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Calatafimi Segesta – Una squadra coesa formata dal sindaco Francesco Gruppuso e dagli assessori: Paolo Fascella, Piera Prosa, Francesco Ferrisi e Antonino Fiorello e con loro anche il consiglio comunale e gli apparati burocratici del Comune di Calatafimi. Questo il gruppo vincente che ha portato al successo e all’ottimo risultato la Festa del SS Crocifisso di Calatafimi. Un gruppo che ha avuto il merito di aver saputo riaccendere l’entusiasmo e la partecipazione attorno ad una tradizione che era stata interrotta per diverso tempo. L’ultima edizione risaliva al 2012.
Finiti i festeggiamenti, il sindaco Francesco Gruppuso traccia un bilancio e parla di risultato storico e del ritorno in vita di una delle manifestazioni più identitarie del territorio. «Omnes unum sint», “che siano tutti una cosa sola”: è da questa frase che parte il messaggio del sindaco, simbolo di una comunità che si è ritrovata compatta attorno a una festa capace di coinvolgere migliaia di persone.
Il sindaco sottolinea la complessità organizzativa dell’evento, con la gestione di circa 18 mila presenze arrivate in città da ogni parte del mondo. La Festa infatti ha richiamato tantissimi emigrati giunti per l’occasione da: Stati Uniti, Canadà, Sud America, Australia, Asia, Nord Europa e Italia. Oltre naturalmente a quanti sono arrivati nei tre giorni che Calatafimi ha dedicato al SS Crocifisso, da diverse città della Sicilia, per godere di questa Festa unica nel suo genere. Una gestione complessa vista anche la presenza di oltre cento animali, carri e mezzi in movimento lungo un percorso urbano caratterizzato da strade tortuose e spesso strette. Una organizzazione resa più impegnativa anche per l’applicazione delle nuove direttive nazionali in materia di sicurezza, che mai prima d’ora erano state messe in atto per questa manifestazione. Direttive e regolamenti con i quali l’amministrazione comunale e il Comitato Festa ha dovuto fare i conti. Tra le scelte adottate, anche quella di destinare una parte degli introiti ai Ceti e al Comitato festa, a sostegno dell’organizzazione.
Un ruolo senza dubbio importante e determinante è quello svolto dall’amministrazione comunale, dagli uffici e dagli organismi coinvolti. L’impegno di funzionari e impiegati è stato notevole per la buona riuscita della manifestazione: dalla pianificazione della sicurezza e dei servizi sanitari, alla gestione della viabilità, dei parcheggi e dei trasporti, fino alla promozione mediatica con dirette streaming e installazione di ledwall. Un impegno che ha richiesto mesi di lavoro intenso e il coordinamento con prefettura, questura, protezione civile, vigili del fuoco e tutte le altre forze dell’ordine.
«Abbiamo lavorato senza sosta – sottolinea Gruppuso – raggiungendo tutti gli obiettivi in appena tre mesi e mezzo, salvaguardando al tempo stesso il bilancio comunale, senza lasciare debiti fuori controllo». «Ringrazio i nostri funzionari comunali (Bonaiuto, Collura, Scandariato, Speciale e Todaro) insieme al Segretario ( Sala), che sono andati ben oltre le normali attività lavorative. A loro ho rivolto i miei personali ringraziamenti e ho avuto modo di apprezzare e constatare l’impegno eccezionale e straordinario profuso per sostenere l’Amministrazione nel raggiungimento di questo obiettivo, sfidante e unico. Si è trattato, a ragion veduta, dell’impegno più importante sotto il profilo burocratico, mediatico, economico e dei rapporti istituzionali, oltre che per i continui confronti nei tavoli tecnici provinciali. Ai consiglieri comunali ed alla Giunta (vicesindaco Paolo Fascella, Francesco Ferrisi, Antonino Fiorello e Piera Prosa) desidero esprimere un grazie particolare, perché se tutto questo è stato possibile lo si deve al loro sostegno politico verso tale sfida: i Consiglieri lo hanno dimostrato con l’approvazione del Bilancio in tempi record a inizio febbraio;
la Giunta Municipale, con gli assessori, attraverso la costante opera di supervisione di tutti gli atti e degli adempimenti dei vari settori, quotidianamente» – sottolinea ancora il sindaco Gruppuso.
Ma ringraziamenti sono andati anche alle associazioni, alla Chiesa, ai volontari e a tutta la comunità, definita il vero motore della manifestazione. Un riconoscimento particolare anche alle forze di supporto provenienti da altri comuni e agli operatori impegnati nel garantire sicurezza e decoro urbano.
«Abbiamo lavorato senza sosta e, in soli tre mesi e mezzo (l’annuncio della festa il 6 gennaio 2026 seguito il giorno successivo dalla richiesta di volontà di organizzarla pervenuta dall’ associazione APS SS Crocifisso a firma dell’avv. Vito Mancuso – a cui va il ringraziamento per l’onere delle responsabilità legate allo svolgimento della festa – da cui è scaturito l’atto favorevole della Giunta Municipale), abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi necessari per la realizzazione dell’evento».
Il sindaco ammette che ci saranno aspetti da migliorare, ma rivendica la buona fede e l’impegno con cui ogni decisione è stata presa, anche quando impopolare. «Abbiamo buttato il cuore oltre ogni ostacolo», afferma, consegnando simbolicamente alle nuove generazioni l’eredità di una festa che rappresenta identità, cultura e appartenenza.
Infine, un pensiero alle persone rimaste ferite nelle giornate dei festeggiamenti. «L’ultimo pensiero è un affettuoso messaggio di augurio di pronta guarigione a Rosario ed alle altre tre persone che hanno subito degli infortuni durante i giorni 1 e 2 Maggio. Noi siamo soltanto custodi di una festa fatta di religiosità e fede popolare che si intreccia al folklore ed alla stessa identità e cultura calatafimese».
«Il mio pensiero va, alle nuove generazioni: a loro consegniamo, in questo 2026, l’eredità di una festa ancora una volta rinnovata, affinché siano loro a modellarla per il futuro che li attende».