Economia
Favignana – Con una nota che porta la firma di Domenico Arabia, Sindaco di Santa Maria Salina, Fabrizio D’Ancona, Sindaco di Pantelleria, Ireneo Giardinello, Sindaco di Leni, Riccardo Gullo, Sindaco di Lipari, Filippo Mannino, Sindaco di Lampedusa e Linosa, Salvatore Militello, Sindaco di Ustica, Giuseppe Pagoto, Sindaco di Favignana – Isole Egadi e Giuseppe Siracusano, Sindaco di Malfa, viene chiesta la sospensione e l’annullamento dell’incremento tariffario sui collegamenti marittimi con le isole minori e l’avvio di un percorso strutturale per la tutela della continuità territoriale.
La richiesta giunge dopo la comunicazione della Società di Navigazione Siciliana S.C.p.A. del 4 agosto 2026, con la quale ha annunciato, a partire da lunedì 10 agosto prossimo l’incremento generalizzato del 18% delle tariffe applicate ai collegamenti marittimi.
Le Amministrazioni comunali manifestano la profonda preoccupazione delle loro comunità isolane per gli effetti che tale misura è destinata a produrre. L’aumento interessa indistintamente passeggeri, residenti, veicoli privati commerciali, incidendo direttamente sulla mobilità delle persone, sull’approvvigionamento delle merci e, conseguentemente, sull’intero equilibrio economico e sociale delle isole di Sicilia, oltre che destinato a perdurare nel tempo. Ai maggiori costi dei carburanti, che sulle isole raggiungono livelli sensibilmente superiori rispetto alla terraferma, si sommano quelli dell’energia, della logistica, dell’approvvigionamento delle merci e, più in generale, di tutti i beni e servizi essenziali, quindi un ulteriore incremento del costo dei collegamenti marittimi produce inevitabili ripercussioni sulle famiglie, sulle imprese, sul comparto turistico e sull’intero sistema economico locale, aggravando una situazione già particolarmente complessa.
“È di tutta evidenza, – si legge nella nota congiunta – come il rincaro annunciato non rappresenti soltanto un aumento del prezzo di un servizio, ma un ulteriore elemento di pressione sulle comunità isolane che affrontano già condizioni strutturalmente più onerose rispetto alla generalità del Paese. La continuità territoriale non può limitarsi a garantire l’esistenza dei collegamenti. Essa deve assicurare che quei collegamenti siano realmente accessibile e sostenibile, perché soltanto in questo modo il principio costituzionale dell’insularità potrà trovare concreta attuazione. Per tali ragioni, è stato chiesto con fermezza alle Autorità Nazionali e Regionali interessate l’immediata sospensione e il conseguente annullamento degli incrementi tariffari annunciati, affinché non ricadano ancora una volta sui cittadini e sulle imprese isolane gli effetti di una situazione che richiede risposte di carattere istituzionale e non esclusivamente tariffario”.
I sindaci rilevano inoltre che se: “periodicamente si ripresentano le medesime criticità, significa che il problema viene affrontato nell’immediato come problema di mercato, ma non definitivamente risolto, invece di essere affrontato come elemento importante di sopravvivenza delle comunità isolane sempre a rischio di spopolamento e di diventare dei “villaggi turistici estivi”. Le famiglie devono poter programmare il proprio futuro, le imprese devono poter investire, gli operatori turistici devono poter competere e organizzare la propria attività senza il timore che, periodicamente, nuove tensioni sul sistema dei collegamenti compromettano gli equilibri economici delle isole. È per queste ragioni che un atto di coraggio da parte delle istituzioni Nazionali e Regionali, quello di affrontare in modo definitivo una questione che non riguarda esclusivamente l’equilibrio economico di una convenzione di servizio, ma investe il diritto delle comunità insulari a poter vivere, lavorare e svilupparsi in condizioni di effettiva parità con il resto del Paese, va fatto subiti per dare certezze alla popolazione delle piccole isole, spesso dimenticata – concludono”.