Cronaca
Palermo – Il gip del tribunale di Palermo Claudia Rosini ha respinto le ulteriori sedici misure cautelari (9 arresti in carcere e 7 domiciliari) chieste dalla Dda nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri che all’alba dello scorso 23 luglio ha condotto dietro le sbarre dodici tra presunti affiliati e boss della cosca mafiosa di Petrosino.
In totale gli indagati sono 40. Le 16 misure cautelari respinte dal gip Rosini erano quelle condizionate all’interrogatorio preventivo e riguardavano, per l’eventuale custodia cautelare in carcere, Pietro Giuseppe Centonze, Antonino Stassi, Francesco Genna, Flavio Raineri, Cristian Alagna, Antonino Scarpitta, Renato Casano, Simone Mandalà e Antonio Riti, e per gli eventuali arresti domiciliari con braccialetto elettronico Baldassare Salvatore Incalcaterra, Andrea De Vita, Gaspare Ingrassetto, Tommaso Brignone, Francesco Kevin Graffeo, Fabio Scandaliato e Marta Piccoli.
Per questi sedici indagati, però, fermo restando le accuse contestate dai pm della Dda, secondo il gip Rosini non sussistono le esigenze cautelari. I dodici già in carcere sono il presunto reggente Marco Buffa, di 53 anni, già detenuto in quanto arrestato e condannato in precedenti indagini per mafia, Kevin Favara, di 24 anni, Vito Salvatore Licari, di 32, genero di Buffa, Nicola Russo, di 42, Antonino Maltese, di 55, Vincenzo Daniele Favara, di 20, Vincenzo Favara, di 47, Marcello Chirco, di 49, Nicoletta Puccio, di 44, Samuele Mario Porto, di 25, Enrico Giurintano, di 32, e Vincenzo Piero Li Vigni, di 22. Secondo l’accusa (a coordinare l’indagine sono stati i pm Pierangelo Padova, Bruno Brucoli e Federica Scuderi), la cosca esercitava il controllo del territorio attraverso intimidazioni e violenza, ricavando risorse economiche da una serie di attività illecite.
Durante l’attività investigativa erano già state arrestate in flagranza cinque persone, mentre altre due erano state denunciate. I militari hanno, inoltre, sequestrato 156 grammi di cocaina, due fucili, una pistola e 23 cartucce, ricostruendo anche l’approvvigionamento di circa 1,2 chilogrammi di cocaina, sei chilogrammi di hashish e 130 grammi di crack.