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    Trapani, alta tensione tra Mazzeo e i capoccia politici dell'opposizione Miceli e Fileccia. Sulle decadenze il presidente accusato di essere un temporeggiatore
    Rino Giacalone30 Luglio 2026 - Politica
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    Trapani – di Rino Giacalone –  In 24 ore tutto cambia. Appena martedì il presidente del Consiglio comunale era l’uomo sul quale riporre fiducia cieca, tipo la pubblicità di un famoso prodotto, su Mazzeo non si può dubitare, era stato di parola a predisporre la mozione di sfiducia contro il sindaco Tranchida entro il mese di luglio.

    Appena ieri invece di raccogliere complimenti dai suoi nuovi compagni di cammino dell’opposizione, si trova a prendere rimproveri e non leggeri.

    Per la verità non tanto sulla mozione, quanto sulla convocazione della prossima seduta d’aula. Mazzeo ha convocato ieri a mezzogiorno i capigruppo per deliberare una seduta straordinaria al fine di discutere due atti deliberativi propedeutici al bilancio di previsione 2026, la Tari 2026, tassa per i rifiuti, e il Pef 2026, il piano finanziario di gestione dei rifiuti. Due delibere propedeutiche a potere poi discutere il bilancio 2026.

    La riunione però ha visto scoppiare la lite tra Mazzeo ed i capigruppo leader dell’opposizione Maurizio Miceli (FdI) e Tore Fileccia (Sud chiama Nord – Trapani 2028). Questi ultimi hanno lamentato il mancato inserimento all’ordine del giorno delle proposte deliberative per la decadenza dalla carica dei consiglieri della maggioranza Parisi, Genco, Patti, Grignano, Vincenzo Guaiana.

    La  richiesta di Miceli e Fileccia,  prima queste delibere, poi tutto il resto. In un attimo Mazzeo ha perso ogni fiducia  si è ritrovato solo con Carpinteri, suo compagno di gruppo, Trapani Tua, è qualcuno della maggioranza.  Gli unici ad apprezzare il senso di responsabilità del presidente, sugli atti di bilancio non si può perdere tempo.

    E però il presidente più bravo e capace che ci sia mai stato, così in aula di lui parlano Miceli e Fileccia, e’ diventato uno dal quale diffidare. I due capoccia politici dell’opposizione  hanno perciò abbandonato la riunione, il presidente Mazzeo, anche in loro assenza, ha però lo stesso deciso la convocazione dell’aula consiliare, in sessione straordinaria e urgente, per domani alle 11.

    Dietro le quinte, sulle cinque proposte di decadenza è insorta una contrapposizione tra il presidente Mazzeo e il segretario generale Panepinto. Quest’ultimo sostiene che le proposte hanno bisogno della firma di Mazzeo per essere avviate verso l’aula, quest’ultimo ha appena ieri risposto per iscritto,  sostenendo di non avere titolo.  Tra le carte pare si nasconda un inghippo: la conferenza dei capigruppo avrebbe deciso di arrivare alle proposte di decadenza senza avere tutti i numeri per poterlo fare. Un errore difficile da correggere.
    C’è rimasto male Mazzeo che pensava di avere una opposizione sempre e comunque dalla sua parte, e si è’ ritrovato invece due quasi avversari, Miceli e Fileccia. Al presidente Mazzeo della mozione di sfiducia nessuno gli ha detto nulla, segno questo che paradossalmente i primi nemici della sfiducia sono tra quelli che dovrebbero votarla. Non è’ un segreto a Palazzo Cavarretta che la spinta di Mazzeo verso la sfiducia non è’ tanto piaciuta all’opposizione sin dal primo minuto.

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