Cronaca
Milano – È morto il boss catanese Benedetto Nitto Santapaola, 87 anni, detenuto in regime del 41bis, il carcere duro. Benedetto ‘Nitto’ Santapaola, è morto nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, istituito per le cure dei detenuti del Nord Italia, tra cui quelli che si trovano a Opera, dove il capomafia scontava l’ergastolo. E’ stato uno dei più sanguinari boss mafiosi siciliani.
La procura di Milano ha disposto l’autopsia.
Noto esponente della criminalità organizzata catanese e siciliana è stato considerato uno dei principali capi di Cosa Nostra a partire dagli anni Settanta. Nato a Catania nel 1938, è stato a lungo il leader del clan Santapaola-Ercolano, influente nel territorio etneo, ha guidato le fila della sua organizzazione espandendo il suo potere nel controllo degli appalti pubblici, delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti.
Per la sua passione era chiamato il ‘cacciatore’, ma la sua abilità criminale negli anni Settanta lo spinge a muoversi da ‘imprenditore’ e così inaugura concessionarie di auto con questore, prefetto, arcivescovo e amministratori pubblici aiutato da un’altra cosca alleata anche per legami di parentela, la ‘famiglia’ Ercolano.
Fu ritenuto responsabile di diverse stragi, come quella della circonvallazione di Palermo, avvenuta il 16 giugno del 1982, quando un commando entrò in azione per eliminare il boss catanese Alfio Ferlito che era in trasferimento verso il carcere di Trapani. Ferlito morì insieme con tre carabinieri di scorta. Santapaola, alleato di ferro dei corleonesi di Totò Riina, venne condannato anche per l’omicidio del giornalista Pippo Fava, avvenuto a Catania il 5 gennaio del 1984. Il nome di Santapaola compare anche nelle indagini sulla strage di Capaci 23 maggio 1992, dove morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti di scorta.