Cronaca
Roma – Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, la Direzione Investigativa Antimafia nella mattinata di oggi 17 febbraio – ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale capitolino nei confronti di 7 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Tra gli indagati ci sono tre appartenenti alla Polizia di Stato che, in numerose occasioni, detenevano e cedevano ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, accedevano abusivamente al sistema di consultazione SDI delle forze dell’ordine, e rivelavano notizie d’ufficio e informazioni a P.G., soggetto operante nel quartiere romano del Tufello. Più in particolare, nel corso della attività di indagine, avviata nel 2024 dal Centro operativo D.I.A. di Roma con il coordinamento della DDA della Procura di Roma, sono stati raccolti elementi gravemente indiziari in ordine alla esistenza di una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Le emergenze investigative permettevano di svelare che i sodali si avvalevano di appartenenti alla Polizia di Stato al fine di rifornirsi di stupefacente. In particolare, il sodalizio criminale forniva informazioni ai poliziotti corrotti circa la presenza di corrieri, anche di altri gruppi criminali, al fine di farli perquisire ed arrestare; circostanza in cui veniva sequestrato solo in parte lo stupefacente rinvenuto, per poi consegnare il restante quantitativo agli altri componenti del gruppo in cambio di denaro.
Nell’esecuzione delle odierne misure restrittive, la Direzione Investigativa Antimafia si è avvalsa del supporto della Questura di Roma e dei competenti reparti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Il procedimento versa tuttora nella fase delle indagini preliminari, con la conseguenza che per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza.
Cronaca
Roma – Si sono tenuti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri i funerali del professore Antonino Zichichi.
Ad officiare la funzione funebre alla presenza, tra gli altri, del Capo dello Stato Sergio Mattarella il vescovo Marcello Sanchez Sorondo: «Apprezzavo particolarmente in lui la sua doppia natura di scienziato e di credente” ha ricordato il vescovo. Poi ha rievocato il legame personale con il fisico, spiegando di averlo conosciuto quando San Giovanni Paolo II gli chiese di introdurlo alla Pontificia Accademia delle Scienze, e ha sottolineato come, nelle sue ultime apparizioni pubbliche, Zichichi abbia spesso dichiarato di essere «profondamente innamorato di Dio».
Nel corso dell’omelia, è stato ripercorso anche il profilo scientifico dello studioso, inserito «nella grande tradizione italiana di fisici di fama internazionale, a partire da Galileo Galilei, Enrico Fermi ed Ettore Majorana», con un richiamo alle ricerche nella fisica delle particelle, nucleare e subnucleare e agli studi sull’antimateria. Il vescovo ha infine richiamato uno dei temi centrali del pensiero di Zichichi, il rapporto tra fede e scienza, ricordando come egli sostenesse che «la scienza e la fede non sono in antitesi, ma sono in armonia tra loro, in quanto entrambi sono doni di Dio».
A rendere omaggio al fisico siciliano, autorità, scienziati, cittadini. Alla cerimonia funebre anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accompagnato dalla figlia Laura. La partecipazione del Capo dello Stato sottolinea l’importanza del contributo scientifico e culturale dato da Zichichi all’Italia e alla comunità internazionale. Presenti anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
Al termine della celebrazione, i figli Lorenzo, Fabrizio e Cosimo hanno preso la parola per ricordare il padre, il fisico Antonino Zichichi, condividendo alcuni ricordi personali e momenti della vita familiare trascorsa con lui. Lorenzo ha richiamato in apertura il rapporto particolarmente stretto dello scienziato con la basilica che ha ospitato le esequie, alla cui realizzazione artistica contribuì in passato, e lo ha poi ricordato nella dimensione domestica, come marito, padre e nonno: «Costruì un teatrino. Lui suonava e i ragazzi recitavano e creavano un rapporto con il nonno. Trasmetteva l’amore per la vita e voleva insegnare ai giovani le cose belle attraverso il suo insegnamento diretto». Fabrizio ha quindi rievocato le estati trascorse a San Vito Lo Capo, definendolo «un leader», e ha ricordato le sue passioni, non solo lo sport, ma anche la musica : «Penso che sarebbe stato molto contento delle scelte musicali che ha fatto mio fratello Lorenzo per la messa. Andava in giro con la fisarmonica. Lui suonava da autodidatta». Ha poi citato la canzone ‘Parlami d’amore Mariu», che, ha spiegato, era dedicata alla moglie, aggiungendo: «Mio padre ha avuto un cuore molto grande». Cosimo ha infine messo in luce il tratto umano dello scienziato, definendolo «una mente capace di ragionamenti estremamente complessi», ma al tempo stesso «estremamente spontanea e semplice».
