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    Maggioranza: “l’opposizione sia coerente. Hanno bloccato il Comune, ora votino la sfiducia!”
    Trapani: il dopo voto su Pef e Tari. Giunta e consiglieri che la sostengono lanciano la sfida all'opposizione
    Redazione2 Agosto 2026 - Politica
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    Trapani – Alla richiesta di dimissioni del sindaco Giacomo Tranchida, sollevata dall’opposizione, è ferma la risposta degli assessori della giunta e dei consiglieri della coalizione: “Con quale coraggio – scrivono gli assessori Rosalia D’Alì, Giusy Ilenia Poma, Giuseppe Pellegrino, Andrea Genco, Vincenzo Abbruscato, Andrea Vassallo, Giulia Passalacqua, Giuseppe Virzì, Giuseppe La Porta e i consiglieri Giuseppe Peralta, Daniela Barbara, Salvatore Braschi, Giovanni Parisi, Angela Grignano, Monica Desideri, Vincenzo Guaiana e Marzia Patti – l’opposizione chiede le dimissioni del sindaco Tranchida e della sua amministrazione, dopo aver scelto oggi di bloccare l’attività amministrativa con la loro assenza in aula, facendo decadere i termini per l’approvazione del PEF Prima paralizzano, poi puntano il dito. Prima si sottraggono alle proprie responsabilità, poi chiedono agli altri di dimettersi”.

    Per la coalizione che governa la città l’opposizione non deve chiedere le dimissioni ma fare quello che dicono da voler fare da tempo: “Se davvero ritengono che questa amministrazione debba andare a casa, smettano di nascondersi dietro le assenze e portino in aula la mozione di sfiducia. Dalla stampa apprendiamo che il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo avrebbe predisposto una mozione di 17 pagine e 26 punti. Bene. Ma allora cosa aspettano? Si misurino, finalmente, con le proprie responsabilità e con il giudizio dei cittadini”.

    Grave il danno arrecato: ” Hanno scelto di non approvare PEF e TARI, atti fondamentali per il corretto funzionamento della macchina amministrativa, determinando un danno alle casse comunali che rischia di ricadere, ancora una volta, su tutti noi cittadini. Sarà la città, la nostra comunità e tutti i cittadini a pagare le conseguenze. Hanno dimostrato di avere i numeri per bloccare l’amministrazione, hanno la mozione di sfiducia pronta a prima firma del loro leader, il Presidente del Consiglio Alberto Mazzeo – che se avesse un minimo “punto in faccia” dovrebbe dimettersi e lasciare la presidenza – e chiedono all’amministrazione del sindaco Tranchida di tradire il mandato con i propri elettori? Ci chiediamo: perché non portano quella mozione in aula? Noi un mandato lo abbiamo ricevuto ed intendiamo rispettarlo fino in fondo, senza scorciatoie e senza sottrarci alle nostre responsabilità. Loro hanno una possibilità semplicissima: portare la mozione in Consiglio, votarla e, se approvata, restituire la parola ai cittadini. Potrebbero riportare tutti noi al voto.

    Potrebbero misurarsi democraticamente con il consenso. Eppure, sfuggono”.

    Alcuni consiglieri dell’opposizione ieri hanno dato sfogo alle loro parole sui social: “Si celano dietro articoli, post facebook conditi da becera propaganda. Hanno voluto dimostrare a tutti noi

    che sono più grossi, più bravi e più astuti. Benissimo! Se sono davvero convinti delle loro ragioni, siano coerenti fino in fondo e si assumano le proprie responsabilità davanti alla città. Presentino la mozione di sfiducia. La portino in Aula. Nel frattempo, noi continueremo a combattere con le difficoltà economiche, comprese quelle create oggi al bilancio dalla loro assenza, per fronteggiare le esigenze della nostra città. Il resto sono soltanto propaganda e spicciolo populismo”.

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