• Erice Trapani
    Quando il cinema dovrebbe ricordarci che il mito è passato anche da qui
    Roberto Valenti30 Luglio 2026 - Attualità
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    Anche io, come molti trapanesi, ho assistito allo spettacolo andato in scena in tantissimi cinema in tutto il mondo. Anche io sono andato a vedere al cinema il mitico film di Cristopher Nolan dal titolo “Odissea”, con interpreti di grande prestigio internazionale come Matt Demon e Anne Hathaway (solo per citarne due).

    Assistere ad un film che ha come location anche l’isola di Favignana il suo Castello, trasformato in una pellicola nella leggendaria Itaca, mi ha fatto sentire davvero orgoglioso di essere un figlio di questa terra. Tutto bellissimo se non fosse per un piccolo pensiero critico che mi è sorto in questi giorni e che adesso affido alle righe di questo articolo.

    La settimana scorsa raccontavo ad alcuni amici del nord Italia, durante un aperitivo, un po’ di avvenimenti storici che hanno visto questo territorio coinvolto nel tempo. Ho raccontato della battaglia delle Egadi, dei Cartaginesi, dei Romani, di Carlo V e di tante altre cose. Loro che di Trapani ne avevano sentito parlare poco e niente, sono rimasti davvero meravigliati di quanta storia sia passata da queste parti e di come sia assurdo che di una città nata prima di Roma se ne sappia così poco.

    Torno al film e al pensiero critico di cui vi accennavo poco fa e mi chiedo: è possibile che debba essere un film straniero a ricordarci del mito? L’Odissea, è vero, fu scritta da Omero (anche se esiste una teoria che ricollega la maternità dell’opera ad una donna trapanese), ma dei personaggi della guerra di Troia (come Enea e suo padre Anchise) ne parla anche Virgilio nell’Eneide, ed è proprio in questo poema che anche Trapani ed Erice sono protagonisti. Enea scappa da Troia con il padre morente e dopo un lungo viaggio in mare lo seppellisce proprio sotto la nostra terra. A ricordarci il mito è la stele di Anchise a Pizzolungo e qualche via limitrofa intitolata ai protagonisti del mito.

    Sono ovviamente orgoglioso di tutto questo, ma non mi capacito di come non riusciamo davvero a raccontare bene la nostra terra e tutto quello che ha rappresentato per la storia dell’umanità. Non mi capacito di come abbiamo dimenticato tutta la grandezza che Trapani ha avuto nel Mediterraneo e della sua influenza nella storia.

    Credo sia necessario iniziare a raccontarci meglio e con più orgoglio. Se noi stessi per primi ci rendessimo conto di dove viviamo e se iniziassimo a saperlo esprimere al meglio attraverso gli eventi e i mezzi di comunicazione, forse potremmo davvero consegnare alle giovani generazioni un’identità forte e chiara.

    Possiamo iniziare ad essere finalmente noi i registi, gli sceneggiatori e gli attori protagonisti della nostra terra?

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