Cronaca
San Vito Lo Capo – “Che il Signore ti accolga nella sua luce, nella sua pace e che tu possa continuare a vegliare su tutti. Non è un addio, è una preghiera, una speranza, un arrivederci nell’abbraccio eterno del Padre. Grazie per avermi amata così tanto. Grazie per ogni sorriso, grazie per ogni abbraccio, per ogni parola dolce. Grazie per essere stato il marito che sei stato e per avermi regalato gli anni più belli della mia vita. Ti amerò per sempre, amore mio”. È il saluto straziante di Maddalena la moglie di Davide Anselmo alla fine del funerale celebrato ieri mattina nel Santuario di San Vito Martire a San Vito Lo Capo. Ieri per l’ultimo saluto a Davide morto a 45 anni, nel corso di un intervento di manutenzione nel depuratore, c’erano tantissime persone, dentro e fuori il Santuario. Parenti, amici, gente rimasta colpita dall’ennesima morte sul lavoro e che non ha voluto lasciare da soli i familiari di Davide ricordando quanto lui ha saputo dare agli altri.
Un impegno e una disponibilità che è stata lungamente rimarcata nel corso dell’omelia da don Gaetano Costa. “Oggi siamo qui per Davide nel suo ultimo viaggio terreno e lo facciamo con il cuore ferito, con tante domande, forse anche con un senso di smarrimento e di incredulità. Una morte improvvisa – ha detto don Gaetano – avvenuta mentre svolgeva il proprio lavoro e che ci mette davanti alla fragilità della nostra vita e ci ricorda quando sia prezioso ogni giorno che ci viene donato. Lo abbiamo detto in tanti, Davide era un uomo buono, un uomo disponibile, generoso, capace di esserci quando qualcuno aveva bisogno. E forse è proprio questo il ricordo più bello che possiamo custodire di lui, la sua vita verso gli altri”. E poi ha proseguito: “Ci sono momenti in cui anche la fede rimane in silenzio davanti al mistero della morte. Ma una cosa possiamo dirla, Davide non è morto troppo presto perché la sua vita sia stata incompiuta. Davide di bene ne ha seminato. Lo ha fatto attraverso la sua presenza, la sua disponibilità, il suo modo di esserci”.
“MacGyver” lo chiamavano, riferendosi al famoso personaggio della tv, perchè risolveva ed aggiustava tutto, sempre pronto per gli altri come racconta la cugina Alessandra: “Davide è e sarà sempre una persona meravigliosa che si è sempre dato completamente alla comunità. Non c’è, credo, una persona sulla terra che l’abbia conosciuto e che non l’abbia amato”. Svolgeva volontariato da anni in una associazione di Macari dove viveva con la famiglia. Prima della tragedia aveva espresso il desiderio che venisse restaurata la facciata della chiesetta di Macari, per questo è partita una raccolta fondi, l’augurio che tutti si fanno è che quel desiderio si possa esaudire nel nome di Davide.
Rimangono ancora tanti punti da chiarire su questa morte così come su quella di Francesco Bulgarella l’autista soccorritore del 118 intervenuto per soccorrere Davide in contrada del Secco al depuratore. L’indagine della procura continua mentre il depuratore resta sottosequestro ma funzionate. Elementi decisivi si attendono dalle due autopsie: l’ipotesi più probabile è che Davide sia stato ucciso dalle esalazioni tossiche sprigionatesi all’interno di quella vasca dentro la quale era entrato. Mentre Bulgarella sarebbe stato stroncato da un malore. La famiglia di Davide ha nominato un avvocato ed un perito per capire com’è stato possibile che il loro congiunto non abbia fatto ritorno a casa dopo una giornata di lavoro come altre.