Cronaca
Roma – La comunità LGBTQIA+ e Alcamo piange Bruno Gagliano – in arte Kastadiva, storica drag queen del panorama romano e italiano – trovato morto sabato mattina al Colle Salario, dove viveva. Quarantuno anni da compiere a ottobre, Bruno Gagliano è deceduto dopo essere precipitato dalla finestra del suo appartamento al nono piano. A trovare il corpo privo di vita sul balcone della sua abitazione al II piano una donna che abitava nella stessa palazzina della vittima. Una volta sul posto, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Originario di Alcamo, una volta appresa la tragica notizia sono stati molti i messaggi di cordoglio per Bruno Gagliano, da tutti conosciuto con il nome d’arte Kastadiva: “Muccassassina e tutta la comunità LGBTQIA+ hanno perso un pezzo della propria storia. Sei stata una delle migliori drag queen del panorama italiano, tu la regina del lipsync. Siamo profondamente addolorati, così come lo sono tutte le persone che ti hanno conosciuto. Questo è il nostro tributo a te, al tuo splendore e alla tua arte: vogliamo ricordarti così, con questa bellissima esibizione. Addio KastaDiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto”. “Che brutta notizia”, il commento di Vladimir Luxuria.
Fabrizio Marrazzo – È una notizia che colpisce dritto al cuore della comunità LGBT+, soprattutto romana. Kastadiva non era solo un’artista, era una forza della natura, un pezzo di storia e di eleganza che lascia un vuoto immenso. Ciao Kastadiva
Attualità
Roma – Una giornata dedicata al confronto strategico sul futuro dei trasporti, è quella che si è tenuta presso la sede dell’Aci di Roma. Un incontro promosso da NGV Italy e l’Osservatorio per la Neutralità Tecnologica, col supporto Tecnico – scientifico del WEC.
Un evento, il cui obiettivo è stato mettere a sistema esperienze, proposte e visioni concrete per una modalità europea che sappia coniugare ambizione climatica, competitività economica e neutralità tecnologica attraverso tutti i comparti: strada, mare, cielo e rotaia.
A partecipare, tra gli altri, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’Europarlamentare Silvia Sardone e Luca Squeri, Segretario Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati. Per ACI, il Gen. Tullio del Sette e l’avv. Geronimo La Russa.
A chiudere i lavori, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
A prendere parte al panel speech dal titolo: Trasporto Marittimo: nuove rotte verso la decarbonizzazione, il membro del CdA di Liberty Lines Alessandro Morace, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionale e locali, alle autorità di sistema portuale, ad aziende energetiche e tecnologiche e del mondo dell’innovazione.
“Ringrazio NGV, e WEC Italia per l’invito che, come Liberty Lines, abbiamo accolto con entusiasmo – ha sottolineato Alessandro Morace – Come Azienda ci siamo sentiti in dovere di partecipare. Oggi, I programmi industriali sono basati sulla ricerca delle migliori tecnologie a disposizione, che permettono a Compagnie come la nostra, di essere al passo con i tempi. Non è più sufficiente parlare di transizione ecologica e sostenibilità. Diventa imprescindibile agire attraverso il rinnovo della flotta, cosa che come Liberty Lines ci siamo impegnati a fare in linea con i programmi di rinnovamento flotta avviati sin dalla fondazione dell’Azienda, con investimenti ingenti per l’acquisto di 9 navi ibride, le prime al mondo di questo tipo destinate al trasporto passeggeri. È necessario, a questo punto, che tutti gli stakeholders facciano fronte comune verso obiettivi di decarbonizzazione concreti e tangibili, partendo, ad esempio, dalla elettrificazione delle banchine e dall’ammodernamento delle infrastrutture portuali soprattutto nelle isole minori”.
Attualità
Roma – Arriva il calendario della polizia 2026. Un racconto di vera umanità quello fermato negli scatti di Settimio Benedusi e Guido Stazzoni. Negli scatti è possibile vedere il punto d’incontro tra identità professionale e vita personale, tra squadra da una parte e singolo dall’altra. Elementi diversi che si completano e si sostengono a vicenda, come accade ogni giorno, nel lavoro quotidiano.
Il nuovo calendario 2026 è stato presentato lunedì pomeriggio, a Roma, nel complesso delle terme di Diocleziano, alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e del capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Pisani.
C’è la storia di Concetta ispettore all’aeroporto di Malpensa e mamma di Gabriele che con passione e dedizione ha trovato il giusto equilibrio per dare sempre il massimo sia a casa che a lavoro; quella di Mauro prossimo al pensionamento che sognava di fare il poliziotto fin da bambino e che oggi è felice ed orgoglioso di esserci riuscito; la storia di Julia atleta paralimpica tesserata fiamme oro gruppo sportivo della polizia di Stato che grazie alla scherma ha trovato la forza di continuare a sorridere e a credere nei sogni. Poi c’è la vita di Medy come lo chiamano gli amici: bengalese nato a Mantova per il quale la divisa rappresenta il riscatto, lo strumento per servire l’Italia, la possibilità di dedicarsi agli altri e di servire il prossimo.

Parte del ricavato delle vendite sarà destinato a sostenere il progetto di solidarietà Unicef «Zambia», in difesa del diritto all’acqua di tutti, in particolare dei bambini, e al Piano «Marco Valerio» che sostiene i figli dei dipendenti della polizia affetti da patologie gravi e croniche. Sarà possibile, a partire dal 17 novembre, acquistare il calendario 2026 sulla piattaforma Amazon.
