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    Libero Consorzio, Quinci replica al consigliere Laura Barone: «Il programma è l’unico cemento politico»
    Redazione15 Ottobre 2026 - Politica
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    Trapani – La decisione del consigliere Laura Barone di rinunciare alle deleghe ricevute e di collocarsi all’opposizione offre l’occasione per fare chiarezza sul metodo amministrativo adottato dalla Presidenza dei Liberi Consorzi Comunali e sulle scelte politiche che ne hanno accompagnato il percorso.

    Il presidente Salvatore Quinci in una nota precisa «innanzitutto che Barone non è mai stata nominata assessore, dal momento che i Liberi Consorzi Comunali non prevedono una Giunta. Le deleghe assegnatele – Lavori pubblici, Infrastrutture, Patrimonio e Protezione civile – non comportano poteri esecutivi, ma costituiscono strumenti di supporto e collaborazione all’attività amministrativa».

    «Le deleghe le sono state assegnate per aver condiviso il progetto politico-elettorale,  ma soprattutto per le sue competenze», sottolinea il presidente Quinci, rivendicando un metodo fondato sull’apertura, sul dialogo e sulla valorizzazione delle professionalità, al di là degli schieramenti politici. Tra gli esempi della collaborazione con il consigliere viene citata la vicenda dell’immobile “La Funtanazza” di Alcamo.

    Nel chiarire le ragioni di questo approccio, il presidente Quinci, richiama anche la scelta di Barone di lasciare il Movimento Cinque Stelle per aderire a Controcorrente, una decisione che, viene evidenziato, non ha dato luogo a richieste di chiarimento o contestazioni sulla coerenza politica. Una scelta rimasta distinta dall’accordo che ha consentito di vincere le elezioni di secondo livello.

    «C’è un solo cemento politico, il programma, ed è l’unica discriminante», è il principio ribadito dalla Presidenza, che respinge le interpretazioni volte a sovrapporre le appartenenze politiche personali all’azione amministrativa.

    Nel mirino anche le letture che collegano l’adesione a Sud Chiama Nord, movimento civico, autonomista e progressista, a un presunto cambiamento dell’indirizzo di governo dei Liberi Consorzi. Quinci, definisce un errore, se commesso in buona fede, confondere la scelta politica con l’attività amministrativa, mentre parla di strumentalizzazione quando tale sovrapposizione viene utilizzata per alimentare polemiche.

    Viene inoltre respinta la ricostruzione dell’accordo tecnico e parlamentare tra Sud Chiama Nord e Fratelli d’Italia come intesa politica. Secondo Quinci, il movimento si presenterà con una propria lista alle elezioni politiche ed è impegnato nella costruzione di quello che viene definito il «Partito dei Sindaci e dei territori».

    Un altro chiarimento riguarda il rapporto con il Governo regionale. La scelta di aderire a Sud Chiama Nord, viene sottolineato nella nota, «non equivale a un sostegno all’esecutivo siciliano». Resta infatti centrale la critica alla Regione, accusata di non aver dato risposte adeguate sul futuro dei Liberi Consorzi Comunali e di aver mostrato incertezze sul sostegno finanziario agli enti.

    Una posizione che la Presidenza definisce costruttiva e non ideologica, richiamando anche l’obiettivo del movimento di puntare a un «Governo di Liberazione in Sicilia».

    Sul piano amministrativo, viene confermata la volontà di proseguire lungo un percorso che comprende il Piano strategico, il Tavolo permanente sull’agricoltura, il rilancio degli istituti scolastici, le sfide infrastrutturali e l’istituzione della Polizia provinciale. Un programma che, secondo il presidente Salvatore Quinci, è stato costruito anche con il contributo delle diverse forze consiliari, senza contrapposizioni pregiudiziali tra maggioranza e opposizione.

    La conclusione è un’apertura al confronto sulla coerenza politica, accompagnata dalla rivendicazione di un civismo legato ai territori e non alle segreterie di partito.

    «Siamo pronti ad accettare il confronto sulla coerenza, in qualsiasi sede, sicuri di poterlo affrontare a testa alta», è il messaggio finale del presidente del Libero Consorzio, che rivendica una storia politica trasparente e un metodo pragmatico, lontano – viene affermato – dalle logiche di potere denunciate a parole ma praticate nei fatti.

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