Cronaca
Trapani – Sull’incendio di Montagna Grande spento dopo quattro giorni, intervengono il sindaco Giacomo Tranchida e l’assessore alle Politiche Agricole Giuseppe Pellegrino, sottolineando che hanno “già denunciato nel 2020 la questione Incendi / accertamento delle responsabilità / misure riparatrici”.
E poi continuano: “Si ricorderà: nei giorni 31 luglio e 1 agosto 2020 il territorio comunale di Trapani, a Montagna Grande, unitamente a quello di Salemi, è stato interessato da un gravissimo incendio presumibilmente doloso e/o colposo, mandando in cenere 800 ettari di bosco e 200 ettari di macchia mediterranea dei 1.700 ettari di superficie complessiva;
· l’incendio ha messo in pericolo anche l’incolumità pubblica, oltre a causare notevoli danni irreversibili all’ambiente e al territorio, con gravi ripercussioni sul rischio idrogeologico del territorio stesso”.
Andando ancor più indietro nel tempo: Montagna grande è stata da decenni, indenne da incendi, grazie anche all’attività di precedenti gestioni che avevano realizzato vasconi per accumulo di acqua e aste antincendio lungo i viali parafuoco, mettendo in atto azioni di controfuoco sotto la vigilanza di personale qualificato, funzionalità di torrette antincendio, viali parafuoco adeguati.
“Ebbene seppur L’incendio del 2020 ha messo a dura prova la macchina pubblica di protezione civile regionale e nazionale, con grave dispendio di risorse pubbliche, sembra non sia servita la lezione – scrivono Tranchida e Pellegrino che poi proseguono. “L’Amministrazione di Trapani in tale circostanza aveva deliberato anche formale sollecito all’Azienda Foreste della Regione Sicilia, di attivare tutte le procedure tecniche ed amministrative necessarie alla rigenerazione del bosco e della vegetazione della Montagna Grande, in applicazione delle “Prescrizioni di massima e di Polizia Forestale”; altresì avanzando formale denuncia al fine di accertare eventuali responsabili dirette e/o indirette nelle cause degli incendi che hanno percorso il territorio comunale e anticipando di costituirsi Parte Civile nel caso si accertino i responsabili.
Al riguardo l’Assessore Pellegrino nel 2020 è stato ascoltato dall’autorità giudiziaria , ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta dalla Forestale. Ad oggi nessun sviluppo a nostra conoscenza. E però, tutta la vegetazione residua bruciata nel 2020, compresi parzialmente gli alberi , sono rimasti disseminati da sei anni nelle aree percorse dal fuoco. Non sono state tolte le piante morte rendendo le stradelle forestali impraticabili e la biomassa rimasta, oggi ha svolto il ruolo di combustibile.
“Ma veniamo ad oggi: in data 13 giugno da Casal Monaco parte un incendio ed in relazione ai cambiamenti della direzione del vento l’intera superficie demaniale di Montagna Grande è stata percorsa da fuoco, ricadente per mettà, a nord in territorio di Trapani e per la restante parte a sud in territorio di Salemi.
I punti di innesco sembra siano stati almeno tre e quindi si tratta di disastro ambientale colposo.
Ci sono stati interventi massicci di Canadir, elicotteri del servizio antincendio regionale ed anche della aeronautica militare di Birgi. Qualcuno del “mestiere” ritiene, conoscendo bene i luoghi, che dopo le 14 di sabato 13 us con un elicottero doverosamente andava sorvolata la montagna e quindi individuata un area dove poter creare un largo viale parafuoco – anche sacrificando delle piante che si fossero trovate lungo i viali – da realizzare con delle ruspe sicuramente messe a disposizione in zona al fine di rallentare o fermare l’avanzata del fuoco.
“Oggi – sottolineano sindaco e assessore – dopo il funerale di Montagna grande, l’amministrazione comunale insieme a tanti cittadini delle comunità trapanesi soprattutto delle frazioni est di Trapani, Ummari, Fulgatore, Ballata, che con l’apporto qualificato di figure professionali, provenienti dal territorio quali dottori forestali, agenti tecnici, ingegneri ambientali e il coinvolgimento popolare di tanti ex operai forestali e giovani vicini alle tematiche ambientali, davanti al riproporsi di cotanta inerzia ed incuria, nelle more dell’accertamento ennesimo di eventuali responsabilità dolo e/o omissioni, manifesta ulteriore disponibilità ad associarsi in forma legale anche per progettare azioni idonee alla ricostituzione in tempi celeri del bosco quali: Chiedere di andare in deroga all’ex legge 10 che impedisce qualsiasi intervento per 5 e/o 10 anni nelle aree percorsi da incendio; Togliere tutte le piante morte degli incendi pregressi;
Considerato che il Bosco di Montagna Grande era formato da un’alta percentuale di conifere, c’è da sperare in una rinnovazione naturale mentre la parte alta dove insisteva una lecceta si dovrebbe intervenire con i tagli dando la possibilità di ricaccio”.