitabilmente il livello del dibattito istituzionale.

    Trapani merita altro. Per questo non ho intenzione di fermarmi. Ho già presentato una richiesta di differimento della seduta del 21 settembre 2026, affinché prima di procedere oltre possano essere forniti tutti i necessari chiarimenti sulle modalità con cui si è svolta la precedente votazione e possa essere verificata, dalla Presidenza del Consiglio, la piena regolarità e validità della procedura adottata. Non chiedo scorciatoie. Chiedo chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole. Perché quando si decide sulla permanenza in carica di un consigliere comunale non possono esistere zone grigie, interpretazioni politiche o procedure poco chiare.

    E allora lo dico con estrema chiarezza: io sono qui. Sono qui palesemente, non segretamente. Sono qui assumendomi ogni responsabilità politica delle mie posizioni e delle mie battaglie. E resto convinto che quei consiglieri che, a mio giudizio, sono decaduti e che continuano ancora oggi a rappresentare una stampella politica dell’amministrazione del Sindaco Giacomo Tranchida, non possano diventare il simbolo di un sistema nel quale le maggioranze si salvano attraverso accordi e giochi di equilibrio.

    La mia posizione è chiara. La mia faccia è scoperta. Il mio voto è pubblico.E la mia battaglia politica continuerà, dentro e fuori dall’aula, nel rispetto delle istituzioni ma senza arretrare di un millimetro.

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