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    Artigianato. Catania, Palermo e Messina, le province più attive, poi Trapani
    Redazione18 Agosto 2026 - Economia
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    Palermo –   Dai dati aggiornati al 30 giugno 2026 e dal report Movimprese di Unioncamere e InfoCamere relativo al secondo trimestre del 2026, Palermo traina la crescita dell’artigianato siciliano, mentre Catania si conferma la provincia con il maggior numero di artigiani attivi. La provincia di Trapani quarta dopo Messina

    Tra aprile e giugno Palermo registra un saldo positivo di +107 imprese artigiane, oltre la metà del saldo regionale di +211, che porta a 69.814 il numero complessivo delle imprese artigiane attive in Sicilia.

    Il dato sulla consistenza del comparto restituisce invece una classifica diversa. Al 30 giugno 2026 Catania conta 15.451 artigiani attivi, il numero più alto tra le province siciliane. Palermo segue con 14.607, a meno di mille unità, mentre Messina si attesta a 10.779. Più distanti Trapani con 6.459, Ragusa con 5.790, Agrigento con 5.658, Siracusa con 5.189, Caltanissetta con 3.211 ed Enna con 2.841.

    I numeri raccontano quindi due aspetti diversi del sistema artigiano regionale: Catania mantiene il primato per consistenza del comparto, mentre Palermo è la provincia che nel secondo trimestre del 2026 ha registrato la maggiore crescita.

    Il saldo trimestrale mostra infatti una Sicilia a più velocità. Dopo Palermo, che guida con +107 imprese, si trovano Ragusa (+45), Trapani (+34), Agrigento (+32), Siracusa (+24) ed Enna (+6). Catania registra invece un saldo di -26, Caltanissetta di -7 e Messina di -4. Un dato che fotografa esclusivamente la dinamica delle iscrizioni e delle cessazioni nel trimestre e che non va confuso con la consistenza complessiva del tessuto artigiano.

    «I dati più recenti ci consegnano una fotografia che va letta nel suo insieme – dice Mario Leone, direttore Divisione Organizzazione e Economia di CNA Palermo –. Palermo oggi rappresenta il principale motore della crescita, con 107 nuove imprese nel secondo trimestre, mentre Catania resta il principale polo regionale per numero di artigiani attivi. Sono due dati diversi, entrambi importanti, che raccontano la vitalità e il peso che l’artigianato continua ad avere nelle grandi province siciliane».

    Da qui l’invito di CNA Palermo alle associazioni di categoria che rappresentano imprese e artigiani a utilizzare con attenzione dati e statistiche e a fornire una lettura aggiornata dell’evoluzione del comparto.

    «Credo che tutte le organizzazioni che rappresentano il mondo delle imprese abbiano una responsabilità precisa nel modo in cui comunicano i numeri – aggiunge Leone –. Le statistiche sono uno strumento fondamentale, ma devono essere aggiornate, verificate e soprattutto contestualizzate. Un saldo trimestrale racconta una dinamica, il numero degli artigiani attivi racconta la consistenza di un sistema: sono indicatori diversi e non possono essere sovrapposti».

    «Dietro ogni numero – conclude Leone – ci sono persone, investimenti, lavoratori, famiglie e un lavoro costante e incessante. Ci sono imprenditori che ogni giorno aprono la propria attività, affrontano le difficoltà, cercano personale, investono e costruiscono il proprio futuro. Per questo è importante raccontare l’artigianato attraverso dati recenti e completi, capaci di restituire la realtà nella sua evoluzione e senza semplificazioni».

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