Cronaca
Enna – Per le Organizzazioni sindacali OSAPP – Dario Quattrocchi, UIL FP POLIZIA PENITENZIARIA – Gioacchino Veneziano; USPP – Francesco D’Antoni e FNS CISL – Salvatore Turco, la rivolta di Enna “rappresenta l’ennesimo segnale di un sistema penitenziario che manifesta da tempo condizioni di crescente fragilità. Strutture sempre più complesse, popolazione detenuta in costante aumento, carenze infrastrutturali, insufficienza degli organici e condizioni operative sempre più gravose stanno progressivamente innalzando il livello di rischio all’interno degli Istituti penitenziari. La situazione della Sicilia è particolarmente emblematica. Gli episodi verificatisi negli ultimi mesi in diversi Istituti dell’Isola dimostrano come non si tratti più di eventi isolati, bensì dei sintomi di una crisi sistemica che richiede interventi immediati”.
E poi proseguono . “Oggi, purtroppo, i fatti di Enna dimostrano quanto fosse necessario intervenire con maggiore tempestività. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione. Solo nei giorni scorsi il personale di Polizia Penitenziaria aveva portato a termine importanti operazioni di servizio, sequestrando telefoni cellulari introdotti illecitamente all’interno dell’Istituto e sostanze stupefacenti destinate alla popolazione detenuta, confermando ancora una volta l’elevatissimo livello di professionalità con cui il Corpo continua ad operare nonostante le enormi difficoltà. Non è più pensabile che l’intero sistema penitenziario continui a reggersi esclusivamente sul senso del dovere della Polizia Penitenziaria”.
Per Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Giuseppe Cicero, segretario provinciale del Sappe di Enna, la rivolta rappresenta “l’inevitabile conseguenza di una serie di criticità che da giorni interessano il carcere e che erano state puntualmente segnalate senza che alcuno assumesse le necessarie iniziative”.
“Quanto sta accadendo nella casa circondariale Luigi Bodenza di Enna è di una gravità assoluta ed è la conseguenza diretta di anni di inerzia, ritardi e incapacità decisionale da parte di chi avrebbe dovuto intervenire per tempo. Si tratta di una rivolta che, purtroppo, era stata ampiamente annunciata”, ha detto il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria.
Sabato 4 luglio un centinaio di detenuti del carcere di Enna si è impossessato delle sezioni del vecchio padiglione, distruggendo le telecamere di videosorveglianza. La rivolta sarebbe scoppiata dopo le tensioni avvenute nei giorni scorsi, quando un fulmine aveva causato problemi alle centraline telefoniche, facendole di fatto saltare. Per questo i detenuti non avevano avuto la possibilità di effettuare chiamate alle proprie famiglie. Nonostante il disservizio fosse stato risolto, il gruppo ha comunque deciso di far partire la sommossa. In mattinata, poi, gli agenti di polizia penitenziaria avevano anche sequestrato diversi cellulari, introdotti nell’istituto di pena illegalmente e fatti avere ai detenuti, e dosi di sostanze stupefacenti. Nel tardo pomeriggio è arrivato ‘intervento degli agenti del Gio, Gruppo intervento operativo di Catania e di altre forze giunte da altre carceri. Otto le persone arrestate.
(Video messaggio del responsabile regionale della UIL FP Polizia Penitenziaria Sicilia Gioacchino Veneziano)