Marsala – La Procura della Repubblica di Marsala ha deciso di esercitare l’azione penale nei confronti di Pietro Barraco, liquidatore della società Bpl Trasporti Srls di Marsala. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata al Gip del Tribunale e riguarda gravi contestazioni di natura fiscale.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Barraco avrebbe omesso di presentare le dichiarazioni annuali ai fini Ires per gli anni d’imposta 2021 e 2022, con un’imposta complessiva non versata pari a oltre 351 mila euro. A ciò si aggiunge la mancata dichiarazione IVA per il 2022, con un ulteriore importo non corrisposto di circa 206 mila euro.
Le indagini, effettuate attraverso una serie di accertamenti fiscali, hanno pure evidenziato condotte di occultamento e distruzione delle scritture contabili, tali da rendere impossibile la ricostruzione dei redditi e del volume d’affari della società.
La Procura liljbetana ha contestato all’imputato i reati previsti dagli articoli 5 e 10 del decreto legislativo n. 74/2000, aggravati dalla recidiva reiterata specifica infraquinquennale.
Cronaca
Palermo – Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio dell’assessore regionale al turismo Elvira Amata e dell’imprenditrice Marcella Cannariato. Il giudice Walter Turturici il 4 novembre ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo il 13 gennaio.
L’esponente di Fratelli d’Italia e la Cannariato sono imputate per corruzione.
Si tratta di un filone dell’inchiesta che ha coinvolto anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. L’inchiesta è coordinata dai pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco.
“Per essersi Elvira Amata (pubblico ufficiale in quanto assessore al Turismo della Regione Sicilia) fatta promettere e dare da Caterina Cannariato (legale rappresentante della A&C Broker S.r.l.) le utilità consistenti nella assunzione (dal 26.09.2023 al mese di marzo 2024) nella A&C Broker S.r.l. di Tommaso Paolucci (nipote della Amata), nonché nel pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo nella struttura ricettiva denominata ‘Leone Suite B&B’ di Palermo nel periodo settembre 2023-marzo 2024 (per complessivi 4.590,90 euro + iva)”.
Utilità datate 31 marzo 2024 “quale corrispettivo dell’atto di ufficio consistito nel Decreto assessoriale n. 2598 del 25.10.2023, con il quale Amata individuava la manifestazione promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario (di cui la Cannariato era rappresentante regionale) denominata ‘XXIII ed. Donna, Economia e Potere’, ai fini della concessione di un finanziamento pubblico di euro 30.000″.
Cronaca
Marsala – Sette fra gli indagati dell’operazione antimafia eseguita a dicembre 2024 da guardia di finanza e coordinata dalla Dda – tra Marsala e Mazara – sono stati rinviati a giudizio dal gup di Palermo Ivana Vassallo, davanti al tribunale di Marsala. Prima udienza il 2 dicembre prossimo.
I sette rinviati a giudizio sono: Giancarlo Nicolò Angileri, di 60 anni, Giovanni Piccione, di 58, Michele Marino, di 65, Gaspare Tumbarello, di 49, Massimo Antonio Sfraga, 52, tutti di Marsala, Giuseppe Prenci, di 28, e Vito Ferrantello, 42, entrambi di Mazara del Vallo.
Nell’ambito dello stesso procedimento, lo scorso 30 settembre, il pm della Dda Francesca Dessì ha invocato la condanna dei nove imputati che hanno scelto l’abbreviato. Dodici anni di carcere, sono stati chiesti per Domenico Centonze 50 anni, pastore marsalese Dieci anni ciascuno, per Pietro Centonze, classe ’50, padre di Domenico e Pietro Centonze, classe ’69, cugino di Domenico, e per il mazarese Alessandro Messina. Le altre richieste del pm: 8 anni ciascuno per Pietro Burzotta, genero del defunto boss mafioso Vito Gondola; Paolo Apollo e Ignazio Di Vita, pure di Mazara, due anni e 8 mesi per il marsalese Antonino Giovanni Bilello e 6 mesi per il mazarese Lorenzo Buscaino. Per gli inquirenti, Burzotta avrebbe ereditato il ruolo di comando del suocero Vito Gondola, assumendo un ruolo di primo piano nella gestione delle attività illecite legate al controllo delle aree di pascolo.
Cronaca
Trapani – Approda oggi innanzi il tribunale di Trapani, il processo a carico di un medico pediatra di libera scelta, accusato di omicidio colposo in relazione alla tragica morte di Giorgio, un bambino di cinque anni deceduto nel giugno 2023 all’ospedale “Di Cristina” di Palermo. Si tratta di un processo per un presunto caso di malasanità a Trapani.
Il rinvio a giudizio era stato disposto a ottobre dal Gup di Trapani, dopo un’udienza preliminare in cui si è costituita parte civile anche l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, individuata come responsabile civile.
La cronaca
La vicenda giudiziaria scatta dopo la denuncia presentata dai genitori di Giorgio, di cinque anni, deceduto, nel giugno del 2023, al “Di Cristina”di Palermo dov’era ricoverato. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal Gup a conclusione dell’udienza preliminare. Si sono costituiti parte civile i genitori del piccolo, rappresentati dall’avvocato Massimiliano Fabio e l’Asp di Trapani. Nel capo d’imputazione per omicidio colposo o lesioni personali in ambito sanitario vengono contestati al pediatra: l’omissione di cautela, scrupolo, attenzione e diligenza nelle cure prestate al minore, dopo che i genitori richiedevano allarmati l’intervento dello specialista, mostrando un atteggiamento di insofferenza nei confronti dei timori manifestati dagli stessi, non interpretando correttamente la sintomatologia e senza sottoporre il piccolo ad ulteriori ed approfonditi accertamenti. Era stata la mamma a chiedere la visita del pediatra di fiducia preoccupata dai sintomi accusati dal figlio, ma solo dopo ripetute sollecitazioni ed un colloquio telefonico nel quale aveva consigliato la somministrazione di un integratore in gocce e a fronte dell’insistenza della madre, lo specialista sottopose il bambino ad una fugace visita ambulatoriale che, nonostante le condizioni di astenia, scarsa vigilanza e stato soporoso del piccolo, si concluse con la diagnosi di una comune gastroenterite. A circa 24 ore dalla visita però Giorgio si aggrava ed i genitori lo portano al pronto soccorso dell’ospedale di Trapani dove viene operato d’urgenza con diagnosi di “Appendicite acuta con peritonite”,da qui viene trasferito in rianimazione al “Di Cristina”, con diagnosi post-operatoria di “Occlusione Intestinale da appendicite acuta perforata”, Giorgio morirà il 29 giugno. Agli atti anche il responso della perizia affidata ad un collegio di medici esperti dal PM Antonio D’Antona della Procura di Trapani, che escluse censure sull’operato dei sanitari delle strutture ospedaliere.
«Ci rimettiamo con piena fiducia alle valutazioni degli organi di giustizia – aveva scritto l’avvocato Massimiliano Fabio – sulla scorta anche della scrupolosa attività di indagine compiuta e della consulenza tecnica del collegio di esperti già agli atti, affinché sia accertato qualunque eventuale profilo di responsabilità, consapevoli che nulla riuscirà mai a lenire il dolore dei genitori per l’immane tragedia che hanno subito».