Cronaca
Palermo – Anche la città metropolitana siciliana tra le città italiane coinvolte in una vasta operazione della polizia di Trento contro spaccio di droga e furti negli appartamenti su commissione in Trentino, tra l’estate e l’autunno del 2024. In corso perquisizioni in diverse regioni, tra cui Sicilia, Lazio e Campania.
L’operazione coinvolge l’intera provincia di Trento e diverse città italiane, tra cui Palermo, Roma, Napoli e Latina. L’attività, coordinata dalla Procura di Trento, ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a un’associazione per delinquere dedita ai furti in abitazione e al traffico di sostanze stupefacenti e 201 i capi di imputazione.
L’indagine, ha consentito di ricostruire una fitta rete criminale organizzata e ben strutturata, attiva non solo in Trentino ma anche in altre regioni italiane. Gli indagati, secondo quanto emerso, avrebbero messo a segno numerosi furti in abitazioni private, in particolare durante i mesi estivi e autunnali del 2024.
Disposte 35 perquisizioni, che hanno riguardato non solo gli arrestati ma anche altre 12 persone coinvolte nell’inchiesta.
Contestati capi di imputazione, legati sia allo spaccio di droga che ai furti seriali. L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi recenti delle forze dell’ordine nella lotta contro la criminalità organizzata e predatoria sul territorio trentino e nazionale
Cronaca
Roma – Di Graziella Di Mambro – Un chilo di esplosivo non ce lo hanno tutti. La qualità criminale dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci ha fato scattare, giustamente, l’allarme rosso sull’informazione in Italia. Il Ministro dell’Interno ha rafforzato la scorta personale a livello massimo per il giornalista. Ma questo è anche il momento delle indagini sul caso specifico. Le verifiche sono state assegnate alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma perché l’azione si configura come un atto di possibile matrice mafiosa, intesa come criminalità organizzata, l’unica che oggettivamente può disporre di una simile carica ed è in grado di controllare il territorio al punto da entrare in azione quando la scorta non c’è.
Bisogna anche inquadrare il comprensorio in cui è avvenuto: l’area a sud di Roma è un concentrato di presenze criminali, incluse famiglie di ‘ndrangheta, attraversata da trafficanti che nascondono nei casolari della zona enormi quantità di droga e armi. Chi ha agito ha tracciato una mappa precisa di orari e luoghi coperte da videocamere. • Fonte Articolo 21
Cronaca
Roma – L’auto di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, e quella di sua figlia sono esplose e sono state completamente avvolte dalle fiamme.
Ne dà notizia lo stesso giornalista sui social.
“Due ordigni – si legge nel post – hanno distrutto le automobili parcheggiate davanti casa a Campo Ascolano, alle porte di Roma. Le deflagrazioni sono state così forti da scuotere l’intero quartiere”.
La trasmissione Report sui suoi profili social fa esplicito riferimento all’esplosione di “un ordigno piazzato sotto l’auto del giornalista” e che la deflagrazione avrebbe potuto uccidere.
“L’auto è saltata in aria – si legge – danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche, avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”.
Cronaca
Roma – “L’attentato di questa notte contro Sigfrido Ranucci – dice Vittorio Di Trapani, presidente della FNSI, il sindacato dei giornalisti italiani – è un salto di qualità. Dalle informazioni disponibili, hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale davanti alla sua casa di Pomezia: distrutte 2 sue auto. È successo nel giorno dell’anniversario dell’assassinio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista di inchiesta uccisa a Malta con una autobomba 8 anni fa. È un fatto che ci richiama ad anni bui del nostro Paese. È necessaria una reazione urgente per individuare autori e mandanti di questo attentato: colpire l’informazione vuol dire colpire le nostre libertà, la nostra democrazia”.
Cronaca
Roma – È morto questa mattina a Roma, Piero Melati. Era stato ricoverato all’ospedale San Camillo alcuni giorni fa per un principio di infarto era stato curato ma successivamente era intervenuta un’emorragia cerebrale che purtroppo gli è stata fatale.
Piero Melati nato a Palermo e aveva 69 anni. Ha cominciato a collaborare con alcuni periodici palermitani all’inizio degli anni 80 e poi è passata al giornale L’Ora scrivendo prima il supplemento arabo e poi per quell’economico per passare in cronaca, dove era stata assunto il 1 gennaio del 1986.
Nel 1990 dopo una breve parentesi a Paese sera, va a lavorare a Repubblica dopo ha partecipato alla apertura della nuova redazione di Napoli, successivamente aveva lavorato nella cronaca di Roma e in quella di Palermo per passare poi al settore della cultura. Ha scritto molti libri soprattutto dedicati alla sua esperienza cronista durante la quale nel periodo del giornale L’ora aveva seguito interamente il maxiprocesso.
L’ultimo suo libro, Lola e Vlad era invece un romanzo, un gioco onirico dedicato al mondo dei vampiri, che aveva presentato nella scorsa primavera al Circolo della stampa di Palermo.
Ai familiari di Piero Melati le condoglianze di Assostampa. Cordoglio al quale partecipa anche questa redazione.
Domani dalle 12 alle 15 sarà possibile dare l’ultimo saluto a Piero Melati presso la camera mortuaria dell’ospedale San Camillo a Roma.