Cronaca
Palermo – Ventinove denunce di infortunio con esito mortale in occasione di lavoro nei primi sei mesi del 2026, con esclusione degli incidenti in itinere.
È il dato che emerge in Sicilia dall’elaborazione Codacons sui dati ufficiali INAIL e che equivale a una media di quasi cinque casi mortali al mese.
Dietro questi numeri ci sono persone che sono uscite di casa per andare al lavoro e non sono più tornate dalle loro famiglie. Per il Codacons è da questa realtà che bisogna partire, trasformando l’attenzione sulle morti sul lavoro in prevenzione e iniziative concrete.
L’associazione lancia così ” PRIMA CHE ACCADA”, un’iniziativa rivolta a lavoratori e cittadini per portare all’attenzione dell’associazione situazioni di potenziale pericolo, carenze nelle misure di sicurezza, criticità negli ambienti o nelle attrezzature e, più in generale, circostanze che possano mettere a rischio la salute o l’incolumità dei lavoratori.
Le segnalazioni potranno essere inviate tramite WhatsApp al 371 520 1706 oppure all’indirizzo e-mail sportellocodacons@gmail.com, indicando, per quanto possibile, il comune, il luogo interessato, il tipo di attività e una breve descrizione della situazione riscontrata. Sarà possibile allegare fotografie, video o altra documentazione utile, senza esporsi in alcun modo a situazioni di pericolo per raccoglierla.
Il Codacons esaminerà quanto ricevuto e, quando emergeranno elementi meritevoli di approfondimento, valuterà la trasmissione delle segnalazioni agli organismi istituzionalmente competenti per le opportune verifiche. L’identità di chi segnala sarà trattata con la massima riservatezza, nel rispetto della normativa vigente.
“Non possiamo permettere che le morti sul lavoro diventino una tragica normalità – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons – dietro ogni vittima c’è una persona, una famiglia che la aspetta a casa, una comunità che viene colpita. Vogliamo offrire uno strumento concreto perché chi vede una situazione di potenziale pericolo possa segnalarla. La sicurezza deve cominciare prima dell’incidente, non dopo”.
La tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori, ricorda il Codacons, non rappresenta soltanto un dovere sociale. L’articolo 2087 del Codice civile impone all’imprenditore di adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. A questo principio si affianca il sistema di prevenzione e protezione previsto dal decreto legislativo 81 del 2008 e successive modificazioni.
Per il Codacons le norme sulla sicurezza non possono ridursi a un insieme di adempimenti formali. Valutazione dei rischi, formazione, misure di prevenzione e protezione, manutenzione delle attrezzature, organizzazione del lavoro e vigilanza sul rispetto delle regole devono trovare applicazione concreta ogni giorno.
“Chi vive quotidianamente un luogo di lavoro può essere tra i primi ad accorgersi che qualcosa non va – prosegue Tanasi – far emergere una criticità in tempo può contribuire a evitare conseguenze gravissime. Il nostro obiettivo non è sostituirci agli organismi di vigilanza, ma offrire un ulteriore strumento affinché situazioni meritevoli di attenzione possano emergere ed essere valutate”.
Il Codacons rivolge contemporaneamente un appello alla Regione Siciliana e agli organismi competenti affinché siano ulteriormente rafforzate le attività di prevenzione, vigilanza e coordinamento sul territorio e sia promossa una cultura della sicurezza capace di coinvolgere istituzioni, imprese e lavoratori.
Nei casi di pericolo grave e immediato, precisa l’associazione, l’iniziativa Codacons non sostituisce i servizi di emergenza né gli organismi pubblici competenti, ai quali occorre rivolgersi direttamente.
“Vogliamo che da questi numeri nasca qualcosa di concreto. Ogni rischio individuato in tempo, ogni situazione pericolosa corretta prima che accada un incidente può significare una tragedia evitata. La vita e la salute di chi lavora vengono prima di tutto”. – conclude Tanasi