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    Il Presidente del LCC di Trapani Salvatore Quinci sulla candidatura MAB UNESCO “Saline di Sicilia”
    Non ci sono spinte anti-ambientaliste, la candidatura è una opportunità che va sfruttata fino in fondo"
    Redazione13 Maggio 2026 - Economia
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  • Salvatore QuinciEconomia

    Trapani – “La candidatura delle “Saline di Sicilia” al programma “MAB- UNESCO Riserve della Biosfera” è chiamata ad attraversare nuove dinamiche. Qualcosa non è andata per il verso giusto. Un progetto importante e di grande prospettiva non può essere condizionato da polemiche e soprattutto da divisioni. Lo spirito unitario non può che essere un elemento distintivo e fondativo”. Lo sottolinea il presidente del Libero Consorzio Comunale Salvatore Quinci.

    “Lo spirito unitario non può che essere un elemento distintivo e fondativo – ribadisce Quinci riconoscendo tuttavia – che qualcosa non è andata per il verso giusto e che è necessario aprire tutte le porte del chiarimento”.

    Il presidente del Libero Consorzio invita “a non soffermarsi sulla scivolosa maglia delle responsabilità o sul risiko delle incomprensioni, ma a concentrarsi invece su un confronto concreto con tutti gli attori coinvolti nel progetto”.

    Al centro dell’intervento di Quinci, le preoccupazioni espresse dal tessuto imprenditoriale legato alle attività portuali e alla produzione del sale. “Criticità” che – secondo il presidente – non possono essere liquidate come semplici resistenze o posizioni di retroguardia. “Si tratta – dice – di critiche reali, costruite con un impianto logico e tecnico che ha profonde radici nella storia e nelle articolazioni portuali”.

    Quinci evidenzia la necessità che il Comitato Promotore, di cui il Libero Consorzio fa parte, ridefinisca la propria strategia per trasformare la candidatura in “patrimonio di tutti gli attori sociali, economici e istituzionali”. Un percorso che, secondo il presidente, non può basarsi su “prove di forza” o “forzature”, considerate inutili e potenzialmente dannose per la stessa natura del progetto.

    Quinci parla di: “Fronte comune”. E poi prosegue: “Non ci sono spinte anti-ambientaliste, la candidatura è una opportunità che va sfruttata fino in fondo ma ha bisogno di delinearsi su un disegno di crescita e di sviluppo di sostanza e di qualità ed in linea con la stessa filosofia del MAB UNESCO: uomo e biosfera. Il Libero Consorzio è coinvolto perché condivide e sostiene la candidatura e perché il progetto fa riferimento anche alla Riserva dello Stagnone di Marsala, area protetta gestita dall’Ente. Di conseguenza intende svolgere un ruolo di primo piano, recuperando, forse, anche qualche ritardo, probabilmente legato al passaggio dalla fase commissariale a quella politica che stiamo affrontando dal mese di aprile dell’anno scorso. Per chiudere: gli operatori portuali e le imprese del sale non sono una controparte, ma una componente del progetto, che va affiancata e garantita rispetto agli aspetti tecnici che ha posto in questi mesi. La candidatura è prestigiosa ma deve essere accompagnata da un valore irrinunciabile, quello della condivisione”.

     

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