Cronaca
Trapani – di Rino Giacalone – Due condanne per estorsione e lesioni gravi sono state pronunciate ieri dal Tribunale di Trapani (presidente Carrara) a conclusione di una vicenda che ha avuto anche contorni drammatici e conseguenze gravi. I condannati sono stati Massimiliano e Luigi Sala, pregiudicati, padre e figlio: sono stati inflitti sei anni al primo, sette anni e sei mesi al secondo. Il pubblico ministero Giulia Mucaria aveva chiesto una pena ancora più severa, nove anni, il collegio ha riconosciuto una pena, sempre pesante, ma inferiore alla richiesta, e questo perché c’è stato il ristoro dei danni. Ma ristoro fino ad un certo punto. Vittime dell’estorsione, che ha conosciuto un picco tra il dicembre 2023 e il giugno 2024, sono stati i titolari di uno dei più conosciuti bar della città. Il “Bar Todaro” di Borgo, gestito dai fratelli Antonio e Massimo Todaro. Un bar aperto dal padre dei due fratelli nel 1950, per chiudere però oramai da qualche settimana: hanno abbassato le saracinesche anche in conseguenza della vicenda che li ha visti severamente colpiti, e per la quale, ha messo in rilievo la pm Mucaria, hanno anche patito conseguenze fisiche.
Oggi passare da Borgo e vedere quel bar chiuso suscita forte emozioni per chi lo ha frequentato per tanti anni. Antonio e Massimo, come il loro padre, pronti ad accogliere il cliente. Si sono ritrovati invece due loro vecchie conoscenze di gioventù, i Sala dopo che questi si sono trasferiti in un’abitazione dirimpetto al bar. L’accondiscendenza dei Todaro , disponibili a tenere “un conto aperto” è stata confusa per sottomissione, “dalla cortesia – ha detto la pm – si è passati alla pretesa, non pagavano più le consumazioni e pretendevano loro di essere pagati”.
Luigi Sala prima che i giudici entrassero in camera di consiglio ha espresso dispiacere per l’accaduto, “i fatti sono stati fraintesi”, invece dell’Atm della banca usava come bamcomat il pos dell’esercizio commerciale, poi i conti si sono complicati e sul dare e avere sarebbero passati alle vie di fatto.
“Si è determinata – ha invece ricostruito la pm – una situazione di assoluta invivibilità, ai Todaro facevano giungere messaggi che annunciavano la loro morte, tanta la loro paura anche quando hanno deciso di denunciare, addorittura non si sono costituiti parti civili nel processo. I fratelli Todaro sono stati terrorizzati e sono precipitati nella disperazione”. I loro estortori sono stati condannati, ma loro intanto hanno chiuso il bar.