Cronaca
Trapani – Convalidato dal Gip del tribunale di Trapani, Cristina Carrara, l’arresto in flagranza di reato del medico Francesco Burrafato, ritenuto uno dei fiancheggiatore del latitante Matteo Messina Denaro. Confermato gli arresti domiciliari concessi per motivi di età.
Venerdì mattina, su ordine della Dda di Palermo, i Ros di Palermo avevano eseguito una perquisizione nella villetta in via Salita Sant’Anna a Erice (Trapani).
L’uomo è indagato a piede libero per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena, reati entrambi aggravati dall’agevolazione di Cosa nostra, Burrafato era stato trovato in possesso di una pistola 38 Special, marca Taurus Brazil, con matricola abrasa, in buono stato di conservazione, con 12 proiettili calibro 38.
Per questo reato era scattato l’arresto in flagranza, in base alla legge sulle armi del 1975: il medico, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, custodiva l’arma sepolta nel giardino di casa, all’interno di un sacchetto messo in un barattolo di vetro, dentro un tubo di plastica arancione.
Dal possesso delle armi, la Procura di Trapani ha dedotto l’estrema pericolosità dell’indagato, chiedendo la convalida della misura restrittiva eseguita dai carabinieri del Ros.
Le perquisizioni erano state disposte dai pm Gianluca De Leo e Pierangelo Padova, Burrafato per gli inquirenti, sarebbe stato l’uomo, indicato nei pizzini dell’ex latitante, come “Parmigiano” di cui Matteo Messina Denaro parlava nei pizzini indirizzati alla sorella Rosalia: un nome convenzionale per indicare – scrive ora il Gip Carrara – una «persona avente rilevanti disponibilità di liquidità e rapporti di risalente data con la famiglia» del superlatitante, da lui considerato «di sicura affidabilità e facente parte della rete di soggetti che hanno contribuito a finanziare e favorire l’ultratrentennale latitanza del boss della provincia di Trapani».
Nel giardino della villetta di Erice CasaSanta sono stati rinvenuti anche diversi reperti archeologici. L’anziano ex medico Burrafato è indagato anche per la ricettazione di una serie di reperti archeologici detenuti abusivamente.
A proposito dell’alias “Parmigiano” per si era ipotizzato che fosse un imprenditore caseario o originario della provincia di Parma. Gli inquirenti ritengono invece che il soprannome derivi dal cognome Burrafato, che richiama prodotti lattiero-caseari.