Politica
Trapani – Palazzo Cavarretta mette da parte questioni serie e approda ad affrontare il nodo delle decadenze. Tre assenze consecutive per le quali la giustificazione politica per l’opposizione non regge. Colpiti dalla proposta Patti, Genco, Guaiana, Grignano e Parisi. Quest’ultimo oggi manda a dire che…
Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale Giovanni Parisi
Ad oggi non sono intervenuto pubblicamente sulla vicenda della decadenza. Ma, considerata la prossimità della seduta del16 settembre, credo sia giusto spendere qualche parola e porre alcune domande.
Personalmente ritengo che, a questo punto, la vicenda abbia assunto sempre più i contorni di una questione personale, e non più esclusivamente politica o amministrativa.
Se così non fosse stato, probabilmente il quadro sarebbe rimasto diverso, soprattutto se due dei consiglieri inizialmente coinvolti nella procedura, Carpentieri e La Barbera, non fossero stati sottratti alla decadenza dopo il loro passaggio all’opposizione.
Ed è proprio su questo che mi pongo una domanda, semplice ma doverosa: i due consiglieri in questione voteranno a favore della decadenza? È una domanda alla quale, evidentemente, avremo modo di dare una risposta il prossimo 16 settembre.
C’è poi un’altra questione che non può essere ignorata: portare in Aula una delibera che presenta, oggettivamente, profili di illegittimità, come evidenziato anche dal parere del Segretario, è una scelta che merita una seria riflessione.
Esistono numerose sentenze, pronunce dei Tribunali e dei TAR che, su questioni analoghe, sembrano andare nella stessa direzione. E allora è legittimo chiedersi: perché si è deciso comunque di proseguire?
C’è inoltre un ulteriore elemento che ritengo importante sottolineare. Durante la Conferenza dei Capigruppo, la delibera in questione sarebbe stata approvata con12 voti favorevoli e non 13. Nonostante ciò, il Presidente ha scelto di proseguire ugualmente con la procedura di decadenza, assumendosene la responsabilità.
A questo punto una domanda sorge spontanea: se questa procedura dovesse domani produrre danni o comportare richieste di risarcimento, chi ne risponderà?
E poi c’è un ultimo aspetto, che riguarda direttamente la dimensione politica della vicenda.
Alle ultime elezioni ho ottenuto585 voti. Un consenso importante, costruito attraverso il rapporto diretto con le persone e con il territorio. Capisco che numeri del genere possano fare paura e non escludo che, dietro questa vicenda, possa esserci anche il tentativo di ridimensionare il mio consenso e la mia presenza politica.
Se qualcuno pensa che questo sia il modo per cancellare 585 voti, però, si sbaglia.
Il consenso non si cancella con una procedura amministrativa. Il consenso si conquista ogni giorno, tra la gente, e sarà la gente a giudicare.
Non si tratta di fare polemica a tutti i costi. Si tratta di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e, soprattutto, di tutelare l’istituzione, il Consiglio comunale e i cittadini.
Il16 settembre non sarà soltanto una seduta sulla decadenza. Sarà anche l’occasione per capire quali siano le reali motivazioni di determinate scelte, chi se ne assumerà la responsabilità e, soprattutto, se dietro una vicenda apparentemente amministrativa ci sia anche una precisa volontà politica