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    Inchiesta Liberty Lines. Cassazione respinge ricorso Procura di Trapani
    Liberty Lines, attraverso i propri legali fin da subito “come i provvedimenti adottati siano risultati sproporzionati rispetto ai fatti contestati”
    Laura Spanò21 Aprile 2026 - Cronaca
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  • palazzo della cassazioneCronaca

    Trapani – La Cassazione dice no al ricorso della Procura di Trapani sulle misure cautelari disposte lo scorso mese di novembre a sette indagati della Liberty Lines, coinvolti nell’indagine che ha investito amministratori e manager della Compagnia di Navigazione, con sede ora a Napoli. Il Riesame tra gennaio e marzo, nel corso di diversi pronunciamenti aveva infatti cancellato l’ordinanza del gip di Trapani Massimo Corleo il quale, aveva applicato i divieti di dimora a Trapani e Milazzo e le misure interdittive per Alessandro Forino, Gennaro Cotella, Anna Alba, Gianluca Morace, Marco Dalla Vecchia, Giancarlo Licari e Nunzio Formica. Nell’inchiesta sono però complessivamente 46 gli indagati per presunti reati di truffa, frode, corruzione, attentato alla sicurezza dei trasporti.

    La Procura di Trapani che ha coordinato l’inchiesta effettuata dalla guardia di finanza, contro tali decisioni aveva presentato ricorsi. Ieri mattina la Cassazione ha reso noto di avere respinto il ricorso della Procura, circa l’applicazione delle misure cautelari personali. Il prossimo mese è invece prevista l’udienza relativa al ricorso sulle interdittive e sul sequestro del complesso aziendale della compagnia di navigazione Liberty Lines. Dopo le revoche delle misure cautelari personali infatti era sopraggiunto il provvedimento da parte del Tribunale del riesame delle misure reali che aveva revocato anche il sequestro della società armatoriale disposto nell’ambito della medesima inchiesta.

    L’indagine delle fiamme gialle

    L’indagine delle fiamme gialle si era concentrata su presunte avarie ai mezzi navali, che sarebbero rimaste nascoste. Nell’annullare il provvedimento originario il Riesame di Trapani che ha disposto il dissequestro ha riconosciuto anche che la flotta della Liberty Lines si è rinnovata nel periodo successivo a quello dell’indagine: “… molte delle navi – si legge – sono state cedute o dismesse… l’acquisto di nove nuove navi consente di affermare che circa la metà dei mezzi in cattivo stato di manutenzione sono stati sostituiti…”. La Procura nel ricorso alla Cassazione scrive in opposizione: “Dalle memorie difensive si evince che solo due navi coinvolte nelle avarie sarebbero state vendute o dismesse, rispetto ai 23 aliscafi oggetto di indagine”. Sullo stato della flotta, i pm di Trapani, evidenziano ai giudici della Cassazione che “nel solo mese di sequestro gli amministratori giudiziari hanno rilevato 16 avarie e 23 corse annullate, ovvero più della metà totale di avarie dichiarate nei primi otto mesi del 2025”. La Procura indica ancora ai giudici della Cassazione i dati acquisiti nel periodo in cui la Liberty Lines è stata gestita da amministratori giudiziari: “nel mese di sequestro è emerso che una sola avaria ha provocato l’annullamento di nove corse”.

    La società Liberty Lines

    Dal canto suo, Liberty Lines, insieme ai suoi lavoratori, equipaggi e comandanti – professionisti altamente qualificati, con anni di esperienza in mare, nonostante la bufera giudiziaria, ha continuato a perseguire il proprio obiettivo primario: offrire un servizio di collegamento marittimo di eccellenza, attraverso una flotta all’avanguardia e nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza. Fin da subito obiettivo della società di navigazione è rimasto il pieno accertamento dei fatti. Sottolineando attraverso i propri legali fin da subito “come i provvedimenti adottati siano risultati sproporzionati rispetto ai fatti contestati”.

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