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    Siracusa: fallimento pilotato e proprietà fantasma. La Finanza sequestra un’aera di rimessaggio
    A far emergere la frode è stato l’esame della contabilità
    Redazione23 Aprile 2026 - Cronaca
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  • finanzaCronaca

    Siracusa – Sottoposta a sequestro dai finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa, in esecuzione di un’ordinanza del GIP del Tribunale emessa su richiesta della Procura  un’area alle porte di Siracusa, in prossimità del mare, del valore di circa 500.000 euro, capace di ospitare decine di imbarcazioni da diporto.

    Due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per bancarotta fraudolenta aggravata, con l’accusa di
    aver deliberatamente sottratto il principale asset patrimoniale di una società aretusea in stato di dissesto, alle
    legittime pretese dei creditori.

    La vicenda trae origine dal fallimento di una impresa attiva nel settore del rimessaggio nautico. Il suo amministratore, secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe orchestrato una serie di cessioni immobiliari studiate ad hoc attraverso le quali, il terreno su cui sorgeva l’attività, è stato ceduto a prezzi via via decrescenti tra società compiacenti riconducibili allo stesso gruppo, senza che i corrispettivi venissero mai realmente incassati. Un sofisticato meccanismo che ha permesso di trasferire la titolarità del bene solo sulla carta, lasciandolo di fatto nelle mani degli stessi soggetti.

    A far emergere la frode è stato l’esame della contabilità: nel 2019 il debito che avrebbe dovuto giustificare una
    delle cessioni veniva cancellato senza alcun pagamento effettivo, confermando la natura meramente fittizia dei
    trasferimenti, nel frattempo, la stessa area di rimessaggio continuava a generare un canone di locazione di 40.000
    euro annui, elemento che ha permesso alle Fiamme Gialle di comprendere quanto potesse valere il terreno che
    sulla carta, nell’ultima compravendita fittizia, era stato ceduto per soli 20.000 euro.

    Le indagini hanno fatto emergere una situazione societaria gravemente compromessa: debiti tributari per oltre
    1,3 milioni di euro e nessuna dichiarazione fiscale presentata dal 2012 in poi.

    Con questa operazione, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria conferma il proprio impegno nel contrasto
    alle frodi societarie, a presidio della legalità economica e degli interessi dei creditori.

    Allo stato la posizione delle persone indagate si riferisce esclusivamente alla fase delle indagini, per cui le stesse
    sono da presumersi innocenti sino alla sentenza di condanna definitiva che ne accerti la responsabilità all’esito
    del giudizio che si svolgerà nel contraddittorio con la difesa davanti al giudice terzo e imparziale, giudizio che si
    potrà concludere anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità.

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